Drummers in Paradise

Dietro, come si dice, alle pelli, fino a quando una fastidiosa tendinite non mi ha impedito di proseguire con costanza e decisione, ci davo dentro, per dirla in termini tecnici. Non con gran abilità o fantasia, ma cercando di divertirmi e di non perdere, ehm, il ritmo.
Dalla prima sessione di onde sonore sparate sul gomito per sciogliere la calcificazione, mi diletto saltuariamente in anarchiche, spesso disastrose ma sempre divertenti jam session con amici.
E negli ultimi giorni mi è capitato di pensare a persone o cose relative a questa mia, diciamo, passione.

L’altra sera si è andati a sentire il gruppo di un amico con cui ho suonato qualche anno fa. Ora l’amico ha fatto campagna acquisti e si è preso nella band, come gli consigliai dall’alto della mia ‘esperienza’, un batterista giovane ed entusiasta. Il ragazzo prende lezioni da quello che è stato il mio, eccellente, maestro di tanti anni fa. E suona mancino e aperto. Ossia, così. Non proprio così, chiaro, ma è giovane e promettente, chissà, potrebbe anche diventarci, così.

E poi c’è un altro chitarrista che proprio ieri sera mi chiama e dice che ci dobbiam trovare per fare un po’ di macello. Si esprime così, ma suona con energia ed entusiasmo. E sia, che c’è pure la saletta comoda e libera la prossma settimana.

E poi proprio stamattina ho incrociato un ragazzo a cui saltuariamente e con la poca capacità didattica che possiedo, ho dato qualche lezione nei mesi scorsi. E’ un po’ che non ci si vede però mi ha detto che adesso riprendiamo. E va bene.

E poi arrivo a casa metto su un disco con dentro trombe, allegria e una bella batteria funkettosa come piace a me che ho sempre sognato di suonare in una band così invece mi son capitate cover band di musica italiana o di greatest hits del roghenroa. Colpa mia che mi affezionavo alle persone con cui suonavo.

E mentre penso a tutte queste cose di batteria degli ultimi giorni mi siedo qua, apro la posta e proprio mentre mimo in ‘air-drumming‘ un beat, mi arriva una mail con un link.
Apro. Vedo. Wow.
Probabilmente il paradiso dei batteristi è proprio così. Un enorme spazio bianco con mille tamburi e un sacco di tempo per provare nuovi fill o per battere il record di quattrocento colpi (cit.) su quattrocento tamburi.
Correndo, pure. Meraviglioso.

(molte grazie per l’assist e il video: Solidair)

Ps.: sull’internet naturalmente c’è un sacco di roba per imparare. Fin dai rudimenti
Ps2.: si ringraziano i musicisti presenti in questo post. You know who you are, guys. Ah, fossi in voi aprirei i link, poi ne parliamo…

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