fra pirati, francesi, regine

Ho letto da qualche parte che ‘Quasi amici‘ è il film francese che ha incassato di più all-time in Italia. Chissenefrega? Bè, io spero solo non ne facciano un remake italico come accaduto con altri successi d’oltralpe perchè non funzionerebbe mai, a meno di trovare un attore altrettanto imponente come Sy. Lui si prende il film e il tetraplegico in spalla e porta entrambi in un territorio molto classico al limite della fiaba, dove due mondi lontani anni luce e chilometri di socialità, si incontrano, si fiutano et et et… Non ero molto attratto dalla pellicola ma al quinto conoscente che va al cinema due volte l’anno che mi ha detto ‘Fidati‘, mi son fidato.
Devo dire che mi sono molto divertito. Il film è leggero seppur trattando argomenti spinosi fra banlieu e handicap, sceglie di parcheggiare il dramma spingendo l’acceleratore delle risate a più non posso, grazie alla verve notevole del protagonista. Ottima scelta, anche per evitare di restare schiacciato da troppi (inevitabili?) stereotipi. Bravo pure l’altro attore che recita paralizzato e lacrimuccia ovviamente ben piazzata dietro ogni angolo. Suvvia, bravò, bravò.


La Aardman è una delle cose migliori accadute al mondo dell’animazione, fra plastilina, stop-motion e genialità. Dopo il bel film natalizio, questa gente torna con un film ambientato nell’ottocento, fra pirati di bassa levatura, una regina che li odia e un pennuto (ahahaha, scusate mi viene ancora la ridarola) che pare sia estinto. Fra scienza, fantascienza, azioni in mare, azioni in volo, premi (ahahaha, oddio) picareschi, ci si diverte tantissimo, fin dalla prima scena, uno spasso assoluto, un’avventura a perdifiato piena di invenzioni, ilarità, citazioni.
Purtroppo la scelta di affidare il doppiaggio del personaggio principale a DeSica è sbagliata e al limite del fastidio, mi sembra riesca comunque a gigioneggiare e ‘accentare’ troppo perfino per il personaggio a cui presta la voce (nella versione originale la voce è di Hugh Grant).
Peccato per i bimbi in sala che non possono arrivare a capire tutte le gag e i riferimenti contenuti nel film, però mi dicono che si divertono comunque. Peggio di loro, indubbiamente, genitori idioti che passano il tempo a guardare il fottuto cellulare anzichè cercare di farsi una risata intelligente. Ci vorrebbe l’Erode per i genitori coglioni. E un film Aardman ogni sei mesi per me.

Ho visto ‘Biancaneve‘ in compagnia di quarantuno femmine fra bimbe, adolescenti e mamme accompagnatrici. Sì, quando mi sono accorto di essere l’unico maschio in sala ho contato le mie ‘compagne’, ma questo elemento statistico mi è utile per dire che le bimbe al cinema sono meglio dei maschi, più concentrate e meno casinare (ma probabilmente questa è un’ovvietà) e che al termine della visione una bimbetta ottenne mi è passata davanti decretando ‘E’ stato bellissimo‘. Quasi quasi son d’accordo.
Il film è un colorato divertissement per giovani spettatori con Julia Roberts che si vede quanto si sia divertita a girare, i sette nani ‘veri nani‘ che funzionano e un senso di leggera quanto semplice romanticheria che evidentemente fa colpo sul target del film (dove ovviamente una sala non fa statistica, però alla scena del bacio – suvvia, non è uno spoiler, c’è un bacio, se non sapete la favola, tornate indietro e studiate! – si è levato un leggero ma percepibile ‘Awww‘ dalla platea).
Certo, il film è lontano dall’essere memorabile, c’è dell’ingenuità nella trasposizione un po’ manipolata della fiaba, qualche passaggio scricchiola e addirittura ‘Neve è abbastanza priva di fascino, nessun maschio che non sia un principe di una lontana regione sceglierebbe questa Biancaneve anzichè la Julia. Però credo siano più i pro che i contro in questa versione imperfetta quanto non necessaria, ma semplice e rivestita di colori sgargianti e sognanti. Per Pasqua, andava benone, bimbetta ottene docet.
(lo dico in anticipo, ovviamente vietato paragonare questo con l’altro film con ‘Neve, quello ‘young adult’ dove ci sarà Thor che lancia asce a dei corvi, inoltre a me ‘Mirror Mirror’ sembrava un bel titolo. Facile, no? No. Per noi spettatori italici titolo basico e ‘for dummies’, così non ci si sbaglia eh…)

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