750 parole

750words è un sito che ti iscrivi e ogni giorno devi scrivere settecentocinquanta parole, appunto. poi se non lo fai non succede niente, non esplode il computer, non accadono tragedie. se invece scrivi almeno settecentocinquanta parole, guadagni una X nel calendario posizionato sopra allo spazio bianco dove scrivere, tipo un foglio di word, così puoi vedere il tal giorno quante parole hai scritto o ricordarti il giorno in cui sei stato pigro o che sei uscito o che ne so. se si scrive, non si vince niente, non si ricevono applausi, nè baci, niente di niente. è solo una specie di sfida con sè stessi, se si è interessati a scrivere, una sorta di pungolo per persone pigre o con poca costanza. le settecentocinquanta parole di stasera di argomento completamente casuale, diventeranno un post, per capire se davvero sono tante settecentocinquanta parole oppure no. vediamo, alla settecentocinquantesima parola smetterò di scrivere e non accadrà null’altro.  ecco, io sono pigro. però stasera sarei andato ben volentieri a bologna a vedere florence&themachine, una giovane cantante inglese che l’anno scorso ha sfornato un disco pieno zeppo di belle canzoni e che dal vivo dovrebbe essere pure brava. anzi, era due mesi che ci pensavo a stasera e a come avrei ballato qualche canzoncina, cantato qualche coretto insieme alla rossa-di-capelli-fiorenza. invece, non ci sono andato perchè fuori c’è una tormenta di neve che pare di essere in norvegia, anche se io in norvegia non ci sono mai stato, quindi potrebbe essere peggio qua, nella provincia padana, che in norvegia, appunto. insomma mi rompeva prendere la macchinina che certo non brilla per le sue prestazioni sotto la tormenta e farmi sessanta chilometri nevosi e ritorno sempre nevoso a ora tarda, poichè in italì abbiamo questa bella abitudine che i concerti iniziano sempre ad orari folli, anche se sono programmati durante la settimana. che una volta si era più giuovani o più abituati, invece adesso, mh, si nicchia un po’ a fare le due di notte circa se il concerto è a bologna o le tre regolari se è a milano. e pazienza. si vede che l’inverno del nostro malcontento (poichè io odio l’inverno, il freddo e la neve) non è terminato oppure ha deciso di terminare stasera, privandomi del mio concerto. e trovandomi così qui ad ammorbare voi, miei quattro affezionati lettori, con un post assai inutile. comunque, concertisticamente, ci si rifarà, per esempio a ferrara dove quest’estate ci saranno una serie di appuntamenti molto interessanti. sempre che non si faccia il terno al lotto domani e si possa andare ancora a barcellona a vedere il primaverasound per il terzo anno di fila che quest’anno meriterebbe assai dato il roster di partecipanti molto corposo come sempre e ricco di gruppi superfichissimi. lotto? già, ho giocato al lotto. i numeri di un sogno. per ora non ne è uscito nemmeno uno, ma mi han suggerito che bisogna giocare per tre volte di fila, quindi, persevero. oppure forse ho sbagliato la ruota, forse ho sbagliato il sogno. però ho centrato le previsioni per gli oscar. è un giochino che facciamo ogni anno con gli amici “cinefili” in cui si pronosticano i vincitori degli oscar e dopo la cerimonia si fa il conto. quest’anno ne ho centrati tredici. niente male. ho sbagliato il miglior film, pronosticando “avatar” anzichè il film delle bombe rudimentali, film che però ho visto pochi giorni fa e che non è affatto male, anzi è un buon film con inizio e parte finale molto belle, un po’ di sbadigli in mezzo e una morale cruda. a proposito di morale, vorrei anche io un decreto interpretativo per giustificare il fatto che ogni anno mi dimentico di pagare il bollo dell’auto. ogni anno, non c’è pezza, nè giustificazione. evidentemente mi rifiuto di pagare questo balzello che però poi mi si ripropone con multa in busta verde e seguenti imprecazioni di vario tipo. il decreto interpreterebbe la mia dimenticanza non come un affronto allo stato punibile con una multa ma soltanto come un buco di memoria, sanzionabile con un simpatico biglietto colorato da parte dell’agenzia delle entrate con scritto “hey, anche quest’anno ti sei dimenticato di pagare il bollo. non si fa, dai. ricordatelo”. probabilmente anche il biglietto colorato non servirebbe a molto poichè ormai siamo arrivati in fondo e sicuramente, quando terminerò di scrivere, farò qualcos’altro e non sarà di certo pagare il bollo. più facile che metta su un disco. mh, buona idea. quale? ah, scelta difficile. data l’ora ci starebbe un po’ di…
Voilà, settecentocinquanta.

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