(no title)

Ma vaffanculo. Certe notizie arrivano come botte improvvise, all’inizio non fanno così male, poi appena ci pensi un secondo ti si apre una voragine. Dice, ‘eh non lo conoscevi‘. Eccome se lo conoscevo. Era quella voce che mi ha accompagnato, insieme a quella dei suoi due compari, per lunghi anni della giovinezza e poi fino ad oggi che un disco come ‘Paul’s Boutique‘ lo ascolto una volta al mese perchè è un dovere. Nell’86 uscì il loro primo album, avevo sedici anni e quell’anno andai al mio primo concerto. Il disco aveva la copertina che se l’aprivi vedevi il disegno di un aereo schiantato al suolo. “Ciao, sarò uno dei tuoi amori musicali, mi vuoi?” “Hell, yes”. Pochi mesi dopo ero su un palco insieme ai miei due amiconi di una vita, a una festa studentesca a fare una cover di ‘Fight for your right‘. Eravamo stupendi e decisamente troppo avanti per il paesello. E quel concerto a cui non andai perchè avevo la febbre alta e piansi dalla rabbia e la trasfertona di ore in macchina per vederli in un’arena e fu bellissimo e indimenticabile e il concerto a Milano altrettanto memorabile. E non sto qua a riepilogare tutti i momenti, tutta la figaggine, lo spaccare, la capacità, la passione, l’intelligenza e la grandezza dei Beastie Boys. Una delle migliori band di sempre, period.
E quarantasette anni sono sempre maledettamente pochi per ammalarsi e poi morire.

R.I.P. MCA e grazie.

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