L’isola che non funziona

Scorsese non si tocca. Chiaro. Uno dei registi più importanti di sempre, oserei.
Di Caprio non si tocca.  Uno dei migliori attori della sua generazione.
L’ennesimo connubbio fra i due però, trasportato su un’isola con un faro, non funziona.
“Shutter Island” è un film che non funziona perchè commette l’errore capitale di perdere me, spettatore, durante il racconto. L’inizio del film è molto bello, uno-due e voilà siamo dentro a un penitenziaro criminale pieno di misteri sotto nuvoloni carichi di pioggia e di, ancora, misteri. Musicona, immagini “creepy” e mani che si avvinghiano alla poltrona in attesa di cose fichissime che sicuramente accadranno.
Poi lentamente ma inesorabilmente, più il film procede nella sua “indagine” più perde intensità. Le cose accadono, spesso accompagnate da una musica ossessiva e che diventa francamente eccessiva, come a recuperare un pathos che si perde in un meccanismo narrativo che si sviluppa in maniera ripetitiva, vagamente forzata, fra eccessi di flashback o visioni o incubi.
Recitato con robustezza da tutti, anche se il buon Leo spesso eccede in manierismo, peraltro perdonabile. Tecnicamente e visivamente impeccabile. E ci mancherebbe. Soprattutto le immagini delle visioni/incubi sono molto belle ma restano un po’ fini a sè stesse, come un esercizio di stile che diventa ridondante.
Epperò, il film manca di sorprendere e non sarebbe un guaio (se la faccenda l’avevo capita io prima della metà del film, l’hanno capita in tanti dato che io non ci arrivo praticamente mai) soprattutto manca di emozionare, trascinandosi un po’ ripetitivamente verso il finale, carico di eccessivi spiegoni e di un guizzo che, anche quello, mi ha lasciato un po’ dubbioso. E, come detto, perde me, le mani non più avvinghiate alla poltrona, ormai curioso solo di sapere se ci ho preso o meno, riguardo al finale.
Non so, la materia (quello che accade nella mente degli uomini) è difficile da maneggiare, però il risultato non è all’altezza delle aspettative, alte per forza, ma quasi, e lo scrivo con sommo dispiacere, nemmeno degno di un sano divertimento che si limita spesso alla bellezza della messa in scena.
Peccato, Mr.Scorsese, ti si vuol bene lo stesso, no problema, capita anche ai migliori di sbagliare un film. (ripeto, non del tutto, ma abbastanza per bocciarlo).

Ps: ogni volta che durante il film si vede un faro o una scogliera, mi venivano in mente puntate della serie ambientata su un’altra isola, ma questo, lo riconosco, è un grosso problema mentale mio…

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