(Arcade Fire) Omaggio con grazie

(sono andato a vedere gli ‘Arcade Fire’ a Bologna e questo è il ricordo, scritto a bruciapelo, di un concerto stupendo, di una serata da ricordare)
Régine mentre canta ‘Sprawl II‘ è l’amore in un vestitino dorato di grazia, dopo che ha pestato le pelli della batteria;
Will Butler che pare dirigere un’orchestra di coristi che vede soltanto lui e che siamo anche tutti noi in piedi sotto al palco;
Win Butler che sale sulla cassa come ad aizzare il suo pubblico adorante e indossa stivaloni da montanaro alti che non gli donano ma gli danno l’impronta militare del generale con al fianco le sue truppe schierate;
la coppia di violiniste, che i violini sui palcoscenici ci stanno sempre bene, basta saperli usare e gli Arcade Fire lo sanno fare;
Jeremy, il batterista, che fa sempre quelle cose ma è una macchina e sorride spesso, buon segno;
a parte Win tutti sorridono spesso, io, sorrido di più (vorrei usare noi, plurale, pero’ magari a qualcuno non è piaciuto, ergo, è un folle);
sorrido all’attacco di ‘ready to start‘ che lo sappiamo tutti che inizia così ma è bello avere delle conferme;
sorrido quando fanno ‘month of may‘ che dal vivo è una bella pacca e funziona meglio che su disco;
sorrido quando Régine canta ‘Haiti‘ che è una canzone meravigliosa seppur particolare e lei è stupenda che balla mentre il marito l’accompagna allo sguardo e al pianoforte;
sorrido quando dopo ‘Sprawl II’ parte ‘The suburbs‘ e sono in fila l’ultimo e il primo pezzo dell’album e penso alle critiche (rispettabili, ci mancherebbe) a questo disco e penso che forse sono esagerate perchè un disco che infila due pezzi così già vale, se poi in mezzo c’è molto altro, bè…ma come mi dicono ‘i gusti sono gusti’;
sorrido quando fanno i pezzi delle macchine tratte da ‘Neon bible‘ che son due corse ai perdifiato col motore al massimo (e ‘No cars go‘ ci ha pettinato, ma davvero una bella riga nel mezzo);
sorrido quando eseguono quasi tutto ‘Funeral‘ il loro primo nonchè capo-lavoro;
sorrido notando gli innumerevoli cambi di formazione, paiono confondere le carte, dare un segnale di essere, davvero, troppo bravi, che un gruppo così pieno di polistrumentisti non si vede spesso in giro;
canto tutti gli inni da stadio a squarciagola, saltello e faccio ‘hand-clappin’ seguendo docile i comandi dal palco;
applaudo a non finire quando escono, non prima di avere promesso che torneranno e si sarà lì ad aspettarli, noi le promesse ce le ricordiamo.
E domani c’è l’ufficio e infatti dovrei essere a letto che son spezzato dopo sei ore in piedi ma non riesco ad andare. Troppo entusiasmo, troppa energia compressa in un’ora e mezza.
Gli ‘Arcade Fire’ sono un gruppo della madonna e se non li conoscete, bè, è un vero peccato. Hanno le canzoni, hanno le melodie che canticchi ovunque, hanno i testi, hanno una presenza ‘live’ che trasuda energia e compattezza, hanno sorrisi e lasciano sorrisi appiccicosi che resteranno, è certo, per giorni.
E’ vero. C’è un momento in cui Win fa il classico ‘one-ciù-tri-fò‘ e mi è parso di vedere una grande ombra con le fattezze di B.Springsteen dietro di lui. E ci sta, non è una novità che i nostri attingano anche dal repertorio, non solo musicale, del rocker più conosciuto, e studiato, degli Us. E questo, non è affatto un male. D’altra parte, la scenografia con i molti strumenti immersi nel bianco e alle spalle un pilone per le luci di uno stadio con aggiunta di schermo pure quello da stadio del baseball e la foto di due cavalcavia che sovrastano il palco, sono l’impronta di un immaginario di periferia che dà lo spunto a molti brani dell’ultimo disco.
Ha ragione il mio amico, sono diventati un po’ più professionali dalla volta scorsa, pero’, e questo è un pregio enorme per una band che in Italì è poco conosciuta, ma che all’estero fa l’headliner di mega festival, non hanno perso in entusiasmo e passione.
Forse sono io che esagero in entusiasmo, ma è questo il bello, no?
Entusiasmarsi per una rock-band. E per questa rock-band, nonostante siano anni che sono in giro, è ancora, se non di più, bello entusiasmarsi.
Grazie.

(Set-list)
E ora, sing-a-long (che continuava mentre si usciva dalla arena di Bologna):

5 thoughts on “(Arcade Fire) Omaggio con grazie

    1. ciao, del video se ne è parlato assai in rete. a ragione, credo, è una bella idea e una bella esperienza. anche ieri sera durante l’esecuzione del brano sullo schermo passavano le ‘letterine’ scritte a mano. troppo romantici…eheh (e mi son dimenticato di metterlo nel post)

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