chiedimi com’erano i ‘Wilco’

Hey tu, Tessò. Mi hai detto ‘ci scriverai un post’, eccolo. Te lo meriti, mi hai regalato il biglietto.

Iniziano con una ‘Sunday Morning‘ che è come su disco lunga, intensa, bellissima e mettono il silenziatore a tutto il pubblico che resta subito incantato dalla voce di quell’uomo lassù col giubbotto e il cappello e i suoi compadres.
Il secondo pezzo è ‘Poor Places‘. Mi scappa un urlo di gioia che è uno dei miei pezzi preferiti di sempre e di ogni band al mondo e non me l’aspettavo così e subito ed è bellissima e faccio balletti di felicità. E’ come sempre troppo breve e poi subito attaccano ‘Art of almost‘ che è uno dei brani del nuovo disco e dal vivo è una bomba con inserti electro che pompano energia che viene poi incanalata nelle restanti due ore.
Però non è che ti faccio la spiega del concerto che come si sapeva già, è stato bellissimo, poi come sai io sono fan quindi la mia opinione non vale.
Però i ‘Wilco’ sono la tua prossima band preferita anche se tu non lo sai ancora perchè non li conosci.
Loro suonano la canzone giusta per limonare col tuo compagno, quella giusta per un giro in macchina cantando a squarciagola, quella giusta per un passeggiata la domenica mattina, quella giusta per saltare da sola in bagno, quella giusta per darti la scossa in una giornata monotona, quella giusta per darti quella carezza che non sai di volere però sai di meritarti.
Suonano rock, folk, country, blues, insomma ‘americana‘ e tutte le cose messe insieme, incluso passione che si vede mentre sono sul palco e una tecnica mostruosa con un chitarrista sempre fantastico che fa assolo incendiari che pare violenti la chitarra, il batterista che è un mio personale idolo che suona con gusto jazz e schiaffi quasi punk alternando le due cose anche in singoli brani, un polistrumentista eccelso che si divide fra chitarre e pianole e percussioni, un bassista che è tronco portante del suono, un tastierista di gusto e capacità e il capo di questa banda che è sempre quello col cappello e il giubbotto, suona un po’ ingobbito e ha quella voce che diventerà tua amica.
C’era un sacco di gente che io mi son chiesto da quando è che sono diventati un gruppo da sold out ma meglio così che la buona musica fa solo bene. Finisce in un tornado di saltelli r’n’r e di applausi e son volate due ore di bellezza in musica.
Colas ha trovato questo video fatto ieri sera, uno dei loro pezzi più belli e che mi sembra riassuma tutto il mood della serata.

Quando tornano, perchè tornano e pure io ci torno, ancora, ti porto con me, promesso.
Ciao.

7 thoughts on “chiedimi com’erano i ‘Wilco’

  1. Pensa che quando è partita Poor Places ho tirato 4 madonne in croce, stavo sottopalco a fare le foto e ho pensato, cazzo, proprio questa la volevo cantare, anzi, stracantare.
    E poi manco m’hano fatto Radio Cure o Jesus, ci son rimasta di hahha.

    1. Bè, per la scaletta come sai la cambiano spesso, con tutte le belle canzoni che hanno. ‘Poor Places’ cuore. Poi non conoscevo il tuo blog e complimentoni eh. (caccia le foto dei Wilco, su…)

      1. Purtroppo per cacciare le foto dei Wilco nel mio blog devo aspettare l’autorizzazione del loro management, ma temo che per qualche assurda ragione non arriverà mai, ahimè😦
        In ogni caso le puoi vedere da qua http://www.sentireascoltare.com/news/3372/wilco-allestragon-il-foto-reportage-.html

        ti consiglio la visualizzazione a schermo intero, quadratino in basso a dx… spamma pure se vuoi, non sono una blogger, faccio fatica a farmi conoscere😉

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