Piccola guida per affrontare l’imminente autunno con accompagnamento di chitarrine

Ecco cinque dischi con le chitarre dentro ascoltati negli ultimi mesi, adatti per salutare l’estate e accogliere l’autunno.

Il primo è di una tizia californiana, è pieno di melodie facili, tutte simili e tutte, quasi, appiccicose. Sarebbe stato il disco giusto per brevi passeggiate al mare, ma il mare quest’anno si è visto col binocolo, ergo, niente.
Sarebbe il disco giusto per una virtuale ultima camminata, per l’ultima sera a zonzo nell’aria salmastra, ripensando ai momenti migliori dell’estate, al/la tipa/o che si addocchiava in spiaggia, alle biciclettate per raggiungere gli amici all’aperitivo affacciato sul mare e tutte quelle cose che avete fatto sulla battigia quest’estate, conservando gelosamente quel sorriso che appare spinto fuori da ricordi spalmanti su ruffiani riff.
Video esplicativo #1:


Il problema è che fa quasi freddo alla sera e occorre qualcosa di più corposo, di meno leggero ma non troppo. Ed ecco il maglioncino giusto e il disco giusto per affrontare questi giorni di passaggio fra magliette a maniche corte e prime giacchette. Il lavoretto dei ‘The Vaselines’ è più pulito nei suoni, più raffinato ma non snob, suonato da un gruppo antico, riapparso in formissima dopo anni di oblio in cui fu ricordato ‘soltanto’ da una icona degli anni novanta che fece una cover di un loro brano. Un duo che intreccia voci, chitarre, divertimento e perizia per un disco che si ascolta ciondolando la testa e quando rallenta i ritmi non annoia, anzi. Al termine, starete già indossando un trench saltellando un po’ al ritmo di nenie rock e andrà benissimo per proteggersi dalle prime pioggerelline sottili e da un lieve mood negativo che accompagnerà le prime nuvole. Se non funziona, tornare al disco precedente.
Video esplicativo #2:

Per i primi freschi accompagnati da simpatici acquazzoni e per le seratine uggiose che il fumo della sigaretta fuori dal locale inizia a mescolarsi con l”umidità, arrivano a sostegno due gruppi che hanno molto in comune. Dalla parola Black nel nome, alle chitarrone, alle reminescenze seventies, alle copertine fra il kitsch, il psichedelico e il brutto.
I primi sono i Black Mountain e sono al terzo disco con cover terribile e canzoni eccellenti fra bombe rock intarsiate di organo e momenti più folk e intimi che aiuteranno a scaldare insieme ai primi maglioncini misto lana.
Video esplicativo #3:

I secondi sono i Black Angels e sono dei rimastoni simpatici che han fatto un disco più accessibile del primo, troppo affogato nelle droghe e nei riverberoni. Questo ha sempre la matrice psichedelica ma flirta anche con il rock più ‘facile’ riuscendoci con grande gusto. Lasciatevi soggiogare dall’immaginario ’70s che trasuda potente e fascinoso dalle tracce, organizzate feste hippye, comprate jeans a campana e maglioni a maglie larghe con sotto una consunta maglietta di un fumoso club di Los Angeles e i primi passi nell’autunno saranno un bel trip elettrico.
Video esplicativo #4:

A questo punto, le foglie stanno cadendo. Sono da raccogliere, magari sono umide. E’ il momento per mettere nelle orecchie le cantilene di un giovane che suona (e non è una novità) come un discepolo dei soliti noti ‘darkoni’ degli ottanta. Un cantato quasi timido fra tappeti di sintetizzatore, basso svelto e chitarrine graziosamente nervose. Un disco nostalgico ma carezzevole che con elegante dosaggio riporterà i pensieri all’estate ormai andata, avvolgendoli con un certo ‘spleen‘ che non sarà affatto sgradevole e vi indurrà a momenti più riflessivi, a passeggiate con il cappotto tirato fuori quasi per sbaglio per anticipare il tempo meteorologico e non solo, che svolazza nel vento, mentre sarete immersi nei pensieri e non vi accorgerete di qualcuno che vi saluta dall’altro lato della strada tanto questo ragazzino, suonando da solo tutti gli strumenti del disco, riuscirà a farvi dimenticare quel momento di smarrimento per un inverno che chissà quanto sarà lungo e vi porterà ancora a quella sera in cui passeggiavate sulla spiaggia con gli addobbi delle luci degli alberghi da una parte e il mare scuro in cui si specchiava la luna dall’altra.
Video esplicativo #5:

E’ tempo di raccogliere le foglie. Giuro, cadono già.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s