Music Pit Stop

…a grande (esagerando) richiesta di una gentile signora che abitava a milano e di un giovane ragazzo che abita ancora a milano, ecco qua: le cose migliori che ho ascoltato in questi mesi, da gennaio ad oggi…


Roba ‘black in black’:
Janelle Monàe – Archandroid‘: la nuova stellina della black music. un disco caleidoscopico, forse fin troppo ambizioso, ma la ragazza si destreggia con abilità, bella voce, sculettamenti e (su) gran ritmiche in un frullato di r&b, soul, funk e ballad, aiutata da una produzione d’amianto e da comparsate di qualità. rimandi di stile a non finire e comunque un bello stile. consigliato anche per la spiaggia, volendo.
Sharon Jones and the Dap-Kings – I learned the Hard Way‘: questo disco è stupendo. è soul-funk preso di peso dalla ‘motown’, suonato con stile e classe enorme e cantato da questa signora con vocione. il concerto che vorrei davvero vedere, che secondo me ‘live’, il groove ritmico e i fiati che avvolgono i brani, vanno a costruire una sorta di macchina del tempo musicale che atterra in scuri club fumosi col soffitto basso, uomini in cravatta e donne col vestito lungo…
Roba ‘che fidati di me’
Local Natives – Gorilla Manor‘: beata gioventù indie-pop. un disco datato duemilanove ma io lo ascolto da marzo. e l’ascolto ancora. è pieno di cosette già viste e sentite, però il tutto è assemblato con gusto, con melodie che si incollano al primo ascolto. poi ci sono un sacco di percussioni coi ‘legnetti’ (le bacchette della batteria contro il bordo del rullante o una contro l’altra), una caciara controllata in mezzo ai coretti e arpeggi di chitarra gustosi. spero non siano una meteora. altrimenti ci son sempre i Vampire Weekend che sono già una certezza in formato freschezza e gioventù, appunto, rock-pop. anzi, il disco dei Vampire è proprio adatto alla stagione, ovviamente…
‘Jonsi – Go‘: (facciamo finta che non sia il cantante dei ‘Sigur Ros’ se no vien lunga) a occhi chiusi e a sorriso aperto con la voce in falsetto. un tappeto di archi, pianoforte, percussioni, lentezze e accelerazioni e progressioni da ascoltare rapiti e appesi a un filo sottile ma luccicante. l’eccesso è sempre dietro l’angolo, però che classe e che voce. alcuni pezzi sono inni totali da concerto. peccato che le radio non lo passino, nè immagino, lo conoscano. amen, se ascolti questo disco e non ti porta via, ti offro un caffè.
Roba ‘oldies but super goldies’
‘Broken Social Scene – Forgiveness…‘:  collettivo canadese che torna su disco dopo un bel po’. il difetto è che è troppo lungo (dodici brani bastano sempre, eh). il pregio è che è pieno di bella musica e passaggi rock-pop che farebbero la fortuna di decine di gruppi.
Band of Horses – Infinite Arms‘: barbe e camice di flanella. country e rock e country-rock. giocano in casa qua, sono una delle mie band preferite. al terzo disco, crescono ancora. come detto, contiene ballate western, starne alla larga se non sei nel mood.
The New Pornographers‘: altro giro, altri canadesi. altro disco con troppe canzoni. altro disco che ad avercene sarebbe meglio. questi sono più pop e c’è ms.neko case che è la voce femminile (c’è anche la voce maschile) ed è bravissima.
The National – High Violet‘ : al quarto album, pare che stiano avendo il successo che meritano. mi han detto che li passa radiodiggei e questo è (credo) bene. al primo ascolto ho pensato ‘ah, ok, il solito disco dei national’. dove solito è uno standard elevato dove le chitarre costruiscono brani di spessore arricchiti da un drummin’ gustoso e pulsante con il surplus di una delle voce migliori della musica contemporanea. poi, la sorpresa, e il bello, è che è uno dei pochi dischi che cresce esponenzialmente ad ogni ascolto. e ‘sorrow’ è un pezzo clamoroso. candidato a disco dell’anno.
(nel caso uno di questi gruppi piaccia, il bello sarebbe andare a ritroso nella discorafia e scoprire altre canzoni stupende)

Roba ‘uà tù trì fò’
Ted Leo & the Pharmacists‘ + ‘The Soft Pack‘: piccole perle di puro rock. più punkettoso, come attitudine, i primi (attivi da anni) più power pop i secondi. pochi fronzoli, molta energia, 1-2-3-4 e via.

Roba ‘guitar blues hard quel’
‘The Black Keys – Brothers’: e va bè. io li adoro. secondo me loro registrano davvero in una casa di legno in mezzo alla campagna americana con una strada polverosa come unico contatto verso il mondo esterno. la casa è piena di chitarrone e piatti di batteria. stan lì un mese e se ne escono con un disco di blues sporcato di fango e hard-rock, ritmiche ‘oh yeah baby‘ e riff profondi come un pozzo. a ogni disco penso ‘stavolta mi annoieranno’. e invece, no. migliorano sempre, come un whiskey ben invecchiato che c’è, di sicuro, nella cantina di quella casa dove registrano. grandi.
The Dead Weather – Sea of Cowards’: il (uno dei) side project di jack white fa il bis un anno dopo e spara un’altra mezz’oretta di spigoloso e divertente hard blues rock con la voce grintosa e sexy di questa donna a miagolare vocalizzi su un tappeto di chitarre fuzz-rock, synth di marca ‘seventies’ e batteria pestona. uno spasso.

Roba ‘dance with me’
Lcd Soundsystem – This is happeningt‘ : James Murphy strizza l’occhio a generi e riferimenti, ma continua a farci ballare, piazzando brani con la solita flemma (e durata dei pezzi), un paio di bombe da dancefloor e qualche trucco e prevedibilità che ormai fanno parte del pacchetto ‘della casa’. pare sia l’ultimo disco a firma ‘Lcd’. Speriamo di no anche perchè se l’hanno scoperto la tipa dell’aquagym che lo mette nella playlist per signore sguazzanti e l’ha scoperto il dj del bar fescion all’orario dell’aperitivo…fermi!. allora è il momento di chiudere la baracca e murphy la sa, ovviamente, più lunga? (lo snob in me sorride, quello che vorrebbe ascoltare più bella musica in giro, un po’ meno…ma questo non c’entra col post…)
Holy Fuck – Latin‘ : questi sono tizi che suonano elettronica però con gli strumenti tipo basso e batteria. ovviamente pescano a piene mani dal signore citato sopra e da altre influenze pero’ questo disco è uno spasso ed è il mio ‘you should be dancin” personale da settimane. astenersi haters della electro (e io non sono un amante del genere…)

Roba ‘duetti intorno a un fuoco’
‘Beach House – Teen Dream‘ :  pop sognante e intenso, sospeso in mezzo a pianoforti e tastiere imperanti che sollevano l’ascoltatore verso altri lidi. voci e melodie carezzevoli su basi spesso insistite (shoegaze con le tastiere?) ma al contempo leggere. un gioiello incantevole e incantato. serissimo candidato a disco dell’anno.
A Weather – Everyday Ballons‘: altro duo, al secondo disco. una collana di perle intrise di folk-pop con aggiunta di intarsi elettrici e saltuarie aperture rock. un disco avvolgente che non stanca, grazie anche alle due voci e a canzoni semplici ma intense, attraversato spesso da una vena malinconica ed autunnale.

Finito? Finito. Mancano ancora dischi da sentire. Esempio, il nuovo dei ‘Roots‘. Poi ci sono dischi che si sperava tanto restassero, invece sono scivolati via senza lasciare tracce (Midlake – che peccato – e Yeasayer). Poi ci sono dischi adorati da quelli che sanno scrivere bene di musica ma che io o non ho capito (Caribou) o non ho apprezzato del tutto (Micah P.Hinson). Poi il disco di Brad Mehldau, nostro eroe, miscelando jazz & classica non è immediato, anzi, ma contiene gemme assolute. Poi ci sono i Grizzly Bear che si ascoltano da un anno e ancora e…e amen.
Se tutto ciò non basta, allora tocca aspettare agosto quando uscirà il nuovo degli ‘Arcade Fire‘ già candidato ad occhi semichiusi (due brani ascoltati)  a disco dell’anno.

One thought on “Music Pit Stop

  1. Grazie mille Cimba ! Per Broken social scene e LCD Soundsystem non ci sara problema per trovarli a HK, per il resto vediamo questo week end …
    Sai che mi piacciono le tue liste ! Ne avresti anche per le ricette di cucina ?!
    Baciii !!!
    Aurelie.

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