A perfect pair of gentleman (with powers)

(appunti assortiti su ‘X-Men, l’inizio’ e grazie, titolisti for dummies, l’originale era ‘First Class’ che è molto più figo. versione corta: ci si accontenta ma, chissà perchè, mi aspettavo meglio)

Mentre guardavo, nel magico giovedì ‘nice price‘, nel solito cinema del paesello, nella classica fila di mezzo per allungare le gambe, con l’abituale compadre, c’era qualcosa che non andava.
Il film racconta la genesi dei due leader dei mutanti con i poteri. Quello con il pensiero super potente che ti entra nella mente e quello che gioca coi metalli. Un’idea semplice eppure non banale, una specie di ‘come eravamo‘  con cui la serie viene ripescata e rianimata. La sceneggiatura è ovviamente carica di pathos telefonato, semplificazioni e scorciatoie e spiegoni per tenere tutti i mangiatori di popcorn attenti e sul pezzo, che in questo caso sono testate nucleari nel solito e abusato war game. Il tutto arricchito dai problemi tipici dei mutanti di accettazione dell’io, della diversità e altre fole di psicologia mutante già viste nei precedenti episodi.
Semplificando le due visioni a seconda dei team: ‘Noi diversi. Uomo nemico, muori‘. ‘Noi diversi. Uomo amico, amaci‘.
I mutanti sono quelli che abbiamo conosciuto nei precedenti film. C’è il solito scoprire i propri poteri, c’è l’addestramento, ci sono le strizzate d’occhio ai teenagers, ci sono le gag, c’è l’azione. Azione che è molto buona, bravo Matthew Vaughn amichetto nostro dopo la mini bomba ‘Kick Ass‘, insomma il film non annoia. Però, manca qualcosa.
 Mentre nei perfetti interni sixties gironzola la bellezza abbagliante di January Jones, in compagnia del mascellone di Fassbender che entra di diritto nella top five dei machos con cuore del cinema hollywoodiano, del capello ondulato di McAvoy (che dovrebbe fare più film), del buon vecchio Kevin Bacon a cui va il premio per ‘l’uomo che invecchia meglio del mondo‘ perchè, cioè, ‘Footloose‘ è uscito ventisette anni fa e lui è ancora magro e figo, il tutto con contorno di un paio di giovani promesse che non sbocceranno mai, manca qualcosa.

C’è troppa perfezione, troppo manierismo a discapito della ‘cazzimma’, del coinvolgimento, del tifare.
Dice, è un fumetto. Eh, ma magari spiegazzarlo un po’ gli faceva bene.
Per esempio c’è la scena in cui i due amichetti chiacchierano delle solite cose da mutanti ‘chi siamo, dove andiamo, uomo buono o uomo cattivo’ seduti sulla scalinata del monumento a Lincoln a Washington DC.
Magneto con stivaletti da ribelle, maglioncino lupetto nero, giacca di pelle nera, sguardo di di intensa dubbiosità mentre Xavier, giacca da college azzurra, camicia blu slacciata, scarpe stringate, gli spiega con sguardo paterno e di fiducia perchè dovrebbero essere amici e finirla di giocare a scacchi una partita senza fine, visto che c’è una scacchiera che si son portati dietro perfino lì. Ecco, manierismo e una costante didascalia che scorre sotto le scene con le frecce ad indicare ‘lui, buono‘ ‘l’altro, cattivo‘. Eh, guarda, si è capito dopo mezz’ora vè. Insomma, un po’ più di fiducia nello spettatore, grazie.
E un po’ di forza in più ai personaggi, spesso troppo di contorno. Tranne uno che ovviamente è Magneto. Quando lui è in scena il film migliora, si fa quasi appassionante. Come il finale, ben costruito e che regala al film un punto in più, nonostante un paio di effettacci di troppo.
Tutto sommato però, un discreto divertissement. Forse, era meglio se facevano uno spinoff cazzuto, tipo ‘Magneto contro tutti‘. E se evitavano le solite scene sul colonnello russo che non si possono più vedere, dai.
Non si può nemmeno aver tutto, si sa, quindi ci accontentiamo di oggetti metallici che si sollevano.
Se ne fate un altro però, si chiama ‘raschiare il fondo del barile dei poteri mutanti’.

Ps.: sui titoli di coda, un brano di una band di bellocci di qualche anno fa che alle soglie della  pensione tornano insieme per l’amicizia e per far contente le milf sotto il palco, sfornando sotto il segno dei dollah, un pezzone che è orribile. una specie di cover dei Muse ma con meno tastiere e più tamarraggine. sarà un successone, ce la porteremo dietro tutta l’estate. 

Ps2.: guarda guarda che bello questo poster (creato da un fan):

2 thoughts on “A perfect pair of gentleman (with powers)

  1. bello il tag “stivaletti vs. stringate”… E come sempre, bello il manifesto originale. I creativi italiani fanno lievemente cagare…?

    1. ops, ho scritto male (all’una e mezza di notte si dovrebbe dormire anzichè scrivere un post?). non è una locandina del film, è un poster creato da un fan, pescato qui
      sul poster italiano, in questo caso la locandina non è così male, calcola che deve mostrare i personaggi. c’è ben di peggio, direi.

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