Artisti, Arturi, Guerrieri

(due film per finire l’anno, uno bellissimo l’altro puccissimo e uno strappo alla mia regola, che ho la classifichina 2011 pronta e allora…)

La miopia e il terrore dei distributori italiani è incredibile. Questo film doveva essere in tutti i fottuti multisala. Non c’è perchè è in bianco e nero, notoriamente simbolo di intellighenzia e di circuiti d’essai. Non c’è perchè è muto. Già, non spiccicano parola e questo è un rischio troppo alto per le misere menti di cui sopra.
E invece ‘The Artist‘ è un film meraviglioso che potrebbe incassare col passaparola di signore viste contentissime all’uscita insieme ad accompagnatori che non hanno mai dormito, nonostante lo stomaco dilatato dai pranzoni delle feste e non credo che il merito sia tutto della splendida Bérénice.
Il film recupera un abito anni trenta compreso di tuba e papillon e lo serve così, in bianco e nero, con i cartelli da leggere durante qualche dialogo, per il resto è commento sonoro che è ricchissimo e basta e avanza insieme ad attori perfetti, un cane perfetto, bellissime scenografie e varie botte di ingegno (la scena delle scale, il sogno ‘rumoroso’, l’uso delle parole scritte).
Quando il commento sonoro cresce ti si annoda la gola, perchè è un film romantico nell’animo e negli intenti (che, sì, certo, sono talmente evidenti che uno può anche pensare alla grande operazione revival che prende per i fondelli lo spettatore troppo romantico e ingenuo, oppure uno può anche non possedere un cuore, certo). E’ un film molto divertente quando vuole divertire, racconta una storia semplice e genuina di caduta e amore, orgoglio e passione a cavallo di due epoche, appunto cinematografiche, trasmettendo a fiotti questa passione a spettatori stupiti di tanta bellezza talmente antica che diventa modernissima. E’ anche un film, perchè no? coraggioso nel dimostrare, ma diventa un post pretenzioso, di come non ci sia bisogno di troppa roba per far funzionare un film.
Se ne potrebbe parlare a lungo e spero possa fare incetta di premi, proprio perchè è un film che dovrebbe essere visto da più gente possibile perchè questo è un film che ama il cinema. E non è necessario essere cinefili, anzi, per apprezzarne lo spirito.

Altro film che doveva avere tutt’altra distribuzione è ‘Arthur Christmas’ uscito da noi come ‘Il figlio di Babbo Natale’.
Ben fatto, per una volta. E’ proprio il figlio del ciccione con la giacca rossa l’anima del film, l’eroe coraggioso quanto inatteso come da classico schema cartoonesco. La tagline del poster originale dice ‘Mai chiesto come vengono consegnati due billioni di regali in una notte?‘. Parte da qui, con dieci minuti che vanno a velocità siderale per poi seguire le vicende dell’eroe suo malgrado che deve…
Ci sono i Babbi, c’è il polo nord, ci sono le renne e gli elfi che sono quasi al livello dei memorabili minionsè della Aardman gente che fa animazione con del genio (a proposito, questo trailer quanto è fichissimo?).
Fa ridere, c’è tutto lo zucchero e la puccyness possibile, è super natalizio, per bambini e per accompagnatori. Naturalmente relegato a poche visioni pomeridiane fin dal primo giorno d’uscita e in poche sale, rispetto alle centinaia dedicate alle schifezze nostrane. Siam messi così, tant’è.
Padri, recuperatelo in dvd. Figli, enjoy the Elf Help.

 Di solito dopo aver visto un film, butto giù subito dieci righe per fissarmi i pensierini. Quando ho visto questo, che racconta di due fratelli che non si parlano da anni, entrambi ex lottatori che tornano sul ring per lo stesso motivo e, insieme o in mezzo a loro, dipende, c’è il padre ex alcoolizzato con cui non hanno rapporti, non mi andava di scriverne, perchè ero proprio nel bel mezzo del mio bravo conflitto paterno.
Per questo motivo, il film l’ho visto quasi tutto con un macigno sullo stomaco e i lusgoni agli occhi in almeno due scene. Pensa te, un film di tizi macho che parlano poco e hanno grossi addominali e tizi tatuati che si fanno le facce cattive e si menano di brutto. Non il mio genere, mai, con l’aggiunta di varie critiche, come la presenza nella storia di almeno due situazioni davvero implausibili. Eppure le critiche non hanno molto senso visto il giudizio finale tutto di pancia per un film potente anche se girato con furbizia nel tirare calci in faccia ai sentimenti di maschi seduti in fondo alla sala col fazzoletto in mano, mentre son dentro al loro ring a guardare negli occhi l’avversario che non è tale.
La prima parte è lo spiegone, la seconda sono le botte, il tutto con l’aggiunta di molteplici riferimenti/ispirazioni prese dritte da “Rocky”, il papà di questo genere di pugnisentimentali. Attori giusti dove il meno bravo è il più noto e fisicato.
(vorrei poi leggerne una recensione scritta da una donna se possibile, per ‘par condicio emozionale’ diciamo)

3 thoughts on “Artisti, Arturi, Guerrieri

  1. hai perfettament ragione su The Artist. In realtà è un film che emozionerebbe chiunque, molto più immediato e meno cerebrale di quanto si possa pensare. ma ovviamente la distribuzione caina ne condizionerà in negativo il successo, qui in Italia. Un vero peccato. per me uno dei film di quest’anno

    attendo la classifica allora😉

  2. Ieri una mia amica è andata al cinema a Londra a vedere The Artist. Arrivata alla cassa per comprare il biglietto si è accorta di non avere la carta di credito (a Londra ormai i contanti non esistono più); momento di panico: forse l’ha persa, forse l’ha semplicemente lasciata a casa, forse gliel’hanno rubata. Un completo estraneo che era in fila dopo di lei ha seguito la conversazione, poi si è fatto avanti e le ha detto: “mi spiace che non trovi la tua carta di credito, ma tanto adesso non ci puoi fare niente. Facciamo che il biglietto del cinema te lo offro io, perché tutti devono vedere questo film.”
    Ecco, io sono anni che non vedo un film che ispiri cose del genere, e anche solo per questo The Artist vince l’Oscar del mio cuore.

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