a me, young adults

 ‘Hunger Games‘ è un film destinato per quel pubblico definito dal marketing ‘young adult’. Se cerchi su wikipedia il termine (abusato ormai ma non su questo blog quindi mi auto assolvo) trovi tre opzioni. Un altro film che sembra una commedia e invece è un quadro drammatico di una donna disperata che si avvicina ai quaranta, che non c’entra ma un po’ sì; un termine utilizzato in psicologia per definire uno stadio di sviluppo comportamentale che c’entra già di più se non altro come bacino d’utenza del film; una forma narrativa per teenagers, sì ma non solo.
La storia è tratta da un romanzo che non ho capito bene se ha avuto grande successo in Italia ma negli Usa, dove fra l’atro il film sta facendo sfracelli al botteghino, sì,
Il pubblico in sala, formato da una coppia di quarantenni (me e il mio pard di visione) e molti ventenni (in prevalenza signorine con borsetta all’avambraccio e accompagnatori con sciarpetta al collo) segue appassionato.
Non vola una mosca durante lo svolgimento narrativo, lineare ma avvincente dove scopriamo che la vicenda si svolge in un futuro distopico dove una città piuttosto fascistoide, ricca e ‘illuminata’ soggioga il resto della popolazione, diviso in vari distretti, da cui ogni anno, per celebrare una rivolta annegata nel sangue, vengono prelevati due giovani, un maschio e una femmina, per ogni distretto. I forzatamente prescelti daranno vita ai giochi di caccia del titolo dove le prede sono gli stessi partecipanti. Uno solo vincerà, gli altri moriranno durante la diretta televisiva che segue e a tratti ‘guida‘ i giochi stessi.
Va tutto bene, perfino oltre le attese finchè la storia, durante una precisa scena ha una frenata evidentissima. Le varie tematiche sociali, morali e politiche della vicenda vengono quasi sfiorate dalla narrazione, mai affrontate o approfondite ed è una mossa giusta a vantaggio della scorrevolezza. Anche le vicende sentimentali vengono mostrate come un corollario della trama avventurosa dove al centro, figura centralissima e centratissima, c’è l’eroina del film. Nella scena della ‘frenata’ la parte sentimentale – quindi, penso io, un argomento che dovrebbe toccare le corde dei miei giovani compagni di sala – fa flop palesando un lieve fastidio nelle reazioni visto che i ragazzini bisbigliano al cinema e cento bisbigli formano un’onda che dà con approssimativa certezza gli sbalzi di gradimento per quanto avviene sullo schermo.
Se i bisbigli formassero un diagramma dove all’aumentare del bisbiglio diminuisce il gradimento, la curva del diagramma sarebbe discendente poichè da questo momento il film perde scioltezza e brillantezza, arrivando alla ‘resa dei conti’ con una mossa narrativa a mio parere forzata e a scene finali che non danno la giusta epicità che la storia per tre quarti aveva mostrato di meritare.
C’è anche il caso che abbiano pensato a un sequel, il montaggio finale mi ha dato l’impressione di essere frutto di qualche taglio più che di scrittura sicura, anche se non vedo bene come potrebbero farlo il sequel, nonostante le piroette narrative di Hollywood sono all’ordine del giorno. A parte le mie speculazioni, peccato, per tre quarti il film è una bomba e anche i miei ventenni accolgono il finale con troppa incertezza e una punta di delusione.
Da segnalare: la grossa interpretazione dell’attrice protagonista, davvero brava e promettente ancora di più se paragonata agli attori maschi, glabri e inespressivi Big Jim (fra cui il fratellino di Thor) senza un’oncia di carattere e appeal mentre lei ne ha da vendere; la presenza di qualche vecchio marpione caratterista che si muove in agilità nonostante acconciature e barbe molto impegnative; le difficoltà nel seguire qualche scena d’azione girata in modo troppo caotico.
Quindi gli young adults affolleranno le salette e molti, com noi ieri sera all”anteprima’, se ne andranno un po’ scontenti da questi giochi che molto promettono e non del tutto mantengono.

Update:  sono uno sciocco e ho controllato solo ora. Mentre scrivevo il post, non ho pensato che potessero esserci più libri. Infatti, ne han scritti tre. Quindi un seguito al film ci sarà, anzi è già previsto e ovviamente il finale acquista un altro senso. Non cambia che sia deludente rispetto al resto del film ma è più spiegabile. Pardon. 

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