Palco n.25 OR.1/D (Pt.V, Baroque-Me)


Programma
: musica barocca, Mister Haydn

Il mood: questa orchestra nasce nel ’79 dall’idea del direttore. Sono musicisti con PhD in musica barocca che si trovano ogni anno e partono per delle tournèe dove fanno ascoltare questo ‘genere’ ai loro pubblici. A me è toccato Haydn e le sue sinfonie londinesi scritte a fine mille settecento.
Vai, con l’estratto-spiega dal libretto d’accompagnamento alla serata: “Quest’uomo meraviglioso che è lo Shakespeare della musica e il trionfo dell’età nostra è condannato a vivere presso la corte di un meschino principe tedesco che è incapace di ricompensarlo nella giusta misura ed è al tempo stesso indegno di tanto onore. Haydn la cui semplicità è pari alla sua grandezza, è rassegnato alla propria condizione […] si assoggetta al temperamento dispotico di un gretto signore e agli umori furenti di una moglie brontolona. Non sarebbe un’azione meritevole come un pellegrinaggio, se qualche giovane ambizioso andasse a salvarlo dalla sua sorte facendolo trapiantare in Gran Bretagna, il paese per cui sarebbe fatta la sua musica? [The Gazetter  New Advertiser’, 17 gennaio 1785].
Ciò, accadde. Un violinista e impresario dalla perfida Albione lo andò a prendere dopo la morte del principe nella tetra europa centrale,  e lo portò nella grigia Londra dove il compositore scrisse le sue sinfonie ‘londinesi’ appunto.
E’ già una sceneggiatura. Oscar secco.

Orchestra: La formazione è composta da undici violini, due viole, un contrabbasso, dieci fiati, un percussionista. E il direttore solista. Sono una piccola orchestra, hanno strumenti che mi sembrano d’epoca. Le trombe sono più lunghe di quelle ‘normali’, gli altri fiati sono scuri e mi sembrano di legno, anche i timpani sono più piccolini. L’ensemble ha ovviamente meno potenza di una ‘normale’ orchestra, ma non è necessaria, ha scarsa epicità, ma non è richiesta. Ha però passo svelto e bello slancio e sorrisi mentre eseguono. Le signore sul palco sono più serie e hanno acconciature inaccettabili, un paio hanno perfino mullet lunghi che fanno molto Olanda e anche anni ottanta, gli uomini invece sono più ordinati, tutti stretti in frac con papillon bianco, molto classico, piuttosto sexy oserei. Anche il maestro ha il frac, un po’ stretto e coi pantaloni un po’ corti.
E’ un omino basso e simpatico che dirige con le mani aperte e la bocca che si spalanca durante i ‘Tutti’ e all’inizio delle esecuzioni come ad attirare verso sè la musica, come a urlare un silenzioso ‘Orsù, miei prodi‘ allos tesso tempo gentile e perentorio. Gli brillano gli occhi mentre dirige, a volte fa piccoli balletti saltellanti sul posto.

Violino dell’amore: l’unica violinista under quaranta, lasciata sola in fondo al pack dei violini, alta, pallida e coi capelli raccolti. Da segnalare anche un violinista che farebbe secche molte di voi lettrici (per dire). Capello brizzolato, sguardo magnetico, esuberanza nell’interpretazione, smorzata da un sorriso storto ma simpatico.

Me & la musica: La prima sinfonia è coloratissima, fra un valzer festoso, una partitura solo violini e il finale di allegria estatica. Per il secondo brano il maestro si siede all’organo che sembra un tavolo di legno chiaro con intarsi dorati, un tavolo per un avvocato lillipuziano. Al suo fianco, il giratore di pagine, personaggio eccezionale (vedi anche cap.IV) che mi strappa sempre un sorriso. E’ un concerto per organo e orchestra, bello ma non memorabile. Il suono dell’organo e certi passaggi rapidissimi a tratti mi ricordano qualche musica da videogame, meglio eseguita e coi violini dentro (tipo: Mario Bros. Theme)
Intervallo.

Si riprende con il secondo episodio delle sinfonie londinesi,
La sinfonia è molto bella e come sempre accade con le piccole orchestre penso che fossi stato re o principe nel milleottocento avrei preparato una mega stanza in mezzo alla reggia/castello/villa e avrei tenuto tutti i musici lì a suonare 24/7 e via andare.
Al termine del ‘Presto‘ finale il maestro fa una corsetta verso un clavicembalo nero che sembrava facesse solo da elemento scenografico e spara venti secondi di assolo pieno di note per poi tornare al suo posto e concludere col classico ‘Zaaaammmm Zaaaaammm‘ il concerto. Gioia, applausi, evviva. (questi poi girano l’Europa con un clavicembalo che è tipo un pianoforte nano, che suonano per venti secondi a sera e questa cosa è molto bella se ci pensi)

Momento riderone: il finale di concerto, la corsetta e il clavicembalo, viene bissato. Matte risate sopra e sotto i palchi.

Oscar nel pubblico: Ci sono tutti gli habituè. C’è il contestatore dei colpi di tosse (vedi sempre cap.IV), c’è la coppia di super anziani che criticano e commentano vicinissimi come se preparassero una cospirazione, c’è la signora anzianissima con gli occhiali da sole che sta nell’ultimo palco sopra al palcoscenico, sempre in penombra come una sfinge misteriosa, ci sono i miei vicini di palchetto, la cougar riccioluta col marito direttore di qualcosa che scendono in platea a fare public relations, ci sono le signore col cappellino fisso (una stasera sfoggia zuccotto di lana con paillettes) però niente di particolare da segnalare direi, se non un generale mood di soddisfazione e allegria sparsa

Bonus quote: “Sono tanto pochi gli uomini felici e soddisfatti quaggiù – da ogni lato le preoccupazioni e il dolore li inseguono . che forse un giorno il mio lavoro sarà una sorgente da cui gli uomini oppressi dalle ansie e chini sotto il peso della vita deriveranno qualche momento di riposo e sollievo” Haydn.

Per appassionati: il magico libretto, il programma di sala, si trova qui. Cenni storici e vivisezione musicale. Manna per esperti, spesso buco nero per ignoranti di musica e partiture musicali. Uno come me, per esempio, che legge (un estratto a caso) questo capoverso:  “Gli sforzati collocati sui tempi deboli della battuta, insieme al cromatismo sottilmente insinuato tra le parti e all’indicazione agogica allegretto, sollevano il movimento da ogni sospetto di stereotipia.” e pensa “Eh?!” oppure “ma boh“.
Poi invece ascolto la musica e penso “ah, magata“.

Prossimo appuntamento: violoncello e giovani orchestrali

Previously on ‘Palco n.25′l’inizioil pianoforte, Venezuela Winla sonata.

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