(cronache dalla piccionaia) ‘V’, come quinta vittoria

Eravamo rimasti a B(i)ella.
Poi siamo andati a Milano a fare il colpaccio, poi mentre la febbre abbatteva me, vincevamo con Pesaro in casa. Infine, blitz esterno a Montegranaro. Quattro vittorie di fila, ebbrezza, entusiasmo da tempi antichi in quel di Rezz basket e arrivano le temibili ‘V’ nere e il derby emiliano che mancava da troppissimo tempo.
Tutto esaurito e partita trasmessa in tv. Tanti bolognesi nella curvetta, qualcuno pure in giro per il palazzetto, polizia che controlla, c’è rivalità fra tifosi. Noi arriviamo in piccionaia, tanta gente, gente nuova, salve, instant spogliarello che c’è il solito caldone da gradinata.
Pronti? Via.

(piccionaia, interno sera)
coppia con maglietta abbinata

Tempo che le curve si salutano con cori poco amichevoli e gesti classici tipo ‘taglio della gola’ e il canestro virtussino si fa, come si dice, grande come una vasca. Boom Boom da tre, il nostro serbo che finalmente la mette con puntualità e si va a più dieci. Biagio Antonazzi dagli altoparlanti, gente che canta Biagio Antonazzi. Dietro di me un tifoso da entusiasmo che urla troppo, insulta gli arbitri a caso e non capisce il gioco. Male. Pazienza.
La ‘V’ si ricompatta, l’ex Gigli schiaccia, esulta e si prende sonori fischi. Primo quarto che finisce a +6.
La ‘V’ si mette a pigliare il rusco a rimbalzo, cambia le guardie, mette due ragazzotti bravi e torna sotto a meno uno. Rispondiamo bene, bella partita. Taylor panchinato per troppi falli e, dico io, qualche palleggio sui piedi di troppo. Verso la fine scatta il ‘James minute’. Il play americano con le molle nelle gambe e pochi punti nelle mani, in meno di sessanta secondi tira da tre sul ferro, sbaglia un passaggio comodo consegnandolo a un avversario, cerca il riscatto rincorrendolo, fa un saltone e stoppa oltre il ferro (il palazzo fa un boato che tremano i gradoni), torna in attacco, fa 1/2 ai liberi.
Thrilling sul finale di tempo, ci mangiano cinque punti in venti secondi. Il tipo dietro di me mi sputa addosso urlando insulti casuali ai bolognesi, agli arbitri, a tutti.
Dio del basket fa che questo ‘mostro’ si palchi altrimenti faccio la doccia.
36-33. Intervallo. Mangiamo M&M’s colorati.
Siam proprio una bella squadretta. La rotazione funziona, tutti si aiutano, chi va in panchina si prende dei limoni di amicizia e di carica psicologica. Stiam sempre sopra finchè a tre dalla fine ci mettiamo in testa di tirare sempre da sotto. Le ‘V’ ne approfittano e passano per la prima volta in vantaggio con il 41 che si trasforma nel nostro ‘Punisher’ dalla linea dei tre punti.
Finale thrilling parte seconda. Dalle mani bianche dei monti austriaci di Brunner si alza una inattesa bomba sulla sirena. Niente, sempre sopra +2. Sarà un bel quarto tempo.
Inizia con un tecnico a favore che non comprendiamo fra musica sparata a bestia dagli altoparlanti ed entusiasmo di gente in piedi. Amen. Prendiamo tutto. Poi, brutti tiri, gente che scivola sul parquet, tipica tensione da finale di partita. Scattiamo a più otto, Taylor fa il quarto fallo da trance agonistica ma resta in campo. Sotto le plance botte da orbi.
Punteggio altalenante, due mezzi fischi a nostro favore però ci portano a più nove. L’altoparlante esplode con ‘Sarà perché ti amo‘. Entusiasmo folle. Cori di amore fra le curve. Il dio del basket pare ascoltarmi perché il tizio dietro sta seduto e tranquillo. Forse non è pronto per partite del genere.
La ‘V’ spinge, noi ringhiamo in difesa uscendo sempre sui blocchi ai cento all’ora.
L’episodio che chiude il match accade a palla ferma. Il pivot delle ‘V’ va ai liberi. Arriva dalla curvetta nostrana di fronte a lui un simpatico aeroplanino rosso che plana beffardo in mezzo all’area pitturata. Il pivot s’incazza, non tira e scaglia il pallone contro un tabellone pubblicitario. Fischia il palazzo. L’arbitro abbozza e gli ridà palla. Il pivot, forse ancora nervoso per il mezzo fallo precedente, dice due paroline all’arbitro. Forse gli dice ‘Dammi il tecnico che la chiudiamo qua‘. L’arbitro acconsente. Tecnico e la chiudiamo qua.
Poco altro prima che la vociona di Ligabue (che sam po’ seimper a Rezz) esondi nella gioia del palazzetto. Gente in tribuna con abbonamenti da ottocento euro saluta i bolognesi con gestacci e insulti. Ah, il tifo sobrio in maglioncino firmato.
Usciamo e andiamo a festeggiare la quinta vittoria di fila.

tabellino della partita

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