Somewhere (o dei film che piacciono alle giurie e a me mica tanto)

(questo post contiene spoiler sul film, ma tanto non è che ci sia molto da spoilerare eh…)

Nonostante abbia letto commenti sul web piuttosto contrastanti, vado a vedere il nuovo film di Sofia Coppola, perchè i suoi precedenti lavori mi erano tutti piaciuti. Perfino ‘Marie Antoinette’ assai criticato e tacciato di snobismo mentre io l’avevo trovato delizioso. Speravo proprio di gustarmi un’opera altrettanto notevole che sarebbe rimasta nella mia memoria per giorni e nelle dashboard dei nostri amati tumblr per mesi a colpi di screencaps e scene memorabili.
Invece.
Nella sala deserta (qui servirebbe un discorsetto sulla reale attrativa di pellicole del genere al di fuori di una cerchia, credo ristretta, di gente interessata a simili film diciamo ‘privi di effetti speciali o star mediaticamente spendibili‘ e all’effettivo traino del festival, anche se probabilmente questo si vedrà meglio nelle prossime settimane) mi trovo ad annoiarmi. Il film segue con lunghi piani fissi le giornate del protagonista, l’attore famoso interpretato dal bravo Stephen Dorff, fra lap-dance, party tutti uguali, promozione al nuovo film fatta con entusiasmo sotto zero, donne che si concedono alla faccia famosa nella suite dell’hotel per ricchi, dannati e annoiati per (quasi) eccellenza. Detto che dell’hotel si vede poco, la prima parte dura troppo. Poi arriva la figlia dell’attore, mollata dalla madre per motivi misteriosi e i due si trovano a condividere la suite, la noia e l’attesa per il camp estivo della adolescente, il tutto inframezzato da un viaggio in italia per ritirare un premio.
Questa parte, ispirata da un ricordo della regista, l’ho trovata anche ridicola nell’eccessiva (anche se probabilmente reale) caratterizzazione dell’inchino da parte della periferia dell’impero al rappresentante del gotha hollywoodiano e abbastanza inutile per lo sviluppo del film, che poi prosegue nell’abbozzare tentativi di comunicazione familiare, fino al catartico finale, eccessivamente didascalico.
Il film è girato con un ritmo basso ma non è questo il problema. Possiede un innegabile eleganza visiva che raggiunge il picco in un paio di scene. Pero’ il film risulta più noioso che stiloso e – peccato! peccato capitale! – a tratti annoia, annegando nel suo stesso stile e, in fondo, nella pochezza della storia, come se la Sofia, tratteggiando i particolari di un dipinto si fosse dimenticata del quadro generale.
Non posso dire che sia brutto, non lo è, ma di sicuro è irrisolto e facilmente dimenticabile.
Ecco. Stavo giusto buttando giù qualche riga (all’inizio erano meno) di questo post che scopro che il film ha vinto il festival di Venezia.
E questo dimostra come forse ha ragione quel mio amico che, impenitente, continua a sostenere che di cinema non ne capisco niente…
(anche se mi sarebbe piaciuto vedere la faccia di Tarantino al termine della proiezione del film)

One thought on “Somewhere (o dei film che piacciono alle giurie e a me mica tanto)

  1. Ci stà. La noia sbrodolava già dal trailer. Invece sbavo nell’interminabile attesa di “I’m Still Here” (chissà pure se esce qua…) e oggi ho finalmete visto “The Secret in Their Eyes”. Porca vacca che film, CHE FILM, CHE FIIIIIIILLMMMMM!!!!

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