(cronache dalla piccionaia) Ah-Vè-Llì-Sì

il bandierone biancorosso cala sulla piccionaia
il bandierone biancorosso cala sulla piccionaia

Traffico natalizio, parcheggiare è l’antimood.
Camminiamo di ottima lena nel freddo pieno di pacchetti regalo e smog.
Nel palazzo, il primo brano che sento durante il riscaldamento dei ragazzi è ‘All i want for xmas‘. Appropriato.
Vorremmo una bella vittoria, un cadeaux da due punti comodi.
Spoiler: verremo accontentati.
Eravamo rimasti a brindisi-no. In mezzo c’è stato il pivot dalle braccia color latte e muscoli austriaci operato d’urgenza di appendicite, una lezione presa sull’isola sarda e l’all star game, che da queste parti viene ricordato come la partita dove il nostro James ha chiesto la mano alla sua fidans, spettacolare bomberata, inclusiva di schiaccione, limone e sbrilluccante anello (eccola).
Avellino è verde e con tanti tifosi al seguito. Nella piccionaia, solito clima mite con caldo folle e applausometro che esplode all’ingresso di Brunner, il pivot operato.
Su due tiri liberi, show di uno degli arbitri che fischia l’ingresso nell’area pitturata anticipato al nostro Antonutti, per due volte, raccogliendo applausi ironici del palazzo.
Entra Brunner, subito due liberi per rompere il ghiaccio. Dopo tre settimane dall’operazione (eroico e stoico) noi speriamo non gli saltino i punti o robe splatter simili mentre si tira una sportellata col pivot verde in mezzo all’area.
Col pard eran giorni che non ci si vedeva, quindi perdiamo un po’ il filo della partita e chiacchieriamo, esibendoci in una discreta, senza ola, imitazione della scena di ‘Harry ti presento Sally’, quando i due chiacchierano di relazioni allo stadio durante la partita. In campo ci sono spadellamenti da tre da ambo le parti.
Avellino pare poca roba in attacco, noi siamo un po’ confusionari, brutta partita, il primo quarto finisce 18-12
Alla ripartenza, infiliamo un sette a zero con Taylor e Jeremic in panca causa litigi col ferro. Loro non fan mai canestro. Noi contiuiamo la conversazione manco fossimo in un salotto affollato, spostando l’oggetto dalle donne all’ultimo dell’anno.
Taylor prosegue nella sua serata di poche luci e molte ombre mentre James dopo la bomberata di cui sopra e un paio di buone giocate, inizia ad avere più ammiratori che detrattori. Loro segnano quasi solo dopo rimbalzo offensivo, il problema è che ne prendono troppi. Ci pensa Antonutti che si trasforma in un cecchino e scava un divario di più tredici infilando tre punti su tre punti. Con due punti di lotta di Brunner andiamo all’intervallo sul 41-26.
Intervallo è la trenta gradi e il sudare sul gradone com bonus di contorsionismi per fare passare la gente.
Cervi, il pivot bianco latte e giovane prospect italico, dimostra insicurezza e caparbietà inesperta facendosi fischiare due falli nel giro di venti secondi. Il secondo è fiscale, mando un saluto colorito all’arbitro, il ragazzino di fianco a me mi guarda male, ciao sono un cattivo esempio, mi pento subito.
Situazione pivot: uno fuori per falli, uno reduce da degenza ma lottatore duro.
Il palazzo non fa in tempo a entrare in modalità ‘preoccupazione ON‘ che una bomba di Cinciarini lo rianima. La partita si fa in discesa, Brunner va in panchina a tre minuti dalla fine del tempino che non ce la fa più, mentre scivoliamo a più venti con James e Antonutti bomber che alla fine avrà sei su sette da tre. 67-43.
I tifosi di Avellino si mettono le giacche, il verde sparisce dalla loro curva riservata ma grande rispetto. A otto dalla fine abbandonano il palazzo, salutati da applausi di solidarietà. La gara non ha più molto da dire, solo garbage time.
I wanna rock‘ parte a volumi da denuncia e andiamo via lisci come l’olio nella sesta vittoria stagionale. La curvetta intona canti di gioia biancorossa, noi torniamo a fare salotto per gli ultimi minuti, poi la partita finisce, 91-64.
Sarà un bel Natale per le teste quadre innamorate del baloncesto.

il tabellino della partita

previously on ‘cronache dalla piccionaia’

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