Una cosa bella

Passare dal mondo tridimensionale tinteggiato di azzurro, verde e viola di Pandora, al mondo seppiato degli anni settanta a Livorno, in ventiquattro ore, è una cosa impegnativa.
Forse è così che si sente il Dr.Who quando passa da un mondo all’altro dentro alla sua cabina telefonica.
Io, dentro una poltrona comodissima, confesso ci ho messo qualche minuto a realizzare dove ero capitato. Avevo ancora negli occhi la magniloquenza e la grandiosità di mondi inventati e di foreste magiche e mi sono ritrovato in un’Italia antica (ma resistente) dove c’erano negozi con l’insegna “Torte” e sedi di partito, a seguire il passato e il presente, le trasformazioni e gli equivoci sentimentali di una famiglia. Una madre e i suoi figli.
Superato lo spaesamento mi sono poi appassionato a questa storia di sentimenti trattati con rispetto ed eleganza, con tenerezza e sincerità. E’ un bel film “La prima cosa bella“. Fa sorridere e commuovere, con bravi attori, belle caratterizzazioni e almeno un paio di sequenze notevoli.
E sono proprio contento di scrivere che c’è un cinema italiano vivo che non usa sotterfugi e scorciatoie televisive, che non usa sempre lo stesso copione con variazione di location ma che trae forza ed ispirazione, dichiarandolo apertamente, dalla commedia all’italiana di un’epoca in bianco e nero, adattandola ai giorni nostri senza perderne la grazia e la vitalità.
E questa dovrebbe essere una notizia, altro che i mega incassi di “Avatar“.
Detto questo, se il buongiorno e il bel cinema, si vedono da questo weekend, per il 2010 siamo a cavallo.

Ps.: ho visto anche “Sherlock Holmes” nel 2010 e non ne ho scritto perchè non mi andava di scrivere di un film che non mi ha divertito particolarmente, anzi mi ha pure un po’ irritato. Pare infatti che io abbia un problema personale con Robert Downey Jr. Di questo però, scriverò un’altra volta che non mi voglio rovinare la “doppietta” di questi due giorni…

3 thoughts on “Una cosa bella

  1. @fabrizio: mi è molto piaciuto ergo consiglio il viaggetto al cinema. con RDJr è un problema mio, giuro. non mi piace l’eccessiva strafottenza dei suoi personaggi, la consapevolezza di essere star e l’altrettanta necessità di doverlo essere per trainare film (perlomeno i suoi ultimi due) troppo costruiti intorno a quelle facce lì, troppo da rock-movie-star. mh, magari mi spiego meglio quando ci si vede..

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