Post-drums

Il jazz fusion è un genere musicale piazzato al crocevia fra melodie easy listening avvolgenti e semplici con ritmiche anche funky e struttura e assoli jazz.
In pratica califfi musicisti che scrivono un brano pop e lo trasformano con assoli tecniconi ma anche ispirati in brano jazz basandosi sull’interplay fra musicisti per poi tornare al punto iniziale. I pezzi risultano facili all’ascolto, gingilli strumentali, rimandi al passato e sono buoni per ogni video in cui un’aquila vola sopra a un deserto, immagine che mi è venuta spesso in mente durante un paio di brani.
Sì, troppa videomusic da ragazzino e no, non bazzico molto il genere, anche se non era la mia ‘prima volta‘.
Il titolare del quartetto suona con un’unica chitarra per tutta la sera con (ma potrei sbagliare) un unico effetto utile solo per passare da modalità funky-fusion a modalità rock grosso. Spara assoli iperbolici ma divertenti e pennella onde di note che reggono la melodia quando gli altri ‘assolano’. Con lui un sassofono bravo col quale spesso si lanciano in combinazioni melodiche che fanno volare letteralmente il brano e un bassista potente e profondo.
Dietro di loro c’è il motivo della presenza al concerto e del post. Uno dei migliori batteristi al mondo. Fra i contemporanei, da top ten, sicuro. Maglietta nera attillata, fisico asciutto, doppio rullante, due tom, due floor, sei piatti misti fra crash e ride. Tecnica spaventosa, dinamica impressionante. Sembra anche che non sudi più di tanto nonostante i quaranta gradi del locale e le luci sparate addosso.
Durante il quarto pezzo gli altri lasciano il campo a lui, come già successo nelle precedenti esecuzioni.
E qui…cambia ritmo e rallenta producendosi in un paio di controtempi molto spezzetati, poi fa un giochino col rimshot, torna al ritmo del pezzo per poi lanciarsi in un crescendo torrenziale di terzine fulminanti, fill potentissimi, schiaffi al charlie e ‘avere quattro braccia’.
Penso mi si sia staccata momentaneamente la mandibola. Giusto per dire che ieri sera ho ascoltato il ‘drum solo‘ più bello della mia carriera di spettatore live ed, ormai ex, batterista.
Cosa che non sembra ma vale altro che un post.

(photo credits: dummydonuts)

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