Matt & WMD

Sulla locandina il nome “Bourne” viene ripetuto due volte. Stesso attore, stesso regista.
Un piccolo inganno marchettaro, dato che il protagonista si chiama Miller ed è un soldato impegnato nella ricerca di armi di distruzione di massa (WMD ne è l’abbreviazione inglese) nel 2003 a Baghdad durante la guerra post 9/11.
Dalla saga dell’agente smemorato il film mantiene le riprese con la camera a mano e addosso al faccione di Matt, molte scene di azione adrenalinica,  sommandovi l’ambientazione in una disastrata città e miscelando elementi di fanta politica ad avvenimenti reali.  Il tutto ottenendo un film di guerra con sottosfondo thriller che scorre via piacevolmente seppure fra qualche clichè difficilmente evitabile (soprattutto nel finale vagamente telefonato) e con una evidente sottolineatura sulle nefandezze (presunte ma anche no) dell’amministrazione Usa dell’epoca e sulla gestione politica e militare delle operazioni, lanciando anche uno sguardo sul fosco futuro iracheno, diventato oggi realtà  (vedi la faccenda delle etnie irachene).
Un buon war-movie, ben girato, con una buona tensione. E se al termine uno si fa una domandina in più sulle “Weapons of Mass Distruction” al netto di una certa retorica, bè, funziona ancora di più. Inoltre, a me Matt Damon è sempre stato simpatico.

Postilla cinematografica.: detto che probabilmente questo è un film che, purtroppo?, si dimenticherà in fretta (nonostante, ripeto, meriti la visione soprattutto, è chiaro, per amanti del genere) non trovo accettabile il paragone con “The Hurt Locker”. Non c’entra niente, son due tipi di film completamente diversi. E’ lo stesso campo di gioco, ma il gioco è molto diverso e anche il risultato, ecco.

Postilla personale.: ho visto il film facendo l’esordio da spettatore nel multisala dietro alla curva ospiti dello stadio del capoluogo. Domanda: se il film è previsto per le 17,30 perchè inizia alle 17,50 con anche didascalie che informano che il film inizia venti minuti dopo l’orario scritto sul biglietto? Risposta della cassiera: “Perchè così si vendono i biglietti per altri venti minuti”. Quindi in pratica si frega la gente dicendole di venire prima, così si comprano più popcorn a prezzi folli nell’attesa, premiando simultaneamente i ritardatari, magari attardati proprio dalla fila al popcorn? Giusto? Mah.
Detto ciò ho visto il film in solitaria. Letteralmente, c’ero solo io nella sala grande con schermo grande e coca grande nel grande multisala. Figatona, parevo il proprietario del cinema che si regala una personale anteprima…

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