Confesso, dipendenza da serialità.

videoEstate. Tempo di sole, mare e di stanze cariche di caldo umido e con le tende tirate per non avere riflessi inaccettabili sullo schermo del computer mentre passa l’ennesima serie tivù ammerigana, ovviamente, imperdibile.
Cosa ho visto quest’estate, i miei diari seriali.

(avvertenze: potrebbe contenere vaghi spoiler, sallo se guardi le serie. se non le guardi, ciao e pazienza)

Dollhouse S01: serie abbandonata con disprezzo per l’hype non mantenuto dopo le prime tre puntate, davvero bruttine. Recuperato per colpa sua in modalità maratona. Ossia, due giorni e mezzo  di full immersion nella psiche modificata delle bambole (gente privata della facoltà decisionale a cui vengono impiantate nel cervello capacità e personalità per svolgere mansioni di vario tipo, di solito su commissione di super ricconi) e mi sono convinto della bontà della storia grazie alle ultime tre puntate. Inoltre, per vari problemi fra la Fox e l’autore del serial, che non sto a spiegare che l’internet è lì apposta, spunta fuori dal cofanetto dvd un episodio supplementare. Che è una bomba. Uno degli episodi all series più belli degli ultimi anni, solo ispirato dal plot ma quasi guardabile come episodio a sè stante e ambientato in un imprecisato domani. Questa finestra sul futuro mi convince definitivamente ad attendere la seconda stagione con ottimi presupposti, poichè “Dollhouse” a lungo è stato come una bomba inesplosa, ora potrebbe fragorosamente esprimere tutto il suo potenziale. Anche se rimango dell’idea che la Dushku è troppo gnocca per fare l’attrice e la cosa a volte distrae concentrazione alla visione…

True Blood S02: True Blood è una figata. E lo è perchè ci sono troppi personaggi fichissimi. E lo è perchè questi personaggi fichissimi iniziano un viaggio verso la scoperta di nuovi pericolosi orizzonti di follia e malvagità, di ottusa religione e pericolosa passione. La prima stagione era una caccia all’assassino con bonus di vampirielli e sesso. La seconda è una discesa folle verso il caos, accompagnata da una serie di personaggi impagabile. Sì, gli stessi della prima serie ma tutti migliorati, più vivi, più partecipi, con le sottotrame quasi più interessanti del plot principale.  E questo conferma che le grandi serie sono quelle che hanno un manipolo di caratteri che funzionano (e taglio corto per brevità). Sul finale di stagione, sono in disaccordo con quanti hanno detto che è brutto. Si sapeva, memori del finale della prima stagione, che anche qua ci sarebbe stata la soluzione della storia principale e assaggi del futuro prossimo. Quindi mi pare possa funzionare. L’incontro col BUE è giusto e i multipli cliffhanger finali (sam, jason, bill) sono appettitosi. Poi certo magari ognuno faceva il tifo, nel senso di “ne vogliamo di più“, per il proprio personaggio preferito e sceglierne uno è dura, lo so. Personalmente sto con jason, migliore della stagione e spero in un futuro ricco di jessica(h) ma anche di regine…

Weeds S05: magari nelle stanze degli sceneggiatori c’è un grafico esplicativo di come all’aumentare delle stagioni, aumentano i problemi di tenuta di una serie. A volte diminuiscono le aspettative degli spettatori. Per esempio la serie con la vedova alla marijuana è stata stupenda (sì, stupenda) per le prime tre stagioni con un finale della terza che poteva essere il finale definitivo. Invece hanno fatto la quarta ed è stata un mezzo fiasco, con varie debolezze e la perdita della caratteristica importante della serie, ossia satireggiare sui suburbs usa. Così la quinta stagione si è vista senza aspettative riponendo fiducia nell’apprezzamento dei personaggi (sì, siam sempre lì). E si arriva alla fine quasi contenti. Si ride di più, ci sono più storielle divertenti, Andy è in grande spolvero e c’è un finale degno di nota. Ora, però, dopo la sesta consiglierei di fermarsi eh. Che di solito l’erba che rimane in fondo al sacchetto non fa così effetto…

Nursie Jackie S01: evito i serial medical perchè i camici mi fanno paura, così come non voglio vedere tubi, aghi, lastre, organi interni che spuntano fuori e quelle robe lì. Ho guardato il pilot solo perchè c’era Edie Falco. Che era la moglie di Soprano. Ecco, quando un’attrice nobilita lo scopo. Una specie di one nurse show con una donna alle prese con pazienti, famiglia, amante, colleghe, armata di umanità, dubbi esistenziali e una lieve dipendenza dagli ansiolitici e altre pastigline. Com’è ? Nulla di memorabile, ma anche niente male, meglio la parte coi camici e con le storielle che avvengono al pronto soccorso che quella casalinga, Ms.Falco è sempre brava anche se forse un po’ troppo vecchia per la parte. Faranno la seconda stagione, mi ritroveranno a spiare in corsia.

Hung S01: Riassunto: causa incendio un uomo perde casa e figli in una notte e gli rimane solo il suo attributo con cui tirarsi fuori da una situazione disastrosa non solo finanziariamente nella Detroit in super crisi economica di oggi e s’inventa gigolò con l’aiuto di un’amica pure lei sfigatissima. Super storia! Invece no. Il serial accabiò parte bene e mostra potenzialità e un discreto cast. Ahimè presto la storia si avvita nella ripetitività, i personaggi non evolvono e rimangono nel limbo delle intenzioni, la vicenda non intraprende la via della satira dura, nè della commedia intelligente, nè diventa così comica come eventualmente potrebbe e qualche guizzo non basta a salvarla da una bocciatura, soprattutto per avere sprecato il potenziale intravisto nelle prime puntate, dissipando il bonus di fiducia e simpatia che si era concesso a Ray&co. Anche l’episodio finale si rivela poco incisivo nonostante l’ultima inquadratura sia un cliffhanger discreto ma tardivo. Annunciata seconda stagione. Mah…

Mad Men S03: molte sigarette, ottimo portfolio di pubblicitari, scrittura superiore, super abiti, parecchi cocktails, nevrosi, soldi, passati oscuri, donne, e che donne…è tornata la  serie migliore degli ultimi anni. Poco da dire. Quando una puntata di Mad Men non è super ma soltanto buona è comunque meglio di una stagione intera di molte serie. E tanto basta. Teoricamente, potrebbero farne dieci di serie, tenendo questo livello. E dispiacerebbe a ben pochi. La quarta season è già sicura, intanto…

Glee S01: va bene, solo due puntate. Però che puntate! Un musical ambientato in un liceo americano fra odi di classe, geeks vs.sporty, ammore e musica? Tsk. Da vedere. Soprattutto se piace il musical. Qua, piace.

Dexter S04: antipasto prima delle varie cruditè, il primo episodio della nuova stagione, piomba all’improvviso.  Dov’eravamo? Dex si sposa e sarà padre. Dove andiamo? Verso una quarta parte che forse mostra la corda. Ossia, è naturale che più stagioni vengono prodotte, più è difficile replicare il successo, qualitativo, di una serie. Qui si tratta sempre del serial killer che ci è molto simpatico diventare neo papà, con sonno arretrato formato xl, un futuro pieno di pappe e la classica girandola di nuovi colleghi e vecchi amici o vecchi colleghi e nuovi nemici. Dipende dalla prospettiva. Sei un serial killer o uno sbirro? Si prevede una stagione in salita per il ragazzo del sangue, sarò lietissimo di essere smentito.

Fringe S01: come ampiamente scritto, la nuova serie di JJ mi ha lasciato perplesso. Colpa della poca empatia coi personaggi e di una storia un po’ troppo à là X files. Problema mio. La seconda? Mah. Magari si recupera la prossima estate?

Ecco fatto. E adesso? Un po’ di pausa, ma si riprende presto…

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