Fra le mucche e i girasoli…

…c’è un sacco di roba. ovvero, ho visto ‘The Tree of Life’. mi è piaciuto. qualche impressione mista a ‘vaghi’ spoiler sulla trama, per una volta perdonabili, visto che la trama potrebbe anche essere secondaria ai temi trattati. nel film. sto già esagerando. via. 

Alla fine delle due ore e venti di proiezione mi sono sentito spossato. Mi sono ricordato di essermi infilato solo una manica del cardigan da persona anzyana che avevo preso per ripararmi dall’aria condizionata, solo al termine della proiezione. Avevo preso pure una coca, piccola per giunta e non l’ho nemmeno finita. Ero concentratissimo e attento, immobilizzato. Fin dall’inizio il film mi è sembrato affascinante e mi ha preso alla gola. Gli occhi erano già entrati nella pellicola dopo un paio di minuti (*)  rapiti dalla bellezza delle immagini. Io non so se Malick sia un artista o solo un regista o un vecchio suonato alle prese con una crisi pseudo religiosa con aggiunta artistoide di mito intorno a sè, perchè vive isolato dal mondo (e stima personale per questo) o perchè gira un film ogni dieci anni. So che questo film mi è proprio piaciuto.

La storia è molto semplice. Anni cinquanta. Brad Pitt interpreta (benissimo, bravo sempre più bravo) il padre. Un piccolo uomo di provincia con sogni e ambizioni che si scontrano col destino, col mondo, con le proprie capacità anche. La madre, l’angelica e bellissima Jessica Chastain (ovazione). Le parole sussurrate della madre e la mascella dura e squadrata del padre. Nel mezzo di questi due poli rappresentativi della famiglia e non solo, tre figli maschi e il racconto di una famiglia costruito con continui movimenti di macchina, affascinanti, sinuosi e stimolanti che creano una narrazione che è come un soffio, un onda in movimento, una foglia in balìa del vento.
Uno dei figli diventerà il pensieroso Sean Penn che incontriamo sospeso e spaesato in un giorno normale, dentro a un grattacielo moderno, forse metafora del tentativo dell’uomo di avvicinarsi al mistero più grande. Sarà lui a compiere un viaggio a ritroso, sfidando i ricordi della sua vita, scuotendoli alla ricerca di risposte, arrivando a rivivere il momento della perdita dell’innocenza, della consapevolezza della fragilità umana.
Toccherà a lui provare a chiudere il cerchio, essere il terzo lato del triangolo, figura con vaga connotazione religiosa, il lato mistico, onirico, filosofico o chiamalo come vuoi della vicenda,  aperto da una sequenza molto lunga, quasi un documentario, una sorta di bignami della costruzione del mondo, un montaggio affascinante e straniante, quasi una sfida aperta al pubblico.

Non so se sia un film perfetto, non credo importi la perfezione. So che il giorno dopo la visione ne parlo ancora meglio di ieri sera, vedo i possibili difetti ma non riesco a trovarli sbagliati, anzi. I sussurri con cui vengono poste piccole domande, tanto facili quanto complesse e profonde, a confronto con l’enormità, in tutti i sensi, della parte documentale e mistica, sono una dimostrazione di onestà e di coraggio da parte del regista. Che prova a suggerire qualche risposta ma lascia il grosso del lavoro a noi spettatori.
Io l’ho fatto volentieri, accompagnato da un montaggio da applausi, qualche scena perfetta, un paio di momenti commoventi, altri di pura poesia, una perfezione visiva incredibile accoppiata a una musica importante e imponente a sottolineare passaggi e momenti.
Sarebbe da rivedere, per afferrare tutto, per provare a rimettere in discussione il giudizio. si può fare, coi film divertenti o con quelli, diciamolo, importanti. Non so se consigliarlo però. Magari a uno non piace e lo può trovare palloso e pomposo. O inutile. Sicuramente non è un film per tutti, però un tentativo lo farei. Magari ti dimentichi di bere la coca pure tu…

(postillina: d’altra parte, nel 2011 non puoi andare al cinema senza sapere un minimo cosa vai a vedere. e se non ti piace, esci dalla sala, spiacente. oppure, nella sal di fianco danno ‘Una notte da leoni, il bis’ che vai tranquillo è bello leggero, forse dentro c’è pure un rutto e, tranquillo, lo vedrò di sicuro pure io. sì, ieri sera c’era gente che non merita perdono, almeno nel buio di in una sala cinetografica).

(*) già pronto lo striscione: W l’HD, male il 3D

Ps.: il titolo del post si riferisce a un paio di sequenze all’inizio e alla fine della pellicola  – (UPDATE: letture consigliate dopo aver visto il film per discutere e approfondirne il senso: uno, due, tre

Ps2.: vè che bella questa locandina che dà molto di più l’idea del film ma si sa, il visino di brad fa fascino, il piedino del bimbino fa tenerezza: 

One thought on “Fra le mucche e i girasoli…

  1. Se sia perfetto o meno è davvero una questione oziosa, concordo. Brad Pitt ormai non sbaglia più un colpo
    alle immagini delle onde che si infrangono mi è tornato alla mente che solo Malick è capace di far “recitare” gli eventi naturali, tutti gli esseri viventi. (Gli alberi, qui come in The new world e La sottile linea rossa).

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