Aria condizionata + Pixar = il bene.

Non dovrebbe essere necessario scrivere un post per dire “hey, il nuovo film di quei ganzissimi della Pixar è una magata/è bellissimo/è il solito filmone che vorresti rivedere subito, appena terminati i titoli di coda“.

Ormai dovrebbe essere una cosa che si fa senza se e senza ma. Appena esce un loro film si va e si apprezza il corto iniziale che è sempre un condensato di genio, sospiri e risate per poi partire col film che ha un incipit fantastico che ti rapisce subito e poi via, verso una nuova avventura, “verso l’infinito e oltre” e non c’è proprio verso di non essere felici di avere passato un paio d’ore in una sala (*) insieme a uno stuolo di bambini in silenzio religioso, rapiti dalle immagini e dalla storia (**).
Storia che è semplice e ricca di azione e di emozioni. Detto così pare la cosa più ovvia del mondo da fare, ovviamente non è così, ovviamente è il motivo per cui la Pixar fa film che sono diversi da tutti gli altri. Ora se qualcuno dei miei fedeli cinque lettori ha dei dubbi riguardo alla superiorità dei film Pixar o non gli vengono i lucciconi o non ride di gusto o non gli scappa un applauso al termine di una certa scena, bè, parliamo d’altro ok, che non posso spiegarvi tutto o perchè non siamo sintonizzati e allora, pazienza, non avete idea di quello che vi perdete.

In questo terzo episodio ritroviamo tutti i vecchi personaggi (fra i quali il mio preferito resta sempre il buon vecchio Buzz) alle prese con un padrone non più bambino, un futuro incerto, posti pericolosi e un cattivo sorprendente che come altri cattivi da manuale, manipola la realtà a suo beneficio.
Come detto, il film è bellissimo, mette da subito una grossa ipoteca a film dell’anno, riuscendo a regalare due/tre momenti di ilarità incontrollabile (Buzz & Ken) e, ciliegina sulla torta e ulteriore merito ai realizzatori, il finale contiene un esempio pratico di modello comportamentale verso bambini e giocattoli.
Tutto qua, andate al cinema a vedere “Toy Story 3”. Amen.

(*) il cinema d’estate è bello. C’è l’aria condizionata, la gente sembra più rilassata forse proprio perchè trova refrigerio nella multisala. Però è come una coltellata vedere un bel poster gigante di ‘Inception’, uscito ieri negli Us, con scritto ’24 settembre’. Su su. Uno sforzo. dopo il film Pixar a luglio, dai,  altri film ‘giusti’ a luglio. (no, Predators non è abbastanza ‘giusto’, secondo me si rivolge a un pubblico un po’ ridotto, anche se voci amiche mi han detto che alla prima serata/visione di mercoledì scorso c’era la fila e la sala piena). Dai dai distributori, dai dai.

(**) incluso bimbo che avrà avuto tre anni, alla prima esperienza cinematografica, come spiegato due volte alla cassiera e ribadito a me mentre tenevo aperta la porta della sala, dall’orgoglioso padre, mentre il bimbo si guardava intorno stupito e con un dito ficcato nel naso.

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