Sul divano

7il9yllwzki0buzvrvfw35n4o1_400E’ iniziata la seconda stagione di “In treatment“, serie drammatica incentrata sulla vita e i pazienti del dr.Paul Weston, psicoterapeuta interpretato da Gabriel Byrne.
La prima stagione mi era capitata fra le mani quasi per caso e l’avevo divorata. Sono cinque puntate settimanali, un paziente ogni giorno. Al venerdì, il paziente è lo stesso Paul, presso la sua amica/psicanalista Gina.
Nella seconda stagione, la terapia non cambia, e nemmeno la posologia dei 5 pazienti su 5 giorni, cambiano ovviamente le storie, anche se il passato non si dimentica, anzi, ritorna fin dalla prima scena.
Ecco qua le mie impressioni, dopo avere visto la prima settimana.
Lunedì: Mia è avvocato presso lo studio legale che difenderà il nostro dottore in una causa legata alla morte di un paziente. Complicazione: tanti anni prima, lei è stata una paziente di Paul, con scarso successo pare e pure con un accenno di liasion. Mia è donna single, di successo ma infelice (ovvio, è In Treatment, la felicità è un optional).
La situazione è tesa, mescolando il privato e il pubblico di entrambi i personaggi. Mi aspetto molto da questa relazione che va oltre il rapporto medico-paziente e pare fin da subito molto tesa e foriera di ottimi spunti, sia per quanto riguarda lo sviluppo della causa (è stato davvero negligente Paul?) sia per il rapporto fra i due.
Martedì: April è una ragazzina con un grosso problema. Tanto grande che non riesce neppure a dirlo al dottore. Lo deve scrivere. In questo personaggio rivedo un pò la ragazzina presente nella prima serie, anche lei sempre alle prese con un problema di rimozione, notoria manna per gli analisti. Riuscirà Paul a spingere la ragazza nella giusta direzione? Lei pare non proprio entusiasta, dopo la prima seduta. Si prevede dura battaglia, sul nuovo divano a Brooklyn e pure qualche sorpresa secondo me.
Mercoledì: Oliver è un bambino grassottello invischiato suo malgrado nella separazione dei genitori. Entrambi presenti alla prima seduta, mostrano il peggio dei loro caratteri, lei possessiva e vagamente ossessiva, lui un pò troppo scapestrato, forse immaturo. Mh, la parte più interessante della puntata sono i dialoghi fra Paul e il ragazzo, quindi spero che i genitori si tolgano di mezzo, ma ne dubito. Forse il giorno meno appetibile, d’altra parte le potenzialità di crescita ci sono. Spero che Oliver riserverà sorprese, a meno che la classica situazione dei genitori in fase divorzio, venga ripresa, seppur già vista nella prima stagione.
Giovedì: Walter è il CEO di una importante compagnia con problemi di insonnia. Forse l’episodio che mi è piaciuto di più. La serie è girata interamente in interni, camera fissa, stacchi secchi e due attori (di solito) in scena. Una cosa molto teatrale. Quindi quando a un ottimo attore come Byrne se ne aggiunge un altro si prevedono scintille. Non che gli altri siano da meno ma l’interpretazione di Walter da parte di John Mahoney mi è sembrata subito notevole. L’attacco finale del paziente (di cuore? di panico?) suggerisce un giovedì coi botti.
Venerdì: Paul torna a NyC nello studio di Gina. E qui le parti si invertono e il dottore entra in analisi, liberandosi delle tossine lasciate dalle parole dei suoi pazienti durante la settimana e scavando nei suoi sentimenti per tentare di uscire da un periodo che, per sua stessa ammissione, è pessimo. Gina è sempre la bravissima Dianne Wiest e sicuramente occorrerà molta attenzione alle parole e ai silenzi che rimbalzeranno fra i due psicanalisti per capire come sta il nostro doc.
Che altro dire?  Squadra e serie tv vincente non si cambia, anche se certe situazioni potranno dare l’impressione del già visto forse, ma le prime puntate suggeriscono che anche quest’anno la serie sarà avvincente ed emozionante.
Io mi siedo comodo sul divano del dottor Weston  sicuro che non deluderà. Anzi.

Ps.: la serie non è originale ma è l’adattamento di un tv drama israeliano. Così. Una curiosità.

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