i Tenenbaums vanno al campo scout

mkingdomcastIl problema di scrivere due righe su questo film si chiama Wes Anderson. Se non sai chi è amen, scivola da questo post, oppure vai al cinema e scoprilo, magari ti sorprende. Se hai visto i suoi lavori sai perfettamente che la sua impronta visiva, stilistica  e pertanto narrativa è così profonda che se lo odi, lascia stare.
E questo film, che esce nelle sale con colpevole e inaccettabile ritardo da parte di una distribuzione miopissima, è lo zenith del senso estetico e narrativo del regista. Che si attornia di attori tutti amici nostri, due protagonisti giovani e ingenui e perfetti e mette in scena un girotondo dei sentimenti, esplicitati o meno, in una commedia incentrata su una fuga per amore, ambientata su un’isola fra campi scout e solitudini umane, con tutto l’abbigliamento e l’oggettistica antica e disperatamente hipster-romantica che caratterizza Anderson.
L’ho trovato divertente, come sempre eccessivo ma raffinato nello stile, pieno imballato di momenti puccissimi e infine adorabile e commovente, che quando finisci ti trovi a sorridere e a voler comprare vinili francesi e a volerlo rivedere.
Il giorno dopo la fotta dei vinili francesi passa, la puccitudine no. Fra breve ‘toccherà’ pensare alle classifiche di fine anno, questo film lotterà di sicuro per i piani alti.
Daje Wes, faccene ancora. (bonus: link per coppie in cerca di idea per travestimento carnevalizio)

Ps.: Orecchio alle musiche, eccellenti. E che la carestia possa abbattersi sui cinema che accendono la luce prima che i titoli di coda siano finiti!

2 thoughts on “i Tenenbaums vanno al campo scout

  1. Aggiungo un ossequioso complimento a Robert Yeoman per la fotografia, dai colori intensi e brillanti, ma mai ridondanti. La nitidezza delle immagini (dal colore delle rocce e dei torrenti, a quelli dei bellissimi abiti di Susy) sembra non lasciare dubbi sul fatto che COSI’ E’, ED E’ TUTTO VERAMENTE SEMPLICE E SEMPLICEMENTE VERO, proprio come l’amore sbocciato tra Suzy e Sam. 
    Le scene sono ricche di particolari e dettagli che rendono necessaria almeno una seconda visione del film. Un esempio su tutti? Il personaggio dell’assistente sociale (che non può che chiamarsi, secondo il rigore logico di cui sopra, Servizi Sociali) ha i capelli rosso fuoco ma, proprio come vuole  l’immagine stereotipata delle  operatrici sociali (tutte dedite agli altri e poco alla cura di sè), non si preoccupa di nascondere una leggera e anti-estetica ricrescita di capelli bianchi intorno al volto. 
    Un bel film, con la giusta dose di dolcezza e di fantasia. Il sorriso, che si stampa sul viso già dalle prime scene del film, dura a lungo :-) 

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