Inchino a Mr.Cameron

E’ passata circa un’ora dal termine dell’esperienza cinematografica più entusiasmante degli ultimi anni e mi metto a scrivere di getto una cosetta o due su “Avatar” prima di fiondarmi a leggere i post dei vari blogger sempre sul pezzo e spesso alle anteprime che hanno scritto del film.
Seguendo il consiglio e la logica sono andato alla visione in 3D. La prima del pomeriggio, ore 15. La sala era bella piena, tutti avevamo i nostri bravi occhialini in mano. A proposito, io porto gli occhiali causa miopia. Ergo, piazzo le lenti colorate sopra alle lenti infrangibili. Come avevo già notato durante altre visioni in 3D gli occhiali supplementari mi danno un po’ fastidio
Quindi, ogni tanto sono costretto a togliermi gli occhialini di plastica nera, passarmi tre o quattro volte pollice ed indice sotto al nasello degli occhiali per alleviare il pur lieve fastidio causato dalla pesantezza delle quattro lenti. A volte mi giravo che mi piace vedere tutte le persone con le lenti rettangolari, mi sembra di essere in mezzo a una cartolina dal futuro. Intorno a me c’erano adolescenti col jeans basso, famiglie con bimbi piccoli, coppie di tutte le età, compagnie di teenager e di trentenni, signore con la pelliccia, signori coi capelli bianchi. E tutti erano ammutoliti, immobilizzati, catturati dallo spettacolo che si svolgeva davanti ai loro occhi con bonus in 3D.
E ho pensato che chi ha criticato il film per l’eccesso di effetti, per lo scarso uso degli attori, per la grandezza di quest’opera, in fondo non possa averla compresa e soprattutto non capisce cosa voglia dire il cinema, l’esperienza che lo contraddistinuge, le emozioni che possono nascere e non capisce come si possa immobilizzare una platea con la potenza delle immagini e la semplicità di una storia, creando un mondo che esiste soltanto su uno schermo eppure, seppur tridimensionale, incredibilmente reale.
James Cameron spariglia il tavolo e spiega come si fa. E chi vuole rosicare, si accomodi in un’altra era. Passata. Questo è un film che non è soltanto un grande film ma una genesi di un futuro cinematografico. Un enorme bignami, ricolmo di riferimenti, classicità, epica, emozioni, sensazioni che tutti i futuri registi che vorranno approcciare la materia del film fantastico (e non solo?) dovranno sfogliare.
O dovranno affrontare, in senso creativo, relazionandosi con questo.
Cameron affonda i colpi in emozioni primarie ma potenti e in evoluzioni complesse ed entusiasmanti, lasciandoci a bocca aperta e col fiatone, anche noi connessi fisicamente a esseri di un altro pianeta.
In fondo, tutti in quella sala siamo andati a Pandora a combattere. Tutti guidati lungo un tunnel di luce che ci ha portato a vedere una cosa nuova, un nuovo cinema, un film stupefacente.
E chi non lo apprezza, bah…problema suo che io non posso capire.

Unica cosa: James, un piccolo sforzo sul tema musicale si poteva anche fare. L’attacco di quella canzoncina con la nave che affondava lo avevamo già ben impresso nella mente. Ma è un dettaglio, ovvio.

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