(my) Premiere Nights

Si discuteva l’altra sera di come quest’anno, solare, ci siano stati veramente pochi film da ricordare. Io, sborone, me ne esco dicendo che per fortuna ci sono le serie tv Usa e mi lancio in un discorso già sentito su come siano proprio le serie ‘la cosa’ da vedere fin quando un nuovo proibizionismo delle immagini non arriverà e trasformerà tutti noi ammalati di serialità in fuorilegge dediti allo scambio sottobanco, con la nascita di nuove forme di gangster cibernetici che si faranno pagare profumatamente per spacciare la droga in formato ‘.avi
E in queste ultime due settimane sono spuntate fuori come magici funghi autunnali una valanga di premiere di millemila nuove serie.

Ne ho viste alcune, non tutte che insomma va bene l’addiction ma cerco di non esagerare (ahah, risata isterica) e queste sono le mie superficiali impressioni. Infatti il pilot è un po’ come la passerella moda A/I. Gli stilisti cercano di attirare l’attenzione mostrando modelli non propriamente nuovi ma sgargianti nei colori per poi farti tornare per vedere tutta la collezione. Ecco, una cosa simile.
Inoltre, da un punto di vista psicologico (o della sopravvivenza di una certa necessità di relazionarsi coi propri simili, ergo, bisogna anche uscire dal divano ogni tanto e parlare con persone vere) ho provato una certe renitenza a farmi piacere qualunque cosa, quindi l’asticella del gradimento era piazzata piuttosto alta, poiché fra le serie imperdibili arrivate al sophomore year e quelle classiche che per amore verso i personaggi (mamma marijuana, gli amichetti nel bar di Ny, il serial killer con la coscienza, ecc..) o perché semplicemente sono stupende (il professore di chimica che diventa fuorilegge, i pubblicitari anni sessanta) non è che ci sia troppo spazio per ‘altro’.

Ok, via. Ho visto:

‘The Event”
: ok, Lost è stato un caso, un filotto ben riuscito, non è che adesso bisogna mettere aerei, misteri troppo misteriosi, timeline che si intersecano, mescolare e voilà, il gioco è fatto. Anzi, c’è puzza di fallimento à làFlashForward’ anche se il finale così sospeso quasi costringe a vedere almeno la seconda puntata. Non so, vedremo ma è difficile possa conquistarmi (e funzionare di per sé);

Undercovers’: mr.&mrs.smith l’ho visto al cinema e avevo storto naso e bocca, guardo già ‘chuck’, quindi il settore ‘spy story’ con ironia incorporata è già coperto bene e quindi passo anche perchè la storia è già noiosa e certe situazioni fin troppo viste;

Hawaii Five-0’ : un remake con gli steroidi di un telefilm di grande successo degli anni ottanta, una sciocchezza ‘action‘ divertente, piuttosto macho nelle battute fra i due protagonisti, con stereotipi e qualche bikini in omaggio. una cosetta vacua che potrebbe anche starci ma nulla più;

The whole truth’ :  i telefilm con gli avvocati anche basta, vero, soprattutto se la più brava e sexy c’è già, pero’ questo dove si vedono i casi analizzati  in parallelo dalle parti, prima dall’occhio della difesa poi dalla lente dell’accusa, non è male anche se probabilmente è colpa mia che mi lascio incasinare il cervello dalla terminologia legale e dalle note da azzeccagarbugli moderni. Difettone: non c’è storia forte sotto ai dibattiti processuali, ergo non vedo un grande futuro nel mio salottino;

No ordinary family’: dopo ‘heroes’ ecco la famiglia con i superpoteri. yawn? ‘the incredibles’ c’è già stato e pure col bollino ‘magia’ della Pixar e non vedo davvero cosa potrebbero darmi ancora nonostante lui sia bravo e meritevole, lei bellissima, pero’ passo, grazie;

Running Wilde‘ : il ‘nemico in carriera’ di Alec Baldwin in ‘30rock‘ è il protagonista di una nuova comedy? Ok, vediamola. Ok, non vediamola più. Una cosa dove un riccone annoiato rimasto adolescente dentro pure nelle cotte per una donna diventata protettrice delle cause verdi e perse che ritorna dalla giungla dove era andata per salvare una tribù per redimere lui da una vita di ricchezza e zero valori in compagnia della figlia molto sveglia. Annoia dopo dieci minuti e nonostante qualche buona gag, la serie sa di vecchio e sbagliato e non mi avrà mai;

Raising Hope‘ : bè, sorpresa. Il padre pulisce le piscine ed è un tipo suonato che indossa t-shirt di band musicali, la madre pulisce gabinetti, la nonna va in giro nuda causa demenza, c’è pure il cugino scemo. E il protagonista non sa bene cosa fare della propria vita finchè il caso gli consegna un neonato. Dovrà crescerlo in mezzo a una famiglia white trash che più trash non si può. Ho riso molto, lo ammetto e sicuramente concederò altre puntate a questa commedia con buoni sentimenti che potrebbe rivelarsi molto più che carina;

Lone Star‘ : Un giovane truffatore fa tesoro degli insegnamenti di un padre molto presente e vive con valigia sempre pronta e piena di bugie fra doppio finto lavoro e  doppia vera donna. Lui ha la faccia pulita e perfetta per il ruolo, l’ambiente Dallas-style trent’anni dopo non è male, la curiosità di vedere come il nostro gestisce la faccenda c’è, grazie alla storica regola aurea che l’amore muove le montagne e pure i pozzi petroliferi. Inoltre, quel gran paraculo del regista allestisce il tutto con un commento musicale con l’adesivo ‘indie’ sopra che ci mettono un attimo a  fregarmi. Se nel finale piazzi ‘Awake my soul‘ dei Mumford & Sons puoi vendermi quasi tutto, se lo fai bene poi, deal, l’affare è fatto. (news: tempo sprecato, lo share regna, Fox sucks)

Boardwalk Empire‘: dulcis in fundo, la serie con più hype e più Martin Scorsese del lotto. Proibizionismo, gran ricostruzione storica, Steve Buscemi che ha una voce che lèvati, gangster story che piacciono sempre. Tutte le carte in regola, pero’ fino ai minuti finali non ero del tutto convinto. Poi Scorsese piazza una sorta di rivisitazione del Padrino fra montaggio alternato e personaggi che sbocciano che lascia semplicemente solo il tempo di chiudere l’episodio, applaudire e aspettare il seguito.

Fatto. Ora sono pronto a ricredermi, quando qualcuno vorra’ portarmi le prove dei miei errori di valutazione. Cambio idea facilmente come i parlamentari iscritti al gruppo misto, ma costo meno che mi bastano poche righe o foto che regalino nuovo hype.
In fondo bollavo ‘SoA‘ come ‘serie coi motociclisti? tzk’  finchè non mi son deciso a vederla e adesso voglio un ‘HarleyD.’…

(per altri giudizi sulle premiere, prego: gothic che la sa molto più lunga di me, fidatevi…)

4 thoughts on “(my) Premiere Nights

  1. “Cambio idea facilmente come i parlamentari iscritti al gruppo misto, ma costo meno che mi bastano poche righe o foto che regalino nuovo hype.”
    che balla🙂 ci ho messo un anno a convicerti a leggere Murakami e hai pure letto il libro sbagliato. (per dire)😉

    Recupera Fringe (oramai sono un disco rotto)

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