(cronache dalla piccionaia) Brindisi-No

piccioEravamo rimasti alle V nere. Poi a Varese si è lottato e perduto contro la capolista. Ed eccoci con Brindisi.
Il giornalino del palazzo distribuito all’ingresso titola con humour sottile: ‘Trenk spegni l’Enel‘. (la compagnia elettrica è sponsor degli avversari di giornata).
L’anno scorso con loro fu la partita più intensa dell’anno, vinta in rimonta e pure un filo rubacchiata. Probabilmente fu pure decisiva per la promozione, poi i pugliesi vinsero i playoff. Ed eccole qua le due matricole. I brindisini son sempre tanti, stima. Con loro, Bucchi in panchina, il capocannoniere attuale del torneo in campo. Classic manica corta da piccionaia, pronti. Via!
Errori in attacco da sotto. Loro difendono benissimo il pick and roll. Battezziamo uno dei tre arbitri come ‘l’ignorante’ per fischi sbagliati da una parte e dall’altra. Gente noiosa critica l’americano presunto scarso – ma mio uomo, perchè mi schiero dalla parte dei più deboli e contro i criticoni – che risponde in tripla. Punteggio basso fino al finale di tempo quando due bombe e un macroscopico nostro errore in rimessa fissano il 18-20. Sarà dura.
Giochiamo a rubare palloni e sei a zero mini break
Poi fischi e insulti all’arbitro ignorante per un fallo dubbio e tecnico alla panca dubbissimo, solo che lui non vedeva l’ora di fischiarlo.  L’ignorante fischia un altro tecnico a Brindisi confermando l’ignoranza e ribadendo l’errore precedente. Mi agito e non mi piace. Dopo secoli di palazzo so che non porta quasi mai bene se mi agito.
Stiam sopra sempre di poco, i top scorer delle due squadre hanno le polveri bagnate, sarà la pioggia di sti giorni. Taylor è a 0/8, Gibson a 1/6. Su un tap-in fortunello finisce il primo tempo, 46-37. Fortuna che i nostri panchinari (James, Cervi) han dato di più stasera e questa è ottima notizia anche per il prosieguo della stagione.
James tiene su la baracca all’inizio del terzo confermando potenzialità. Poi la partita diventa inguardabile in un gioioso ‘metti mai‘ dove Taylor si erge protagonista in negativo. Quando è a zero/10 viene sostituito, fa uno show da americano teso, infila l’imboccatura degli spogliatoi, tira una pacca al divisore. Bello spettacolo e riderone, ma io so già che vuole mostrare quanto gli dispiace, che ci tiene e sa che è inguardabile.  So anche che non si metterà al servizio della squadra e che cercherà di vincerla da solo per auto espiare il suo peccato di essere, semplicemente, in una serata storta.
A forza di nostri sbagli, Brindisi si fa sotto a meno uno. Brunner teme le stoppate nella zona pitturata come se gli avversari avessero tentacoli elettrificati al posto di braccia.
Brutta partita, la dobbiam portare a casa nella bruttezza“, dice con saggezza il pard, quasi sdraiato sul cemento della piccionaia.
James diventa un bomber e l’isola degli stolti che parlava di taglio alla prima palla persa, cambia casacca e diventano fan duri e puri. Usciamo dalla palude del nulla, stiam sopra 60-55, fiducia.
Le sensazioni però a volte non mentono, la partita resta orribile, io mi alzo e smadonno Taylor che ovviamente non si mette al servizio della squadra ma insiste nel suo gioco pur non azzeccandone una. Perdo l’aplomb e insulto gente a caso, dentro e fuori dal campo. Pessimo segnale.
Anche Brindisi si mette d’impegno per sbagliare molto e perdere una quantità infinita di palloni. Noi di più. Finale thrilling, 69-65.
Il quintetto mi sembra sbagliatissimo, la panca non corregge. Mi agito moltissimo. 73-73 a diciannove secondi et voilà, una rimessa viene buttata nella metà campo sbagliata, io ho male agli occhi dal tanto li ho sbarrati dal terrore e dall’errore. Loro mettono due liberi, poi perdono palla, dicendo ‘dai, facciamoci il supplementare‘.  75-75.
Poi, Gibson, rimasto in panca con quattro falli per tutto il quarto, si ricorda di essere un bomber e a due decimi dalla sirena sgancia tre punti da distanza Nba che mi atterrano sulle spalle come un pugno di Bud Spencer. Meno tre. Amen.
Sconfitta meritata, troppi errori in campo, poi, nonostante l’amore che provo per il nostro mister, stavolta ha fallito. Capisco che gli uomini che hanno portato l’entusiasmo, i punti, la squadra ad essere squadra, siano da difendere. Però se Taylor non la mette mai, non fa una scelta giusta, è palesemente scontento di se stesso, non può giocare gli ultimi minuti. Se Brunner dopo essere stato pilastro di vittorie importanti per una sera è in soggezione di fronte a lunghi agili e con braccia mobili, non deve giocare gli ultimi minuti. Se Cinciarini, mente pensante di vittorie entusiasmanti, non è lucido e va in confusione contro il pressing, non deve giocare gli ultimi minuti. Avresti vinto? Forse, o forse no, ma per una volta le rotazioni (solo queste, il valore dei tre nostri califfi rimane immutato, saranno giocatori fondamentali per la stagione, stasera hanno avuto un passaggio a vuoto, ci sta) potevano attendere.

tabellino della partita

previously on ‘cronache dalla piccionaia’

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