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	<title>Cidindon's Weblog</title>
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	<description>Sometimes, I blog</description>
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		<title>Cidindon's Weblog</title>
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		<title>a guide to recognize my favourites</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 20:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cidindon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[A mio uso e consumo, che fra breve ci si diverte con le classifichine di fine anno, un gigantesco recap degli ultimi mesi fra cinema, serialtv e musica.
Cinema.
 
Up
 Al momento, uno dei due candidati all&#8217;ambitissima &#8220;palma di film dell&#8217;anno secondo me&#8221;. Come tutti hanno scritto e detto, bastano i primi dieci minuti  a rendere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cidindon.wordpress.com&blog=3877574&post=490&subd=cidindon&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>A mio uso e consumo, che fra breve ci si diverte con le classifichine di fine anno, un gigantesco recap degli ultimi mesi fra cinema, serialtv e musica.</p>
<p><em>Cinema.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><strong><span style="font-style:normal;">Up</span><a href="http://cidindon.files.wordpress.com/2009/11/up-nuova-locandina.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-557" title="up-nuova-locandina" src="http://cidindon.files.wordpress.com/2009/11/up-nuova-locandina.jpg?w=100&#038;h=150" alt="" width="100" height="150" /></a><span style="font-style:normal;"><br />
</span> <span style="font-weight:normal;"><span style="font-style:normal;">Al momento, uno dei due candidati all&#8217;ambitissima &#8220;</span><span style="font-style:normal;">palma di film dell&#8217;anno secondo me&#8221;</span><span style="font-style:normal;">.</span><span style="font-style:normal;"> Come tutti hanno scritto e detto, bastano i primi dieci minuti  a rendere l&#8217;ultimo lavoro Pixar un grande film. In qui dieci minuti, viene mostrato un mondo e una vita piena di gioia, emozioni, lacrime (nostre).<br />
Poi inizia il film che è uno spa..SCOIATTOLO!..sso con continue invenzioni e ancora emozioni.<br />
L&#8217;ho visto in 3d che aiuta ma non è necessario, </span><span style="font-style:normal;">incappando pure nell&#8217;unico paio di occhialini fallati, poi sostituiti da una maschera prima dubbiosa poi solerte.</span></span></strong></em></p>
<p><em><strong><span style="font-weight:normal;"><span id="more-490"></span><br />
</span></strong></em></p>
<p><strong>Nel paese delle creature selvagge</strong><br />
Film visivamente eccellente, con la fantasia a briglia sciolta e Jonze in ottima forma in cabina di regia. Problema. Non sono entrato in empatia col film che chiede allo spettatore proprio questo. Di <em>guardare</em> spogliandosi di tutti i pregiudizi, degli anni accumulati, del senso critico che, purtroppo in questo caso, si ha e di calarsi nei panni di Max, problematico ragazzino di anni nove. Ergo, non posso dire di averlo capito forse, nè sicuramente di averlo apprezzato fino in fondo. E un po&#8217; me ne dispiace.</p>
<p><strong>La guerra dei tre regni</strong><br />
Se uno non appezza il genere &#8220;<em>cappa, molte spade (o frecce) e altra roba cinese</em>&#8221; meglio che eviti. Altrimenti sono due ore di invenzioni visive e mood cinesi piene imballate di battaglie, freccefreccefrecce, salti, lance, salti con le lance e tè. Uno spasso, diretto da un regista che qui si stima e che si è divertito pure lui nel girarlo. Da recuperare, se mai uscirà, l&#8217;edizione integrale, di circa cinque ore. Per essere sempre più nel mood delle battaglie e delle dinastie cinesi intorno all&#8217;anno duecento.</p>
<p><strong>L&#8217;uomo che fissa le capre</strong><br />
E&#8217; un film senza direzione. Le capre non sanno dove andare. E&#8217; una commedia surreale, è un film di denuncia contro la guerra col difetto che i personaggi sono simpatici ma non appassionano, forse perchè troppo macchiette, forse perchè il film non ha una vera impronta e quello che resta è un film a tratti divertente. Non è un po&#8217; poco? Insomma, dov&#8217;è il succo? Una piccola delusione.</p>
<p><strong>Nemico pubblico<br />
<span style="font-weight:normal;">Ora, Michael Mann è uno dei miei registi preferiti. E questo è un film della madonna. Ebbene sì. Molti hanno storto il naso ma: cosa volete di più da un personaggio leggendario? cosa volete di più da una relazione così drammaticamente destinata al fallimento? cosa volete di più da scene di azione e di spari? con bonus di : camera a mano, camera in faccia, camera sulle pistole, due scene di cinema nel cinema da antologia e la scena in cui Dillinger entra nella stanza della polizia che è fenomenale? Poi, come detto io sono fan del regista, ma, grazie e vorrei già rivederlo. Poi, criticabile tutto, dalla scelte stilistiche, alle perfomances degli attori (a me Bale continua a non piacermi) ma c&#8217;è un&#8217;intensità a tratti in questo film, difficilmente riscontrabile in giro. Con bonus di ottimo sfoggio di abiti maschili. </span></strong></p>
<p><strong>2012</strong><br />
Solito film catastrofico che molto promette e poco mantiene. Crolla tutto ma dura un millennio e c&#8217;è qualche sbadiglio di troppo e un senso di già visto imbarazzante. Solita gag paracula: investire due milioni a uno sceneggiatore che non abbia l&#8217;idea di piazzare dei russi con tutti i clichè dei russi o che sappia scrivere qualche scambio di battute con meno retorica e che non faccian quasi ridere? In cambio di un grattacielo in meno che crolla o, uffa, due scene identiche con due aerei diversi? Su, su. Impegno, impegno. Oppure, Emmerich, basta. No? Eh, va bè.</p>
<p><em>Serie Tv</em><br />
<strong>&#8220;White collar&#8221;</strong> &#8211; Una specie di thriller leggerino sulle truffe in campo artistico, con trame di cartapesta, ambientato in una bella Nyc con un bellissimo attore che indossa splendidi cappelli e un simpatico sparring partner, uomo dell&#8217;Fbi che lo ha scarcerato perchè lo aiutasse a cacciare i cattivi. Guilty pleasure?</p>
<p><strong> &#8220;Mad Men&#8221;</strong> &#8211; E&#8217; &#8220;Mad Men&#8221;. Il miglior serial da tre anni a questa parte sforna un&#8217;altra stagione solida, profonda, divertente e con un belissimo finale. Attori eccellenti, vestiti impeccabilmente in personaggi che si adorano. Mi manca già.</p>
<p><strong>&#8220;Glee&#8221;</strong> &#8211; L&#8217;ammore-tv. Perchè mi piacciono i musical e perchè a ogni puntata c&#8217;è un momento in cui sfioro una commozione felice di cui mi stupisco ogni volta. Cast eccellente, fra teenagers disadattati, malefiche ex-promqueen, insegnanti falliti, pruderie amorose. Tutto avvolto da musiche che funzionano sempre. From the top!</p>
<p><strong>&#8220;Community&#8221;</strong> &#8211; E&#8217; il LOL. Di solito la puntata la guardo due volte di fila. La seconda si apprezzano meglio battute sparate a velocità siderale, gag fichissime o sottili ma funzionanti. La clip finale dell&#8217;episodio, con Abed e Troy: momento dell&#8217;anno, sezione commedia.<br />
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://cidindon.wordpress.com/2009/11/29/a-guide-to-recognize-my-favourites/"><img src="http://img.youtube.com/vi/02dbxYYcE1c/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><strong>&#8220;HIMYM&#8221;</strong> &#8211; E&#8217; come la squadra di calcio. Si ama, non si discute. Fra l&#8217;altro bella stagione, direi.</p>
<p><strong>&#8220;Californication&#8221;</strong> &#8211; Serie un po&#8217; perduta all&#8217;inseguimento dell&#8217;ego smisurato del protagonista. Però troppo simpatico, cazzone e farfallone per non seguirne le vicende.<br />
<strong><br />
&#8220;Flash Forward&#8221; </strong>- Ero partito con tutte le mie buone intenzioni che, dopo le prime cinque puntate, sono andate sprecate. Sembrava avesse potenziale non per arrivare ai vertici di &#8220;Lost&#8221;, ci mancherebbe, invece la storia arranca e addirittura, annoia. Si continuerà a guardarlo, per curiosità e piccola speranza in uno scatto narrativo. Dato il materiale, perchè no?</p>
<p><strong>&#8220;V&#8221; </strong>- Non è un granchè.  Probabilmente perchè ricordo che ogni puntata di &#8220;Visitors&#8221; era un piccolo evento. Ma ero giuovine. Questo remake sembra non voglia mai decollare e pecca di freddezza. Quando iniziano a mangia&#8230; L&#8217;avevo scritto che l&#8217;ho già visto? Ok.</p>
<p>(nota di servizio: &#8220;Dexter&#8221; è parcheggiato per le vacanze natalizie)</p>
<p><em>Musica.</em><br />
<em> Dopo che in <a href="http://cidindon.wordpress.com/2009/09/05/musicarella-recap-gennaio-agosto/" target="_blank">questo post</a> avevo elencato le cose più interessanti della prima parte dell&#8217;anno, riassumo in brevi note quant&#8217;altro meritevole di segnalazione dalla mia sala di ascolto.</em></p>
<p><strong>The  Clientele &#8211; &#8220;Bonfires on the heath&#8221;<br />
<span style="font-weight:normal;">E io che non li conoscevo. Pensa te. Questo disco è molto bello. Fin dal primo ascolto per le melodie leggere ma accattivanti, mescolando passo funk, trombe, ballad e classe. Recupererò il resto, ma se non entrano nella top ten, ad oggi ne sarei stupito.</span></strong></p>
<p><strong>Mumford &amp; Sons &#8211; &#8220;Sigh No More&#8221;<br />
<span style="font-weight:normal;">Fleet Foxes inglesi con meno cori? Il primo pensiero è stato questo ma lasciando da parte apparentamenti o correnti musicali, che quelli bravi a scrivere di musica li trovate in giro, da queste parti si assicura simpatia e valanga di ascolti per un disco che spara una serie di pezzi godibili e cantabili di folk immerso nel pop. Niente di nuovo, ma un bel lavoro.</span></strong></p>
<p><strong>Ramona Falls &#8211; &#8220;Intuit&#8221;<br />
<span style="font-weight:normal;">Sorpresa degli ultimi mesi. Trattasi del chitarrista leader dei Menomena, gruppo amante della sperimentazione che avevo visto al Primavera e mi era piaciuto molto. Dal vivo, che su disco sono troppo ostici. Ora, il ragazzo fa vedere ottime qualità come solista. Punta più sulle melodie e sulla linearità, con pezzi di (lo scrivo!) <em>alt-</em><em>art-rock</em> (eh?!) coinvolgenti. E un paio di ballad mozza fiato.<br />
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://cidindon.wordpress.com/2009/11/29/a-guide-to-recognize-my-favourites/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Ga0ohgZFVqc/2.jpg" alt="" /></a></span></span></strong></p>
<p><strong>Fuck Buttons &#8211; &#8220;Tarot Sport&#8221;<br />
<span style="font-weight:normal;">&#8220;<em>Ma sai che sto disco è una figata?</em>&#8220;. Io, entusiasta via mail, qualche giorno fa. Inaspettatamente, l&#8217;electric drone dei tizi mi è scivolato nelle orecchie con una facilità inspiegabile. Minuti e minuti di <em>fuzzoni</em> che coprono ritmiche e aperture melodiche che vorrei riascoltare in loop. Sorpresona dell&#8217;anno? Forse. Bonus: quando scrivo è spesso in sottofondo. Non saprei perchè. Forse il rumore, il bel rumore, annienta i rumori intorno lasciandomi solo con la tastiera e le parole.</span></strong></p>
<p><strong>The Rural Alberta Advantage &#8211; Hometowns<br />
<span style="font-weight:normal;">Questi sembrano contadini (il nome aiuta l&#8217;associazione mentale) che hanno chitarre col legno rovinato, sputano per terra mentre suonano un folk senza fronzoli, sporcato di elettronica, sudato ma convincente. Mi è capitato per caso nel lettore e non l&#8217;ho ancora mollato. Gran esordio. </span></strong></p>
<p><strong>Medeski, Martin &amp; Wood &#8211; &#8220;Radiolarians&#8221;<br />
<span style="font-weight:normal;">E&#8217; un trio di musicisti supendi che suona un blues-funk con taglio jazzistico. Dal vivo sono una bomba, questo nuovo disco conferma la loro bravura, spandendo allegria e passetti di danza. </span></strong></p>
<p><strong>Polvo &#8211; &#8220;In Prism&#8221;<br />
<span style="font-weight:normal;">I &#8220;Polvo&#8221; son tornati e suonano meglio di anni fa. Disco rock dell&#8217;anno? &#8220;Beggar&#8217;s Bowl&#8221; è un <a href="http://stereogum.com/archives/mp3/new_polvo_beggars_bowl_074702.html" target="_blank">pezzo clamoroso</a>. Il resto è sapienza rock che miscela sensibilità armoniche e ruvidezze chitarristiche con surplus di gran lavoro di batteria. </span></strong></p>
<p><strong>Pearl Jam &#8211; &#8220;Backspacer&#8221;<br />
<span style="font-weight:normal;">La mia rock band preferita di sempre merita tre righe. Righe che sarebbero un lungo grazie per essere ancora in giro. Anche se sono sempre più da palco che da studio, dove fanno il compitino che un fan apprezza sempre. Questa volta di più perchè nel disco c&#8217;è energia immediata e tre perle vere.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight:normal;"><em>E&#8217; tutto? Per ora sì.</em></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight:normal;"><em>(update: ovviamente non era tutto. dimenticai <strong>&#8220;Bored to Death&#8221;</strong></em><em> serie tv targata HBO su uno scrittore che mescola le sue crisi ed ansie con quelle dei suoi due amici, un fumettista e un editore, condendole di disillusione, storie da dedective di serie zeta e un po&#8217; d&#8217;erba. Un cocktail snob ed intelligente, con tre attori che se la intendono bene. High five a Ted Danson e speriamo una seconda stagione dopo l&#8217;ottimo, doppio, episodio finale )</em></span></strong></p>
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		<title>Farewell, Bruce</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 00:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cidindon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ero già nel letto, sai. Solo che era strano. Non c&#8217;era alcun rumore. Mi sembrava una stanza nuova, una casa diversa. Non c&#8217;era il ticchettio delle unghione sulle piastrelle, non c&#8217;erano rumori attutiti del tuo nasone a spalancare le porte, non c&#8217;era il respirone pesante e ritmico, non c&#8217;erano le zampone che grattavano il cuscino, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cidindon.wordpress.com&blog=3877574&post=518&subd=cidindon&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ero già nel letto, sai. Solo che era strano. Non c&#8217;era alcun rumore. Mi sembrava una stanza nuova, una casa diversa. Non c&#8217;era il ticchettio delle unghione sulle piastrelle, non c&#8217;erano rumori attutiti del tuo nasone a spalancare le porte, non c&#8217;era il respirone pesante e ritmico, non c&#8217;erano le zampone che grattavano il cuscino, non c&#8217;era il rumore della ciotola che vagava per le stanze al seguito del tuo musone,  non c&#8217;era la tua presenza lunga quattordici anni.</p>
<p>Allora sono venuto qua a scrivere il post che non volevo scrivere, perchè ho sempre creduto che certi post (figurarsi un post sulla dipartita di un cane) siano orrendamente melensi, zuccherosi, troppo, ovviamente, personali, retorici e superficiali di sentimentalismo da quattro soldi. Però se non lo scrivo mi sa che non dormo. Son venuto a scrivere quello che avrei voluto dirti oggi se tu fossi stato tipo il cane di &#8220;<em>Up</em>&#8220;.<br />
<span id="more-518"></span></p>
<p>Ecco, la conversazione, se tu fossi stato il cane di &#8220;<em>Up</em>&#8220;, quello che &#8220;.<em>..ma parla!!</em>&#8220;, anzichè essere soltanto il mio cane del millennio diventato super vecchio, sordo totale e cieco come una talpa, sarebbe stata così:</p>
<p><em>&#8220;Oh Bruce, brutto schifoso allora te ne vai oggi eh&#8230;&#8221;</em><br />
&#8220;Eh già me ne vado ma ci sta, sai. Cazzo, non sto in piedi. Non è più tempo di passeggiate, mio caro&#8221;<br />
<em>&#8220;Ne abbiam fatte eh&#8230;&#8221;</em><br />
&#8220;Sempre meno del dovuto, brutto schifoso pigro poltrone.&#8221;<br />
<em>&#8220;Cosa dici, maiale bavoso? Quella volta che ci inerpicammo per la riva della collina perchè avevi annusato un fagiano morto che se non arrivavo te lo saresti divorato?&#8221;</em><br />
&#8220;Ah, sì. Và che era anche buonino il fagianusso&#8230;E quella volta che camminammo così tanto a due gradi sottozero che non ce la facevamo più e pensavi potessimo schiattare assiderati?&#8221;<br />
<em> &#8220;Eh va bè, Bruce, troppe gag. Semmai ricordi quella volta che hai scoreggiato mentre salivi sul divano e c&#8217;eravamo noi, sfasciati di erba sull&#8217;altro divano che ci siamo schiantati dalle risate che non smettevamo più?&#8221;</em><br />
&#8220;Sì, ma infatti. Eravate troppo suonati, era solo una scoreggina, però sì, si rideva.&#8221;<br />
<em>&#8220;Quando sono arrivato a casa quel giorno che piangevo perchè la tipa mi aveva lasciato? Che tu mi arrivasti addosso e cominciasti a leccarmi?&#8221;</em><br />
&#8220;Chiaro, eri orrendo e io volevo andare a spasso&#8221;<br />
<em>&#8220;Infatti dopo andammo no?&#8221;</em><br />
&#8220;Sì e si stabilì che quella ragazza non avrebbe più ricevuto tue notizie&#8221;<br />
<em>&#8220;Infatti.&#8221;</em><br />
&#8220;L&#8221;hai poi chiamata dopo che non ricordo, sai, l&#8217;età&#8230;&#8221;<br />
<em>&#8220;No, giuro, non l&#8217;ho chiamata. Semmai ricordi quel pomeriggio della grigliata che ti eri messo a pompare le gambe del Dend che non ti staccavi più oppure quella sera che ti sei messo a leccare le gambe di quella tipa che si era troppo imbarazzata perchè sembravi te la volessi fare&#8230;&#8221;<br />
<span style="font-style:normal;">&#8220;Ero troppo fico, e poi il tuo amico aveva un odore di cagnusso meraviglioso addosso e la tipa aveva un sapore di cocco che..mmhhh&#8230;lascia stare và, guarda qua come son ridotto&#8230;&#8221;<br />
<em>&#8220;Lo so. Dopo l&#8217;operazione sei un po&#8217; cambiato, sei invecchiato, ma è la natura, lo sai bene te..&#8221;</em><br />
&#8220;Già. Bè, ascolta, arriva il veterinario che io non ce la faccio più eh. Son stanco, non mi reggo in piedi e sono un peso.&#8221;<br />
<em>&#8220;Lo sai che sei sempre stato pesante con quelle zampone pesanti, il fiato pesantissimo, il culo pesante, la testa testona, il naso impiccione, l&#8217;abbaio potentissimo, gli occhi noiosi di finta bontà che ci convincevi a darti mille premi e centinaia di carezze, puzzone maiale&#8230;&#8221;<br />
<span style="font-style:normal;">&#8220;Ma come mi hai voluto bene eh&#8230;&#8221;<br />
<em>&#8220;Tès, non ci provare. Lo sai che sei il cane del millennio e che mi mancheranno le tue marcionate, sveglie notturne, bava e peli ovunque inclusi. Adesso arriva il veterinario che poi mi commuovo&#8230;&#8221;<br />
<span style="font-style:normal;">&#8220;E dai. Bene. Oh, grazie eh.&#8221;<br />
<em>&#8220;Oh, è stato un piacere. Ciao eh.&#8221;</em><br />
&#8220;Ciao.&#8221;</span></em></span></em></span></em></p>
<p><em><span style="font-style:normal;"><em><span style="font-style:normal;"><em><span style="font-style:normal;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-521" title="IMG_0948" src="http://cidindon.files.wordpress.com/2009/11/img_0948.jpg?w=128&#038;h=150" alt="IMG_0948" width="128" height="150" /><br />
</span></em></span></em></span></em></p>
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		<title>Piano, solo (II)</title>
		<link>http://cidindon.wordpress.com/2009/10/23/piano-solo-ii/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 15:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cidindon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[
PARTE SECONDA &#8211; SONATA PER DUE
Uno
Sono al secondo livello dei palchi, lato sinistro. Nei teatri la tastiera del piano è sempre rivolta verso sinistra guardando il palcoscenico. Ci sarà un motivo ma  qui non lo troverete. Ergo, da un palco sulla sinistra vedi le mani. Vedi  l&#8217;unica cosa che si muove di un pianista, a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cidindon.wordpress.com&blog=3877574&post=503&subd=cidindon&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://cidindon.wordpress.com/2009/10/23/piano-solo-ii/"><img src="http://img.youtube.com/vi/btyhpyJTyXg/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><strong><span style="font-family:Times;">PARTE SECONDA &#8211; SONATA PER DUE</span></strong></p>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Times;"><em><strong>Uno</strong></em><br />
Sono al secondo livello dei palchi, lato sinistro. Nei teatri la tastiera del piano è sempre rivolta verso sinistra guardando il palcoscenico. Ci sarà un motivo ma  qui non lo troverete. Ergo, da un palco sulla sinistra vedi le mani. Vedi  l&#8217;unica cosa che si muove di un pianista, a parte qualche ricciolo scomposto che va in levare seguendo il ritmo &#8220;allegro&#8221; e i piedi sui pedali, ma questo non sempre. Vedi come quel <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Radu_Lupu" target="_blank">signore rumeno</a> arriva, serissimo, guarda un secondo  il pubblico, accenna un inchino ingessato in una giacca scura troppo lunga, si  siede, mette le mani tre centimetri sopra i tasti, come a cercare una connessione, una comunione in quello spazio fra corpo e tasti di madreperla di  un lucente Stainway&amp;Sons nero.<br />
Niente spartito, quando mai. Quattro  secondi e, via.<br />
<span id="more-503"></span> La prima esecuzione è un elegante percorso fra pause e  lenti fraseggi nella nebbia (è il titolo della partitura) di una poco nota composizione di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leóš_Janáček" target="_blank">pianista ungheres</a>e. Breve durata ad alta intensità.<br />
Segue un classico del genio di Ludovico Van. L&#8217;<em>Appassionata</em> incanta fra strappi veloci, dita che volano letteralmente sui tasti e colpetti  col capo a seguire il ritmo, prima che la sonata si dilati in una melodia  avvolgente per poi nuovamente accelerare, quasi nervosa, sempre controllata.  Il tutto dura una mezz&#8217;ora circa al termine della quale un tonante applauso viene riconosciuto dal pianista con un altro breve serissimo inchino e una  pausa di una decina di minuti.<br />
Al rientro sulla scena, l&#8217;ultima partitura è un brano di Schubert diviso in quattro movimenti. Dall&#8217;alto del palco entro in uno dei miei giochini preferiti di queste serate pianistiche, ossia  trasportare teatro, piano nero e pubblico variegato, nel milleottocento, rivivendo le differenze di rango sottolineate dalla posizione nel teatro, dove si era più o meno importanti a corte a seconda della vicinanza al palco regale, quello centrale, che ora è occupato non più da teste coronate ma da occhialuti tecnici del suono, mentre in platea sta(va) il popolo, ora stanno i  più abbienti. Anche il linguaggio assume toni di un tempo che fu e mi perdo completamente in visioni, sogni e pensieri altalenanti, la testa si svuota di  tutto e vola letteralmente via, accompagnata dalla melodia in un incessante accavallarsi di immagini a seguire note a tratti infiammate, a momenti placide e carezzevoli.<br />
Il pezzo finisce, altro boato, altro lieve inchino. Ci vuole un bis ed è un breve ma intenso lento brano di romantica bellezza come ad augurare la buonanotte. Il pianista si inchina sul serio stavolta, riceve un  mazzo di fiori e abbozza l&#8217;unico sorriso della serata. Bene, grazie. Presto,  ancora.<br />
</span> </span><span style="font-family:Helvetica, Verdana, Arial;"><span style="font-family:Times;"><br />
</span> </span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Times;"><em><strong>Due</strong></em><br />
Sakamoto San. Uno dei pochi interpreti pianistici che si  possono considerare rockstar poichè hanno un seguito che non è solo di culto fra appassionati ma anche di massa causa incursione del signor Ryuichi nel cinema come compositore di colonne sonore oltre ad avere firmato arie che tutti, perfino quelli che <em>il pianoforte che palle</em>, conoscono dopo quattro accordi. Merito forse della pubblicità, forse dei modi strani in cui certa musica entra di soppiatto nell&#8217;immaginario collettivo, chissà. Non è che io sia un esperto delle composizioni del nipponico signore, però qualcosina lo conosco e spero che faccia quel brano là <em>(quello in testa a questo post)</em>.<br />
Sul palco ci sono due pianoforti, quasi a contatto come ad abbracciarsi, come fosse una <em>battle royal</em> fra pianisti dove però suona solo uno. Pubblico delle grandi occasioni, teatro esaurito,  pubblico anche molto diverso dalla sera (<em>post</em>) precedente. Molti giovani, molta gente che sente la serata di gala. E&#8217; la prima italiana del nuovo spettacolo e c&#8217;è un&#8217;atmosfera di grande attesa. Che sarà ripagata in maniera spettacolare dal signore in completo presumibilmente armani e splendido capello bianco.<br />
L&#8217;inizio spiazza un po&#8217; molti. I primi cinque brani sono una sorta di sperimentalismo <em>piano-prog</em> con poche note suonate, molte note ripetute <em>ad libidum</em>, un giro melodico che diventa nenia ripetitiva.<br />
Il maestro suona e suonerà per tutta la serata soltanto il piano nero. Quell&#8217;altro è in pratica un delay a grandezza naturale per certe note, solitamente quelle suonate con la mano sinistra, l&#8217;accompagnamento. Infatti, stavolta niente mani, perché seduto sul lato destro della platea, vedevo solo la tastiera del <em>piano-delay</em>, con i tasti che si muovevano apparentemente in sincrono, come se ci fosse un fantasma a replicare l&#8217;abilità del compositore. Il pubblico è in fibrillazione, non sa bene come reagire alle colate di elettronica ad alta fedeltà e basso impatto ambientale (*) e dai rumorismi che fanno da contrappunto alle brevi melodie.<br />
</span> </span><span style="font-family:Helvetica, Verdana, Arial;"><span style="font-family:Times;"><br />
</span> </span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Times;">Poi, inizia la parte per cui siamo tutti lì. Ossia una carrellata di un ora e mezza fra vecchi successi e brani sconosciuti. Melodie rarefatte che avvolgono come liquido amniotico, note che si susseguono come piccole palline di mercurio che  prendono il volo sopra di noi per poi atterrare da qualche parte, dentro, lasciando un solco di privata emozione. Qualcosa di vagamente indescrivibile, come il rapporto che si crea fra l&#8217;artista solo sul palco e quello che trasmette. In questo caso con l&#8217;aiuto di video poco invadenti alle spalle, che proiettano righe geometriche, foto sgranate, onde fluo di colore, qualche parola di saggezza nipponica o tibetana a scorrere.<br />
</span> </span><span style="font-family:Helvetica, Verdana, Arial;"><span style="font-family:Times;"><br />
</span> </span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Times;">Poi si ferma, i capelli scivolano davanti agli occhi per un inchino unico e profondo, un cenno di saluto ed esce. La scena si ripete cinque volte, distrubando un po&#8217; il continuum emotivo ma starei (oserei, staremmo) lì altre due ore ad ascoltare quell&#8217;omino piccolo e concentrato riempirci di melodia, tenerezza, speranza e gioia.</span></span><span style="font-family:Helvetica, Verdana, Arial;"><span style="font-family:Times;"><br />
</span> </span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Times;">E, giuro, non esagero. Uno dei concerti, <em>all genres included</em>, più emozionanti di sempre.<br />
Dopo l&#8217;ultimo &#8220;regalo&#8221; che è il tema &#8220;<em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=X4kTpT0mTDQ" target="_blank">The Sheltering  Sky</a></em>&#8220;, Sakamoto San fa l&#8217;ultimo inchino e se ne va. Restano i pianoforti,  quello dove era seduto e quello dove era seduto il fantasma e un applauso chilometrico mentre le luci si accendono e la magia, da qualche parte, rimane.<br />
</span> </span><span style="font-family:Helvetica, Verdana, Arial;"><span style="font-family:Times;"><br />
</span> </span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Times;">Peccato non avere davvero studiato il pianoforte. Fortuna avere recuperato in qualche modo, frastagliato e ignorante.<br />
Plin Plin.<br />
</span> </span><span style="font-family:Helvetica, Verdana, Arial;"><span style="font-family:Times;"><br />
</span> </span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Times;">(*) : <em>nel primo brano, avvolte da rumore electro si sentono, e si leggono sul video, le parole di un abitante della Groenlandia, che spiega come sia davvero un problema il  riscaldamento globale. Insomma, Sakamoto San &#8220;c&#8217;è&#8221;</em><em> nella lotta per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sui temi &#8220;verdi&#8221;. </em></span></span></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Piano, solo (I)</title>
		<link>http://cidindon.wordpress.com/2009/10/22/piano-solo-i/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 20:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cidindon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[PARTE PRIMA &#8211; INTRODUZIONE
Per me questi cazzo di anni zero (cit.), un significato, almeno dal punto di vista musicale, ce l&#8217;hanno.
Dev&#8217;essere stato proprio all&#8217;inizio dell&#8217;anno duemila che timidamente mi sono avvicinato alla musica jazz. Il rock si era esplorato in lungo e in largo e naturalmente non si è abbandonato. Funk, blues, il famigerato generone [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cidindon.wordpress.com&blog=3877574&post=491&subd=cidindon&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>PARTE PRIMA &#8211; INTRODUZIONE</strong></p>
<p>Per me questi cazzo di anni zero <em>(cit.)</em>, un significato, almeno dal punto di vista musicale, ce l&#8217;hanno.<br />
Dev&#8217;essere stato proprio all&#8217;inizio dell&#8217;anno duemila che timidamente mi sono avvicinato alla musica jazz. Il rock si era esplorato in lungo e in largo e naturalmente non si è abbandonato. Funk, blues, il famigerato <em>generone</em> indie, check, check, check. Sarebbe bello, fosse vero, scrivere che il primo disco di musica jazz che ascoltai fu &#8220;<em>A love suprem</em>e&#8221; di Coltrane e me innamorai. No. Lo ascoltai, vero, ma ci capì ben poco allora. Non ricordo quale fu il primo disco jazz. Ricordo che il primo approccio fu da completo ignorante in materia e da totale autodidatta. A simpatia, a caso, cercando a tentoni nel enorme repertorio del genere, iniziai ad ascoltare qualche mostro sacro e ad assistere a qualche concerto. Mi piacque fin da subito la formula del trio classico. Piano, contrabbasso, batteria. Naturalmente è lo strumento a coda ad essere l&#8217;attore protagonista di questa formazione. Un bel dì incontrai nei miei ascolti un pianista americano che nei suoi dischi osava proporre cover di brani rock di successo con una spiccata predilezione per i Radiohead. L&#8217;incontro fra il piano di Brad Mehldau e le melodie del quintetto di Oxford <a href="http://www.youtube.com/watch?v=F_4fiMIxO2E" target="_blank">mi colpì molto</a>. Poi arrivò &#8220;<em>Live in Tokyo</em>&#8221; disco di piano solo con composizioni lunghissime e divagazioni a non finire su standard jazz che comprendeva però anche una toccante e strepitosa esecuzione di &#8220;<em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Xr4hjzzq2Gw" target="_blank">Things behind the sun</a></em>&#8221; di Nick Drake e una enorme, antologica, versione di &#8220;<em>Paranoid Android</em>&#8220;. Diciannove minuti e mezzo di percussioni sui tasti e cambi di tonalità. Ora, se uno resiste, anzi ascolta con gusto questo pezzo, direi che è definitivamente dentro al <em>mood</em> del &#8220;<em>piano solo</em>&#8220;.<span id="more-491"></span> Un paio di blitz a festival jazz senza perdere alcun concerto in programma con un tipo seduto a strimpellare <em>et voilà</em>.<br />
Avevo trovato una nuova passione musicale.<br />
Addirittura, mi lanciai nel tentativo di imparare a suonare lo strumento, inseguendo fatui sogni di essere io, un bel dì, sopra a un palco con la gente in religioso silenzio in attesa di capire quale sarà la direzione dell&#8217;interpretazione, fino alle ultime note di un brano, quando l&#8217;applauso scrosciante riempiva l&#8217;aria fino a quel momento occupata soltanto da note in bianco e nero.<br />
Dopo qualche mese abbandonai, provato dal troppo impegno, da trovare in mezzo ai tanti impegni del periodo, che richiedeva lo studio dello strumento. Non abbandonai però la ricerca di pianisti da ascoltare. Fortunatamente nella mia zona ci sono varie possibilità per assistere ad esibizioni di affermati o sconosciuti <em>piano players</em>, sia un teatro con una pogrammazione dedicata, un locale gestito da appassionati, un festival di richiamo regionale. McCoy Tyner, Oscar Peterson (un gentile vecchietto che suonava praticamente con una mano sola causa anzianità, anche se sembrava avesse otto dita, quella mano), lo stesso Mehldau, il nostro Danilo Rea e tanti altri. Ah, ho visto anche suonare Allevi, prima che diventasse famoso e che si montasse <em>un po&#8217; </em>la testa. Sempre per caso, in una piccola chiesa in una piccola città, era quasi impacciato di fronte a una sessantina di persone. Come si cambia&#8230;sto divagando.</p>
<p>Il passo successivo è stato l&#8217;ascolto di interpreti di musica classica che si esibiscono in solitaria. Partiture di tempi andati e 88 tasti. Sempre più difficile. Altro pianeta, la musica classica, spesso considerato polveroso nel senso letterale del termine o comunque inaccessibile a chi proviene da una educazione <em>rock&#8217;n'roll</em>, un po&#8217; per la scarsa conoscenza della musica che indubbiamente aiuta la comprensione e l&#8217;ascolto, un po&#8217; per un certo elitarismo della stessa musica. Tutto sbagliato, poichè la musica classica di oggi è stata per secoli, anche, la musica popolare per eccellenza. Divago e mi sto infilando in un ginepraio, lanciandomi in affermazioni che qualcuno un filo più conoscitore di me, potrebbe sbugiardare in tre righe (ci fosse e capitasse qui per caso, i commenti sono lì, benvenuto).<br />
Comunque, da un paio d&#8217;anni ho iniziato a frequentare anche i concerti di pianisti con repertorio classico. Con grande soddisfazione, nonostante rimanga un ignorante totale in materia.</p>
<p style="text-align:left;">E qui approdo a oggi. Dove in quattro giorni, assisto a due concerti di piano solo. Restando ammaliato, stupefatto,  emozionato, sorpreso e contento, comprendendo, infine, come certi processi di ricerca abbiano un significato,  un senso, non solo musicale forse, che va oltre la ricerca o la casualità.</p>
<p><em>(segue&#8230;)</em></p>
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		<title>Director&#8217;s Cut</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 10:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cidindon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Un regista affermato che spara una nuova perla e un regista all’esordio che mostra ottime qualità.  In due parti, pensierini su “Bastardi senza gloria” e “District 9″ con qualche spoiler.
1. Quentin e i bastardi. 
Questo blog giustamente rispecchia i tempi lenti e pigri del titolare e quindi scrivo solo ora di “Inglorious Basterds”, visto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cidindon.wordpress.com&blog=3877574&post=474&subd=cidindon&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="font-family:arial, sans-serif;line-height:normal;border-collapse:collapse;"> </span></p>
<p><em>Un regista affermato che spara una nuova perla e un regista all’esordio che mostra ottime qualità.  In due parti, pensierini su “Bastardi senza gloria” e “District 9</em><em>″</em><em> con qualche spoiler.</em></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-488" title="Bastardi" src="http://cidindon.files.wordpress.com/2009/10/bastardi.jpg?w=105&#038;h=150" alt="Bastardi" width="105" height="150" /><strong>1. Quentin e i bastardi. </strong><br />
Questo blog giustamente rispecchia i tempi lenti e pigri del titolare e quindi scrivo solo ora di “Inglorious Basterds”, visto una settimana fa. Eppure, da una settimana mi vengono in mente scene del film, momenti, battute, particolari. Per farla breve è un film della madonna. E ne sono contento, ne siamo tutti contenti, poiché Tarantino appartiene a una specie di registi che vanno quasi protetti, salvaguardati.<br />
Uno capace di scrivere dialoghi e inventarsi personaggi che tengono inchiodati sulla sedia per due ore e quaranta minuti pieni imballati di parole, per lo più sottotitolate, spettatori che, forse, non si rendono bene conto di che genere di film stanno guardando ma si divertono molto.  Oltre alle parole ci sono le immagini con un gusto per la citazione e un occhio notevole che accresce il godimento del film. Che, è una specie di western con le svastiche e i mitra anzichè le stelle di latta e le colt, ma non solo.<br />
I furboni del marketing della Miramax lo hanno venduto con un trailer con molta azione e Brad Pitt <em>yes, yes, yes</em>.<br />
<em>Nein, nein, nein,</em> niente di tutto questo. L’attore famoso porta le signore al cinema per l’incasso, notevole fra l’altro, ma si vede poco e i bastardi in azione, non si vedono mai (*).  Cortine fumogene di marketing che però non impediscono di godere di un film che entrerà quasi di diritto nella top five di fine anno.<br />
Il vero protagonista è un cacciatore di ebrei, il maestoso Christopher Waltz al quale l’Academy dovrebbe consegnare il premio per migliore attore protagonista subito, che trova sulla sua strada una preda sfuggitagli che diventerà una <em>femme</em> letteralmente <em>fatale</em> per cuori e divise militari nemiche, nonché stupendamente bionda. E Melanie Laurent segna un altro punto a favore del mio latente amore per la Francia.<br />
Cosa non funziona? Mah, praticamente nulla? Tarantino in forma smagliante come ai tempi delle “iene”, secondo me film che resta il punto di riferimento della sua filmografia, dialoghi super in bocca a personaggi che avercene, bionde pericolose, coltelli appuntiti, mazze da baseball, sprazzi di violenza convulsa, film nel film, smoking ridicoli, pipe, mitra, giochi di ruolo a banconi di legno pesante nella “<em>scena più lunga del millennio” (cit.)</em> e….altro….<br />
Insomma, se qualcuno non l’ha visto, vada. Ora.  E speriamo che Quentin abbia sempre voglia di mettersi a un tavolo e  scrivere, scrivere, scrivere…</p>
<p><em>(*) non c’è una scena in cui i bastardi tendono un agguato oppure combattono i nazi, mai a parte una raffica di mitra addosso a una macchina.</em></p>
<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-487" title="3896-20083_locandina-district-9" src="http://cidindon.files.wordpress.com/2009/10/3896-20083_locandina-district-9.jpg?w=101&#038;h=150" alt="3896-20083_locandina-district-9" width="101" height="150" />2. Neill e i gamberoni. </strong><br />
Di cognome fa Blomkamp, è sudafricano e ha scritto e diretto “District 9″. Altro film visto tempo fa ma come detto, i tempi blablabla.<br />
L’ opera prima di Neill, con la supervisione e benedizione di Peter “<em>lordofthering</em>” Jackson, è un film di fantascienza con un’astronave bella grossa sospesa non su NY o LA (come da iniziale bellissima e ironica frase della sceneggiatura, riferita a decenni di immaginario hollywoodiano relativo a invasioni aliene) ma su Johannesburg.<br />
Cosa ci fa lì? Niente. E’ ferma. Gli umani vanno, scoprono alieni in crisi e in panne e li parcheggiano nel District 9. Naturalmente il sito che ospita i <em>gamberon</em>i, così vengono chimati gli alieni per la loro fisionomia, diventa presto un ghetto con regole interne, spaccio di sostanze, mercificazione e problemi classici delle integrazioni fra razze diverse. Durante il tentativo di spostare i gamberoni in altra località dopo rivolte e lamentele dei locali, a un agente governativo accade una cosetta. Da lì, ne accadranno altre.<br />
Nel film c’è una metaforona bella grande e facilmente leggibile sulla diversità, la mancata integrazione e il capire cosa significhi essere diversi. Eticamente corretto, non c’è un umano che sia un personaggio positivo e, se non sei un leghista, tifi per gli alieni.<br />
Oltre a questo aspetto politico del film che, con saggezza, passa quasi in secondo piano, la cosa interessante  è come viene raccontata la storia, mischiando da un punto di vista narrativo, il documentario con la fantascienza aggiungendo un pizzico di film di guerra/d’azione e miscelando anche le tecniche di ripresa, utilizzando camere a spalla, videocamere, immagini tv, video di sorveglianza, ecc. Le scene di battaglia sono ben costruite con belle trovate.<br />
E questo regista pare averne di idee o perlomeno sa copiare bene, dandoci un bell’esordio, un buon film, solido e intelligente. Segnalo la scena finale, proprio l’ultimo fotogramma. Un fiore di romantica bellezza offerto per dare un significato ulteriore al metaforone di cui sopra e un regalino a noi ingenui romantici.<br />
E speriamo che Neill possa darci ulteriori conferme di sapere costruire film d’azione gustosi e non stupidi. Ce n’è bisogno e se sono sempre ambientati in Sudafrica, è lo stesso.</p>
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		<title>S0?E01</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 10:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cidindon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[tv series]]></category>

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		<description><![CDATA[
Fine settimana dedicato alla visione dei pilot-premiere-episodio 01 d&#8217;oltreoceano. E quali altri? Ah, già. Nella realtà virtuale ci sono anche altri serial, per esempio ce n&#8217;è uno con protagonista un politico italiano che, oddio, fa anche l&#8217;attore, intitolata &#8220;Delitti e nebbie 3&#8243;. Va bè.
In pillole (spero) le prime impressioni:
&#8220;The Good Wife&#8221;:  (aka: it&#8217;s a cougar [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cidindon.wordpress.com&blog=3877574&post=467&subd=cidindon&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://cidindon.wordpress.com/2009/09/30/s0e01/"><img src="http://img.youtube.com/vi/lNrPr-UCtog/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>Fine settimana dedicato alla visione dei <em>pilot-premiere-episodio 01</em> d&#8217;oltreoceano. E quali altri? Ah, già. Nella realtà <em>virtuale</em> ci sono anche altri serial, per esempio ce n&#8217;è uno con protagonista un politico italiano che, oddio, fa anche l&#8217;attore, intitolata &#8220;Delitti e nebbie 3&#8243;. Va bè.</p>
<p>In pillole (spero) le prime impressioni:<br />
<span id="more-467"></span><strong>&#8220;The Good Wife&#8221;</strong>:  (aka: it&#8217;s a cougar world)<br />
sottotitolo &#8220;The good lawyer&#8221;. L&#8217;ex dottoressa di Er veste i panni della moglie di un procuratore capo incarcerato per una storia di squillo e alluci succhiati. Il marito è in gattabuia, lei cornuta e mazziata, torna al suo vecchio lavoro di avvocatessa in un grosso studio, grazie a un ex-compagno di scuola. Primo incarico,  scagionare una ragazza incolpata dell&#8217;omicidio del marito. Prodotta dai fratelli registi cinematografi Scott, la serie si presume essere un procedurale con le faccende dei tribunali con bonus di sottotrame e sotterfugi a sfondo legale/politico. Il fascino della storia è scarso, il fascino della <a href="http://www.imdb.it/name/nm0000523/" target="_blank">Margulies</a> è elevato. Per le signore, c&#8217;è Mr.Big nella parte del marito cornificatore.<br />
Pronostico: chance alla seconda puntata, poi probabile abbandono.</p>
<p><strong>&#8220;Cougar Town&#8221;</strong>: (aka: its&#8217; <em>really</em> a cougar world)<br />
Pensavo a un reality pieno di quaranta e qualcosa-enni in gonne leopardate e sguardo assassino, invece è una serie con Courtney Cox. Ora io amo questa donna dalla prima puntata di &#8220;Friends&#8221;. Quindi non posso dire tanto male di questo primo episodio dove lei appare, per ben due volte, in lingerie e io ho dovuto premere stop per il trauma. A parte questo e il titolo orrendo, il plot mi è sembrato banale (il vicino di casa sexy che finirà nel letto della cougar? C&#8217;mon) e pure poco divertente.<br />
Pronostico: altra puntata in onore di Courtney e della sua lingerie, ma abbandono quasi certo.<strong></strong></p>
<p><strong>&#8220;Accidentally on purpose&#8221;</strong>: (aka: cougar rulez the world)<br />
Titolo nomen omen. Bella 37enne in crisi post rottura con ex-fidanzo/ancora boss, esce una sera e rimorchia un giovanotto. Seguiranno inaspettate (?) vicende. Gran ritmo, belle battute, lei brava, &#8220;spalle&#8221; giuste. I boys  sono sfasciati, le cougars sono una sorta di versione &#8220;extreme&#8221; di S&amp;TC. Fra questo e &#8220;C.T.&#8221; (nonostante si parli sempre e solo di pilot, ovvio) seglierei questo.<br />
Consigliabile a ragazze &#8220;<em>30 something</em>&#8221; single. Magari è pure istruttivo… (ride sardonico).</p>
<p><em>(urgerebbe poi un post completo su questa definitiva conquista da parte delle <a href="http://urbancougar.com/" target="_blank">cougar</a> del palinsesto tv americano. Il post dovrà essere ripartito in fenomenologia e impatto sociale delle cougar. Qualcuno lo scriva, grazie)</em></p>
<p><strong>&#8220;Flash Forward&#8221;</strong>:<br />
Il tentativo della Abc di trovare il sostituto di &#8220;Lost&#8221; per ora funziona. Il pilota promette una certa dipendenza, con un&#8217;escamotage notevole. Al genere umano capita un blackout totale e misterioso di due minuti e diciasette secondi, in cui la gente sviene, ma vede contemporaneamente  anche un pezzo del proprio futuro. Il <a href="www.imdb.com/name/nm0001212" target="_blank">Fiennes</a> meno famoso, che mi è sempre stato simpatico, dovrà incastrare i ricordi per comporre un puzzle probabilmente pericoloso. Il cast pare solido, l&#8217;atmosfera sembra tesa con probabili sbocchi romantici.<br />
Pronostico: si guarda, sicuro. (<em>per chi l&#8217;ha visto: *</em>)</p>
<p><strong>&#8220;Bored to Death&#8221;</strong>:<br />
un romanziere col classico blocco dello scrittore al secondo romanzo, un po&#8217; fallito, un po&#8217; depresso, appena lasciato dalla fidanzata, con amico artistoide e una dipendenza da erba e vino bianco che si mette a fare l&#8217;investigatore privato? Teoricamente imperdibile. Inoltre ha dei bellissimi titoli di testa, di solito indice di qualità delle serie. Però non sono del tutto convinto&#8230;<br />
Perchè sì: Hbo, capelli di jason schwartzmann, barba di zack il greco, la classe di ted danson.<br />
Perché no: molto stile ma la sostanza potrebbe mancare.<br />
Pronostico: speranzoso seguirò qualche puntata, ma temo la delusione.</p>
<p><strong>&#8220;Community&#8221;</strong>:<br />
Un gruppo di studenti sui generis, in una scuola pubblica Us. Personaggi subito simpatici, Chevy Chase, la <a href="http://www.imdb.com/name/nm1843026/" target="_blank">sosia</a> di Elizabeth Shue, un indiano, un nigga, una mami, una signorina. Pilot dedicato a John Hughes e tributo al club della colazione, film che ha segnato molti di noi ex-ggiovani. Dialoghi frizzanti, gag intelligenti.<br />
Pronostico: la commedia da vedere della stagione. Spero.</p>
<p>Ecco. Fin troppe nuove serie, ma potrebbero resisterne poche&#8230;</p>
<p><em>(*) : se la data delle visioni è il 29 aprile 2010 e la serie è <a href="http://io9.com/5368216/producers-flashforward-has-to-last-three-seasons-at-least" target="_blank">programmata</a> per almeno tre anni qualcosa non torna, quindi? Altri buchi spazio-temporali? Chissà…</em></p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://cidindon.wordpress.com/2009/09/30/s0e01/"><img src="http://img.youtube.com/vi/IcZfU0elfjo/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cidindon.wordpress.com/467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cidindon.wordpress.com/467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cidindon.wordpress.com/467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cidindon.wordpress.com/467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cidindon.wordpress.com/467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cidindon.wordpress.com/467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cidindon.wordpress.com/467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cidindon.wordpress.com/467/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cidindon.wordpress.com/467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cidindon.wordpress.com/467/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cidindon.wordpress.com&blog=3877574&post=467&subd=cidindon&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Hasbrò vs. Ghibli</title>
		<link>http://cidindon.wordpress.com/2009/09/26/hasbro-vs-ghibli/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 20:22:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cidindon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[CInemas]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho visto &#8220;G.I.Joe&#8221; e &#8220;Totoro&#8221;. Il primo è brutto, il secondo bello. 
Lo scontro, naturalmente arbitrario, fra mondi diversi, a seguire.
La Hasbro è una ditta che fa giocattoli.
Ora questi giocattoli sono diventati giocattoloni in celluloide e la multinazionale  si è fatta la casa di produzione (con logo orrendo).
La Hasbro riempie l&#8217;immaginario collettivo, inondando il mercato di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cidindon.wordpress.com&blog=3877574&post=415&subd=cidindon&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-434" title="Vertgigio_nodata" src="http://cidindon.files.wordpress.com/2009/09/gi-joe-la-nascita-dei-cobra-poster-italia_mid.jpg?w=105&#038;h=150" alt="Vertgigio_nodata" width="105" height="150" />Ho visto &#8220;G.I.Joe&#8221; e &#8220;Totoro&#8221;. Il primo è brutto, il secondo bello. <img class="alignright size-thumbnail wp-image-435" title="Il-mio-vicino-Totoro-Poster-Italia_mid" src="http://cidindon.files.wordpress.com/2009/09/il-mio-vicino-totoro-poster-italia_mid.jpg?w=105&#038;h=150" alt="Il-mio-vicino-Totoro-Poster-Italia_mid" width="105" height="150" /><br />
Lo scontro, naturalmente arbitrario, fra mondi diversi, a seguire.<br />
La <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hasbro" target="_blank">Hasbro</a> è una ditta che fa giocattoli.<br />
Ora questi giocattoli sono diventati giocattoloni in celluloide e la multinazionale  si è fatta la casa di produzione (con logo orrendo).<br />
La Hasbro riempie l&#8217;immaginario collettivo, inondando il mercato di robottoni e soldati bumbum in film bambam con merchandising a pioggia, in una produzione seriale di film tutti uguali, bruttini e vagamente stupidi.<br />
Prendiamo questo con le forze super speciali super addestrate super equipaggiate super segrete, dell&#8217;esercito Usa e confrontiamolo col film coi robottoni di <a href="http://cidindon.wordpress.com/2009/08/14/dear-michael-b/" target="_blank">qualche mese fa</a>.<br />
Sono uguali. E sono brutti.<br />
C&#8217;è la sadica tendenza a distruggere monumenti (qui la torre Eiffel, là piramidi a caso) . C&#8217;è la bellona con storia d&#8217;amore con l&#8217;eroe, anche se la parruccona nera a S.Miller non dona.  C&#8217;è l&#8217;eroe interpretato da giovane attore che qui è un tizio che ha il collo taurino e un&#8217;espressività vicina allo zero assoluto.  C&#8217;è la storia che fa quello che vuole, uccidendo senza rimorso la logica, in compagnia di battute di bassa lega e con la sceneggiatura che introduce spiegoni da passati che ritornano con lo scopo di inframezzare il susseguirsi delle innumerevoli esplosioni. C&#8217;è l&#8217;ex attore famoso che fa un ruolo vergognoso, glielo avessero proposto quando era famoso un copione simile l&#8217;avrebbe bruciato con disprezzo.  C&#8217;è il negro (o il robot che si comporta come un negro) che fa le battute simpatiche che non sono simpatiche.  Ci sono momenti di involontaria ilarità, montaggi adrenalinici e virtuosi, utili spesso per perdere il senso di una lotta (pugnoni fra robottoni o sciabolate dei ninjoni).  Ci sono effetti a pioggia musicati da adrenalina sonora in chiave rock trash. C&#8217;è il finale alla <em>volemosebbene</em> con due indizi buttati con la grazia di una martellata sulle dita, su un sicuro sequel.</p>
<p>Fra i due, vince a sorpresa questo coi soldatini. Per la lunga scena d&#8217;inseguimento in centro a Parigi dove distruggono un sacco di roba e dove il film è quello che vorrebbe essere, un videogame senza alcuna logica nè fisica nè narrativa. Meglio questo che gli spiegoni e la noia del &#8220;caduto&#8221;.<span id="more-415"></span></p>
<p>Lo <a href="http://www.studioghibli.net/" target="_blank">Studio Ghibli</a> è lo studio d&#8217;animazione giappo creato dal &#8220;maestro&#8221; dell&#8217;animazione nipponica Miyazaki.<br />
Ora, io non sono mai stato un lettore di fumetti, nè appassionato di manga e di storie orientali. Però, quando passavo i pomeriggi a tirare i codini a mia sorella e a guardare cartoni, ho visto &#8220;Heidi&#8221; e &#8220;Lupin&#8221;. I disegni (detto da un super ignorante in materia) non sono cambiati molto, ma, ecco, Miyazaki ha fatto anche quelle cose là, poi ha fatto molti film che spesso non sono passati dall&#8217;Italia.<br />
<em>(</em><a href="http://friendfeed.com/emmebi/195ef142/ma-sono-l-unico-qui-non-capire-la-poetica-di"><em>sappine di più</em></a><em>, se ti va)<br />
<span style="font-style:normal;">Come questo &#8220;Totoro&#8221;, uscito nel 1988 e distribuito ora, presumo dopo il discreto successo ottenuto da &#8220;<a href="http://cidindon.wordpress.com/2009/03/31/pastelli-prosciutto-ponyo/" target="_blank">Ponyo</a>&#8220;. Ecco, Ponyo e Totoro, nomi che fanno già sorridere solo a pronunciarli, con la bocca a forma di &#8220;o&#8221;.<br />
Il mondo nippo-Ghibli è un mondo antico di case nelle campagne o a strapiombo sul mare; gocce di pioggia che fanno cerchi perfetti nelle pozzanghere; una natura enorme; bambine e bambini che urlano moltissimo; bambine e bambini che corrono moltissimo; madri coi capelli corti e neri; genitori premurosi; nonne da adorare e una umanità che scivola nella gentilezza e nella comprensione reciproca.<br />
Ci sono sorrisi coinvolgenti, occhioni stupiti per scoperte sconvolgenti, onde con gli occhi, autobus felini con gli occhioni, risate sincere che arrivano spontanee dallo schermo e dalla platea, conquistata dalla semplicità della poesia che avvolge una fantasia da amare in storie sottili come carta velina ma piene di immagini da sogno e immaginari con pesci mutanti coi capelli rossi o animaloni che sembrano di peluche.<br />
Ho riso molto con la favola di &#8220;Totoro&#8221; e mi sono quasi commosso con &#8220;Ponyo&#8221; che quindi ho preferito, forse anche perchè è un cartone un po’ più per adulti rispetto a Totoro.</span></em></p>
<p><em><span style="font-style:normal;"> Lo Studio Ghibli riempie le sale in Giappone, non sfiora l&#8217;immaginario collettivo dell&#8217;emisfero occidentale rimanendo un prodotto quasi di culto, di qualità ed eleganza antica, che si aggrappa a gentiluomini distributori per conquistare settimane di programmazione con orari non sempre accessibili, contando sul passaparola di chi concede una possibilità a un mondo e un modo diverso di pensare e realizzare cartoni, puntando sulla semplicità, la poesia, l&#8217;emozione, i sorrisi contenti che i loro film strappano spesso durante la visione.</span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Per farla breve, si può dire che la filosofia delle due case di produzione si coglie ed è evidenziata dalla musica che accompagna i titoli di coda.<br />
Da una parte schitarrate tamarre di un rock inutile, inutilmente grezzo seppur iper prodotto, dall’altra canzoncini infantili plinplin, filastrocche adatte per uscire dalla sala in fila tenendosi per mano, quasi.</p>
<p>Alle prossime produzioni, signori.</p>
<p style="font:16px Times;margin:0;">
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			<media:title type="html">Vertgigio_nodata</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://cidindon.files.wordpress.com/2009/09/il-mio-vicino-totoro-poster-italia_mid.jpg?w=105" medium="image">
			<media:title type="html">Il-mio-vicino-Totoro-Poster-Italia_mid</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Confesso, dipendenza da serialità.</title>
		<link>http://cidindon.wordpress.com/2009/09/17/confesso-dipendenza-da-serialita/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 14:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cidindon</dc:creator>
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		<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[tv series]]></category>

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		<description><![CDATA[Estate. Tempo di sole, mare e di stanze cariche di caldo umido e con le tende tirate per non avere riflessi inaccettabili sullo schermo del computer mentre passa l&#8217;ennesima serie tivù ammerigana, ovviamente, imperdibile.
Cosa ho visto quest&#8217;estate, i miei diari seriali.
(avvertenze: potrebbe contenere vaghi spoiler, sallo se guardi le serie. se non le guardi, ciao [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cidindon.wordpress.com&blog=3877574&post=342&subd=cidindon&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-406" title="video" src="http://cidindon.files.wordpress.com/2009/09/video.png?w=136&#038;h=150" alt="video" width="136" height="150" />Estate. Tempo di sole, mare e di stanze cariche di caldo umido e con le tende tirate per non avere riflessi inaccettabili sullo schermo del computer mentre passa l&#8217;ennesima serie tivù ammerigana, ovviamente, imperdibile.<br />
Cosa ho visto quest&#8217;estate, i miei diari <em>seriali</em>.</p>
<p><em>(avvertenze: potrebbe contenere vaghi spoiler, sallo se guardi le serie. se non le guardi, ciao e pazienza)</p>
<p></em><span id="more-342"></span></p>
<p><strong>Dollhouse S01</strong>: serie abbandonata con disprezzo per l&#8217;hype non mantenuto dopo le prime tre puntate, davvero bruttine. Recuperato per colpa <a href="http://giovanecinefilo.splinder.com/" target="_blank">sua</a> in modalità maratona. Ossia, due giorni e mezzo  di full immersion nella psiche modificata delle bambole (gente privata della facoltà decisionale a cui vengono impiantate nel cervello capacità e personalità per svolgere mansioni di vario tipo, di solito su commissione  di super ricconi) e mi sono convinto della bontà della storia grazie alle ultime tre puntate. Inoltre, per vari problemi fra la Fox e l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joss_Whedon" target="_blank">autore</a> del serial, che non sto a spiegare che l&#8217;internet è lì apposta, spunta fuori dal cofanetto dvd un episodio supplementare. Che è una bomba. Uno degli episodi <em>all series</em> più belli degli ultimi anni, solo ispirato  dal plot ma quasi guardabile come episodio a sè stante e ambientato in un imprecisato domani. Questa finestra sul futuro mi convince definitivamente ad attendere la seconda stagione con ottimi presupposti, poichè &#8220;Dollhouse&#8221; a lungo è stato come una bomba inesplosa, ora potrebbe fragorosamente esprimere tutto il suo potenziale. Anche se rimango dell&#8217;idea che la <a href="http://images.google.it/images?q=dushku+eliza&amp;oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:en-US:official&amp;client=firefox-a&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;ei=ajKySv_dENeL_Aa4qZmoDQ&amp;sa=X&amp;oi=image_result_group&amp;ct=title&amp;resnum=1" target="_blank">Dushku</a> è troppo gnocca per fare l&#8217;attrice e la cosa a volte distrae concentrazione alla visione&#8230;</p>
<p><strong>True Blood S02</strong>: True Blood è una figata. E lo è perchè ci sono troppi personaggi fichissimi. E lo è perchè questi personaggi fichissimi iniziano un viaggio verso la scoperta di nuovi pericolosi orizzonti di follia e malvagità, di ottusa religione e pericolosa passione. La prima stagione era una caccia all&#8217;assassino con bonus di vampirielli e sesso. La seconda è una discesa folle verso il caos, accompagnata da una serie di personaggi impagabile. Sì, gli stessi della prima serie ma tutti migliorati, più vivi, più partecipi, con le sottotrame quasi più interessanti del plot principale.  E questo conferma che le grandi serie sono quelle che hanno un manipolo di caratteri che funzionano (e taglio corto per brevità). Sul finale di stagione, sono in disaccordo con quanti hanno detto che è brutto. Si sapeva, memori del finale della prima stagione, che anche qua ci sarebbe stata la soluzione della storia principale e assaggi del futuro prossimo. Quindi mi pare possa funzionare. L&#8217;incontro col BUE  è giusto e i multipli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cliffhanger_%28narrativa%29" target="_blank"><em>cliffhanger</em></a> finali (sam, jason, bill) sono appettitosi. Poi certo magari ognuno faceva il tifo, nel senso di &#8220;<em>ne vogliamo di più</em>&#8220;, per il proprio personaggio preferito e sceglierne uno è dura, lo so. Personalmente sto con jason, migliore della stagione e spero in un futuro ricco di jessica(h) ma anche di regine&#8230;</p>
<p><strong>Weeds S05</strong>: magari nelle stanze degli sceneggiatori c&#8217;è un grafico esplicativo di come all&#8217;aumentare delle stagioni, aumentano i problemi di tenuta di una serie. A volte diminuiscono le aspettative degli spettatori. Per esempio la serie con la vedova alla marijuana è stata stupenda (sì, stupenda) per le prime tre stagioni con un finale della terza che poteva essere il finale definitivo. Invece hanno fatto la quarta ed è stata un mezzo fiasco, con varie debolezze e la perdita della caratteristica importante della serie, ossia satireggiare sui <em>suburbs</em> usa. Così la quinta stagione si è vista senza aspettative riponendo fiducia nell&#8217;apprezzamento dei personaggi (sì, siam sempre lì). E si arriva alla fine quasi contenti. Si ride di più, ci sono più storielle divertenti, <a href="http://www.universityofandy.com/site/universityofandy/home.do" target="_blank">Andy</a> è in grande spolvero e c&#8217;è un finale degno di nota. Ora, però, dopo la sesta consiglierei di fermarsi eh. Che di solito l&#8217;erba che rimane in fondo al sacchetto non fa <em>così</em> effetto&#8230;</p>
<p><strong>Nursie Jackie S01</strong>: evito i serial <em>medical</em> perchè i camici mi fanno paura, così come non voglio vedere tubi, aghi, lastre, organi interni che spuntano fuori e quelle robe lì. Ho guardato il pilot solo perchè c&#8217;era Edie Falco. Che era la <a href="http://www.hbo.com/sopranos/cast/actor/edie_falco.shtml" target="_blank">moglie</a> di Soprano. Ecco, quando un&#8217;attrice nobilita lo scopo. Una specie di <em>one nurse show</em> con una donna alle prese con pazienti, famiglia, amante, colleghe, armata di umanità, dubbi esistenziali e una <em>lieve</em> dipendenza dagli ansiolitici e altre pastigline. Com&#8217;è ? Nulla di memorabile, ma anche niente male, meglio la parte coi camici e con le storielle che avvengono al pronto soccorso che quella casalinga, Ms.Falco è sempre brava anche se forse un po&#8217; troppo vecchia per la parte. Faranno la seconda stagione, mi ritroveranno a spiare <em>in corsia</em>.</p>
<p><strong>Hung S01</strong>: Riassunto: causa incendio un uomo perde casa e figli in una notte e gli rimane solo il suo <em>attributo</em> con cui tirarsi fuori da una situazione disastrosa non solo finanziariamente nella Detroit in super crisi economica di oggi e s&#8217;inventa gigolò con l&#8217;aiuto di un&#8217;amica pure lei sfigatissima. Super storia! Invece no. Il serial <a href="www.hbo.com/hung/"><em>accabiò</em></a> parte bene e mostra potenzialità e un discreto cast. Ahimè presto la storia si avvita nella ripetitività, i personaggi non evolvono e rimangono nel limbo delle intenzioni, la vicenda non  intraprende la via della satira dura, nè della commedia intelligente, nè diventa così comica come eventualmente potrebbe e qualche guizzo non basta a salvarla da una bocciatura, soprattutto per avere sprecato il potenziale intravisto nelle prime puntate, dissipando il bonus di fiducia e simpatia che si era concesso a Ray&amp;co. Anche l&#8217;episodio finale si rivela poco incisivo nonostante l&#8217;ultima inquadratura sia un <em>cliffhanger</em> discreto ma tardivo. Annunciata seconda stagione. Mah&#8230;</p>
<p><strong>Mad Men S03</strong>: molte sigarette, ottimo portfolio di pubblicitari, scrittura superiore, super abiti, parecchi cocktails, nevrosi, soldi, passati oscuri, donne, e che donne&#8230;è tornata la  serie migliore degli ultimi anni. Poco da dire. Quando una puntata di Mad Men non è super ma  soltanto buona è comunque meglio di una stagione intera di molte serie. E tanto basta. Teoricamente, potrebbero farne dieci di serie, tenendo questo livello. E dispiacerebbe a ben pochi. La <a href="http://www.variety.com/article/VR1118007971.html?categoryid=14&amp;cs=1" target="_blank">quarta</a> season è già sicura, intanto&#8230;</p>
<p><strong>Glee S01</strong>: va bene, solo due puntate. Però che puntate! Un musical ambientato in un liceo americano fra odi di <em>classe,</em> geeks vs.sporty, ammore e musica? Tsk. Da vedere. Soprattutto se piace il musical. Qua, piace.</p>
<p><strong>Dexter S04</strong>: antipasto prima delle varie <em>cruditè,</em> il primo episodio della nuova stagione, piomba all&#8217;improvviso.  Dov&#8217;eravamo? Dex si sposa e sarà padre. Dove andiamo? Verso una quarta parte che forse mostra la corda. Ossia, è naturale che più stagioni vengono prodotte, più è difficile replicare il successo, qualitativo, di una serie. Qui si tratta sempre del serial killer che ci è molto simpatico diventare neo papà, con sonno arretrato formato xl, un futuro pieno di pappe e la classica girandola di nuovi colleghi e vecchi amici o vecchi colleghi e nuovi nemici. Dipende dalla prospettiva. Sei un serial killer o uno sbirro? Si prevede una stagione in salita per il ragazzo del sangue, sarò lietissimo di essere smentito.</p>
<p><strong>Fringe S01: </strong>come <a href="http://cidindon.wordpress.com/2009/08/12/fringe-il-mio-recap-parte-due/" target="_blank">ampiamente</a> <a href="http://cidindon.wordpress.com/2009/08/10/fringe-il-mio-recap-parte-uno/" target="_blank">scritto</a>, la nuova serie di JJ mi ha lasciato perplesso. Colpa della poca empatia coi personaggi e di una storia un po&#8217; troppo à là <em>X files</em>. Problema mio. La seconda? Mah. Magari si recupera la prossima estate?</p>
<p><em>Ecco fatto. E adesso? Un po&#8217; di pausa, ma si riprende presto&#8230;</em><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Intervista trash</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 20:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cidindon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è capitato di guardare dieci minuti di intervista all&#8217;amichetta di B. trasmessa da Sky.
Ora, non capisco bene come mai la rete satellitare, che dovrebbe essere concorrente con le reti del B., passi in rotazione questa cosa. Forse è un&#8217;abile trappola mediatica di Murdoch? Forse è uno vero scoop ed è colpa mia che non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cidindon.wordpress.com&blog=3877574&post=366&subd=cidindon&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Mi è capitato di guardare dieci minuti di intervista all&#8217;amichetta di B. trasmessa da Sky.<br />
Ora, non capisco bene come mai la rete satellitare, che dovrebbe essere concorrente con le reti del B., passi in rotazione questa cosa. Forse è un&#8217;abile trappola mediatica di Murdoch? Forse è uno vero scoop ed è colpa mia che non ci arrivo?</p>
<p>L&#8217;amichetta di B. è una biondina mollemente attraente che si atteggia a femme fatale con aurea da brava ragazza e dice cose di una banalità sconcertante (ma non è colpa sua&#8230;cosa vuoi che dica?!?). Ha l&#8217;originalissimo sogno di fare l&#8217;attrice e di sfondare pure negli US che là, si sa, è tutto più bello, con citazione obbligatoria per s<em>ofialoren</em> e con tanto ammore per tutti tranne i cattivi giornalisti che hanno inventato un sacco di cose.<br />
E&#8217; vestita come una cinquantenne negli anni novanta, con tubino bianco a palloncino, collana di perle, <em>french manicure</em> spesso inquadrata e capello con boccolo preciso.  L&#8217;intervistatrice è una disastrosa <em>cougar</em> platinata, con pantaloni di pelle nera a stringere gambe che paiono cosciotti e top maculato b/n d&#8217;ordinanza &#8220;<em>cougar dress code</em>&#8220;.<br />
Le domande vengono poste in inglese, con traduzione in voice over. L&#8217;amichetta del B. inizialmente cerca di inserire nelle risposte le poche conoscenze di inglese, poi abbandona il tentativo e risponde in italiano, non senza qualche stortura grammaticale ma con un sacco di &#8220;<em>è un mito</em>&#8220;.<br />
Il tutto mescolato col montaggio di sequenze con:<br />
<em> a)</em> le due bionde che passeggiano in un parco <em>parlando</em> (in che lingua è un mistero, dato che l&#8217;amichetta del B. di sicuro l&#8217;inglese non lo sa e la <em>cougar-anchorwoman</em> non penso conosca l&#8217;italiano)<br />
<em> b)</em> le due bionde che vanno in giro per&#8230;mah&#8230;il mare di Napoli? un lago? &#8211; non saprei nè voglio controllare &#8211; in motoscafo, sempre parlando ma soprattutto sorridendo moltissimo, con l&#8217;amichetta del B. che fa le faccine da super diva in gita sul motoscafo con l&#8217;occhiale <em>extra-large-biancotruz</em>.<br />
<em> c)</em> momenti dove l&#8217;amichetta del B. viene truccata o gironzola nel parchetto dove si tiene l&#8217;intervista.<br />
Saltuariamente, in lontananza o alle spalle delle bionde sul motoscafo, si intravede il papà, l&#8217;amichetto del B. stando alla versione dell&#8217;intervistata. Che non sia mai che la bambina vada in giro da sola. Anche a rilasciare interviste a bionde <em>cougar</em>.</p>
<p>La cosa che mi ha colpito, tralasciando ogni giudizio politico/privato della vicenda &#8220;amichetta del B.&#8221; è vedere una simile schifezza in televisione nel 2009. Un prodotto di pessimo livello, vecchio di vent&#8217;anni come ambientazione, look, inquadrature, giornalisticamente inutile con domande puramente didascaliche e prive di approfondimento. Forse allora ho visto uno spot in difesa di un paese retrogrado con un&#8217;immaginario collettivo antico, una cartolina di un paese color pastello, fra falsi scoop, pessima tivù e tragici esempi mentre c&#8217;è un mondo che continua ad andare avanti.</p>
<p><em>(approfondimenti: sull&#8217;</em><a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_1650024786.html" target="_blank"><em>intervista</em></a><em> &#8211; sull&#8217;</em><a href="http://daphnebarak.homestead.com/" target="_blank"><em>intervistatrice</em></a><em>)</em></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cidindon.wordpress.com/366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cidindon.wordpress.com/366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cidindon.wordpress.com/366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cidindon.wordpress.com/366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cidindon.wordpress.com/366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cidindon.wordpress.com/366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cidindon.wordpress.com/366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cidindon.wordpress.com/366/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cidindon.wordpress.com/366/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cidindon.wordpress.com/366/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cidindon.wordpress.com&blog=3877574&post=366&subd=cidindon&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Musicarella Recap (Gennaio-Agosto)</title>
		<link>http://cidindon.wordpress.com/2009/09/05/musicarella-recap-gennaio-agosto/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 21:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cidindon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[
Era un po&#8217; che dovevo scrivere questo post a mia futura memoria, per quando andrò a redarre la magica superclassifica di fine anno e per ricapitolare un po&#8217; cosa si è ascoltato finora. Peccato che l&#8217;ozio estivo mi abbia sempre fatto rimandare. Ora è il momento, con l&#8217;estate ormai al termine e l&#8217;inizio di un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cidindon.wordpress.com&blog=3877574&post=291&subd=cidindon&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://cidindon.wordpress.com/2009/09/05/musicarella-recap-gennaio-agosto/"><img src="http://img.youtube.com/vi/COhZRNhl4y0/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>Era un po&#8217; che dovevo scrivere questo post a mia futura memoria, per quando andrò a redarre la magica <a href="http://cidindon.wordpress.com/2008/12/17/2008-in-musica/" target="_blank">superclassifica</a> di fine anno e per ricapitolare un po&#8217; cosa si è <a href="http://www.last.fm/user/cidindon" target="_blank">ascoltato finora</a>. Peccato che l&#8217;ozio estivo mi abbia sempre fatto rimandare. Ora è il momento, con l&#8217;estate ormai al termine e l&#8217;inizio di un autunno che porterà altri dischi importanti che probabilmente rivoluzioneranno molti giudizi parziali.<br />
Prefazione: la longevità musicale, la ripetitività degli ascolti legata al gradimento crescente di un disco, diventa sempre più un metro di giudizio importante. C&#8217;è tanta di quella roba in giro che è difficile trovare qualcosa che veramente colpisce, album che resistono più del tempo di qualche distratto ascolto o che passate due settimane non siano già finiti nel dimenticatoio. Ecco. Ma questo è un discorso che potrebbe diventare complesso e si rimanda a data da destinarsi.<br />
Si diceva&#8230;album che finora hanno lasciato un&#8217;impronta nelle orecchie, e non solo&#8230;.<span id="more-291"></span><em><br />
Dritti nei nominati per la Top Ten (ossia, dischi che si amano già)<br />
<span style="font-style:normal;"><strong><a href="http://www.thepainsofbeingpureatheart.com/music/" target="_blank">The Pains of being pure at heart</a></strong>: come un ventenne hipster mi sono letteralmente perduto dentro allo shoegaze vagamente melò eppure gioioso di questi giovanotti, in procinto tra l&#8217;altro di pubblicare anche un EP. Visti a Barcelona, anche dal vivo funzionano.<br />
<strong><a href="http://cidindon.tumblr.com/post/109019334/other-lives-epic" target="_blank">Other Lives</a></strong>: dalle campagne dell&#8217;Oklahoma, una gemma sconosciuta, una sorpresa di rurale folk, spalmato su melodie di pianoforte, voce sofferta e aperture ariose.<br />
<strong><a href="http://www.fanfarlo.com/" target="_blank">Fanfarlo</a></strong>: echi pesanti degli Arcade Fire con cantato à là D.Byrne per un disco di eccellente pop con sfumature naif, sospeso in un sogno di armonie gioiose e coretti perfetti. Forse, il disco rimasto più in &#8220;heavy rotation&#8221; finora.<br />
<strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=FOx1xwCcTbM" target="_blank">Art Brut</a></strong>: bè, provate a stare fermi ascoltando questa serie di brani pieni di energia, rock, ironia. Eddie Argos potrebbe essere una rockstar ma non ne ha voglia, di sicuro è un grande entertainer e questo per me è il disco migliore della band.<br />
<strong><a href="http://westernvinyl.com/artists/balmorhea.html" target="_blank">Balmorhea</a></strong>: una delle belle cose di essere appassionati di musica è scoprire per caso un gruppo ed innamorarsene quasi subito. Come se quella band sapesse cosa dirti e come dirtelo. In questo caso, con emozionanti composizioni, fra chitarre acustiche, pianoforte, violini e poche voci. Folk da camera pensato per spazi (non solo fisici) aperti. Però <a href="http://takethesongsandrun.wordpress.com/2009/01/14/all-is-wild-all-is-silent-o-del-nuovo-disco-dei-balmorhea/" target="_blank">loro</a> ne scrivono meglio.<br />
<strong><a href="http://www.myspace.com/greatbloomers" target="_blank">Great Bloomers</a></strong>: canadesi, sconosciuti, recensiti da&#8230;nessuno, debuttano con il disco che tutti i bagni della romagna dovrebbero mettere in heavy rotation al posto del tumtumztamarro o delle ugole noiosamente italiche. Raffinato pop, easy listening, da ascoltare in ciabatte e non solo.<br />
<strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=KQIvXptYD1k" target="_blank">The Fiery Furnaces</a></strong>: strano come gruppi che di solito si snobbano, poi, improvvisamente, arrivano alle spalle e ti colpiscono,  con un album ricco di deliziose canzoni pop mai banali che si insinuano sotto pelle, con un cantato strepitoso.</span></em></p>
<p><em>Ah, l&#8217;amour (musicisti che hanno già un posto nell&#8217;olimpo personale e che hanno sfornato nuovi dischi)<br />
</em> <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=lJYAsuVQry0" target="_blank">Beirut</a></strong>: spiazzante e artistoide miscelatore di stili e melodie, il nostro ha pubblicato un disco diviso fra marcette a tempi di valzer in salsa messicana con un sacco di trombe (registrate proprio con una band col sombrero) e tentativi di approccio musical-electro. Bene la prima parte, così così la seconda.<br />
<strong><a href="http://www.myspace.com/gomez" target="_blank">Gomez</a></strong>: band piena di talento forse inespresso che continua a sfornare dischi di classe seppur non originalissimi ma che inevitabilmente crescono dopo vari ascolti. Anche con &#8220;A new tide&#8221; si confermano ad alti livelli, con un gruppo di ottime canzoni ottimamente arrangiate. E pazienza se sono snobbati da molti web critics.<br />
<strong><a href="http://www.myspace.com/trailofdead">And you will know us by the trail of dead</a></strong>: dopo il non eccelso &#8220;So divided&#8221; tornano con un album che è la summa delle anime romantiche e hard rock che si fondono nel gruppo, raggiungendo a tratti momenti mirabili. Poi, io sono fan, quindi non vale. Live spaccano sempre.<br />
<strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=zNixe-Y65RY" target="_blank">Morrissey</a></strong>: un disco secco, rapido, senza fronzoli con canzoni energetiche e godibilissime cantate col solito carisma e sostenute da una band di grande impatto. Inchino per un paladino del rock.<br />
<strong><a href="myspace.com/danauerbachmusic" target="_blank">Dan Auerbach</a></strong>: in libera uscita dai Black Keys (che qui si adorano) spara un disco di blues fra ruvidezze e carezze arpeggiate molto buono, col difetto di essere troppo lungo e di perdersi a tratti. Comunque da segnare.<br />
<strong><a href="http://wilcoworld.net/records/disco.php" target="_blank">Wilco</a></strong>: se non conosci i Wilco&#8230;bè, conoscili. Io non dico altro che: solito bel disco (e &#8220;solito&#8221;non è un diminutivo) e solita classe, incluso bonus di duetto con Feist. E li vedrò, finalmente, a novembre. Yuppi.</p>
<p><em>Belle cose (consigli, sorprese, cose da valutare ancora, miscellanea) </em><strong><br />
<a href="http://www.myspace.com/barzinh" target="_blank"> Barzin</a></strong>: uscito presto verrà probabilmente dimenticato, ma è un corposo disco pieno di ballate delicate e malinconiche con una splendida voce. Ottimo per certe serate dopo mezzanotte e passeggiate al tramonto. Meno ottimo da ascoltare se avete problemi di ammore.<br />
<strong><a href="http://truthandsoulrecords.com/storefront/full-lengths/lee-fields-and-the-expressions.html" target="_blank">Lee Field &amp; The Expression</a></strong>: il disco R&amp;B della stagione. Old school, good school. Niente di nuovo, ma un disco nero come il carbone e pieno di passione e richiami soul 70&#8217;s.<br />
<strong><a href="www.myspace.com/japandroids" target="_blank">Japandroids</a></strong>: duo chitarra satura di riverbero e batteria pestona e grinta. Niente di nuovo-bis, ma per me sono preferibili a tante altre band simili. Non proprio il mio genere ma ogni tanto qualche sberla ci vuole.<br />
<strong><a href="http://www.myspace.com/reginaspektor" target="_blank">Regina Spektor</a></strong>: il disco più accessibile, non vuol dire sia un brutto disco. Anzi, anche in questo ci sono ottime canzoni e sempre quella voce (e quel piano) lì. C&#8217;è poco altro da dire&#8230;<br />
<strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=M7QSkI6My1g" target="_blank">The Dead Weather</a></strong>: jack white torna ad inzupparsi in un side projects (che ormai funzionano meglio del duo con meg) pieno di blues sporco, adrenalinico e sexy, supportato da solit(d)i amichetti e dalla presenza di Ms.Moffett che funziona, eccome.<br />
<strong><a href="http://www.magnoliaelectricco.com/media" target="_blank">Magnolia Electric co.</a></strong>: se fosse stato un disco con dieci canzoni (che rimane LA lunghezza di un album) sarebbe stato un capolavoro. Invece è troppo lungo e compare un po&#8217; di ripetitività, essendo una collezione di ballatone soft-rock, intrise di songwriting di alto livello.<br />
<strong><a href="http://www.myspace.com/jayreatard" target="_blank">Jay Reatard</a></strong>: bam bam bam. Canzoni spesso sotto i tre minuti, sprigionanti gioia, grinta e gigionaggine garage rock. Jay ha talento e forza espressiva. Si ascolta da poco ma si presume salirà ancora nel gradimento.<br />
<a href="http://www.last.fm/music/Reverie+Sound+Revue" target="_blank">Reverie Sound Revue</a>: canada + dreamy pop + voce femminile suadente = <em>you got me</em>. Gruppo sicuramente derivativo che essere canadesi conta e si sente, ma resto sempre incantato quando li ascolto. Semplici ma sofisticati, carezzevoli ma non privi di brio. Una gradita scoperta.<br />
<strong><a href="http://www.myspace.com/thexx" target="_blank">The XX</a></strong>: ventenni un po&#8217; dark, con <em>deep deep bass</em>. al primo ascolto: &#8220;uh-uuuhh&#8221;. secondo ascolto: &#8220;uuhhhh&#8221;. al terzo &#8220;uuh..però anche mmmhhh&#8221;. Siamo ancora in fase di giudizio, almeno tre pezzi sono favolosi &#8211; Shelter poi è uno dei pezzi più belli dell&#8217;anno, sicuro &#8211; il rischio è che il disco dopo un po&#8217; annoi. Vedremo. Comunque un ottimo esordio come dicono tutti <a href="http://inkiostro.splinder.com/post/21176435/L%27esordio+dell%27anno%3F" target="_blank">quelli</a> che scrivono bene di musica.</p>
<p><em>Poi, giochino personalissimo: derby musicali.<br />
(accoppiamenti arbitrari per scrivere di altri dischi, alcuni andrebbero piazzati nelle categorie sopra indicate, ma è per cambiare un po&#8217; che sta venendo una roba lunga&#8230;)</em><br />
<strong><br />
Sonic Youth</strong> vs. Dinosaur Jr.<em> (old skool rulez)<br />
<span style="font-style:normal;">La storia della musica rock si ripresenta. Vincono i sonici perchè fanno un disco immediato all&#8217;ascolto ma di grande presa e perchè Kim Gordon è Kim Gordon. Mascics&amp; co. si consolano con qualche pezzo davvero notevole (es.: &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=q0HZcT5d9eQ" target="_blank">Plans</a>&#8220;) nella loro solita proposta fuzz&amp;tiro, a tutto volume.</span></em></p>
<p><strong>Florence &amp; the machine</strong> vs. Bat for Lashes <em>(beutiful voices from GB)</em><br />
due signore che faranno (spero) parlare molto di loro. Fra due voci stupende vince la Flo perchè il suo disco non l&#8217;ho tolto per due settimane dal lettore, colpa anche di molti brani con ritmica vagamente tribale e di ritmi più alti. L&#8217;album di Bat (si chiama poi Natasha Khan) invece dopo un po&#8217; mostra la corda, anche se è un disco effettivamente molto bello, raffinato e carico di atmosfera. E dal vivo è pure brava.</p>
<p>Phoenix vs. <strong>Passion Pit</strong> <em>(danzereccismo pop, ugole bianche)</em><br />
I francesi soccombono agli ammerigans grazie al falsettone di questi ultimi e a melodie che resistono di più all&#8217;usura e a maggiore fantasia. Ossia, i Phoenix fanno un disco carino ma dimenticabile a parte un paio di singoloni, i Passion Pit li ascolto ancora, dopo mesi, ancora emulandone il falsetto e muovendo la testa sempre.</p>
<p><strong>Grizzly Bear</strong> vs. Dirty Projectors vs. Animal Collective <em>(artypopindiejam)</em><br />
Questi tre dischi domineranno le classifiche di fine anno. Sono pieni di coretti a gò-gò e voci che si rincorrono fra melodie sghembe, marmellate electro, arpeggi folk. Musica &#8220;indie&#8221; dura e pura, da ascoltare più volte per ambientarsi e per poi raccogliere  gemme di canzoni inaspettatamente ricche di sfumature, col contrappeso di un po&#8217; di noia che qua e là fa capolino. Nel mio recap finale non ci saranno perchè sono troppo <em>old school</em> per apprezzare fino in fondo questo tipo di gruppi, mh&#8230; &#8220;arty pop&#8221;?? Dischi suonati e cantati abilmente, ma forse troppo pensati, troppo cerebrali nelle loro sovrapposizioni sonore e con un filo di compiacimento di troppo per non essere facilmente accessibili. Dei tre, al momento scelgo il disco dei Grizzly Bear per il bel mood rilassante che lo pervade. E per &#8220;<a href="http://vimeo.com/5904993" target="_blank">Two weeks</a>&#8220;, pezzo killer.</p>
<p>Bonnie Prince Billy vs. <strong>Iron &amp; Wine</strong> <em>(chitarre con la barba)</em><br />
non manca stagione senza cantautore barbone. Non barboso eh, barbone. Ecco, in questa stagione ho riscoperto le chitarre e le vocette di questi due tizi che si divertono a strimpellare pensierosi o <em>quasi</em> allegri. Per ora è un pareggio, ma scommetterei sul secondo&#8230;</p>
<p><strong>Lightning Bolt</strong> vs. Pink Mountaintops <em>(side projects section)</em><br />
I Black Mountains sono una matrioska e dal loro stoner rock spuntano progetti paralleli interessanti. Entrambi al secondo lavoro, se non sbaglio, entrambi capitantati dalle voci dei BM. Vince la voce femminile che regala brividi nelle ballad impregnate di folk psichedelico dei fulmini scintillanti contro il comunque ispirato lavoro alt-rock di McBean, cantante nonchè &#8220;motore&#8221; dei BM.</p>
<p><strong>Arctic Monkeys</strong> vs. Franz Ferdinand <em>(la prova del fuoco)</em><br />
Il terzo album per una band che ha fatto &#8220;boom&#8221; all&#8217;esordio, è notoriamente il più impegnativo, perchè il secondo lo hai fatto col pilota automatico sulla scia del successo e perchè se sbagli il terzo, rischi di scivolare nel limbo di quelli che erano bravi e cool. Se lo centri allora potresti rischiare di finire nella storia (con la S minuscola). I primi non lo sbagliano cercando nuove traiettorie, rallentando e pensando di più, andando meno dal barbiere e tenendo uno dei batteristi migliori in circolazione. I secondi fanno il compitino, con qualche divagazione electro, risultando infine monotoni. Quando provano ad andare fino in fondo (Lucid dreams) si aprono nuovi orizzonti, ma è solo un abbaglio. E poi Turner&amp;co. mi sono molto più simpatici.</p>
<p><em>Fatto, mh, potrei avere dimenticato qualcosa&#8230;<br />
I commenti sono lì anche per quello.<br />
Seconda parte, direi a fine anno&#8230;.<br />
</em></p>
<p style="font:12px Helvetica;min-height:14px;margin:0;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://cidindon.wordpress.com/2009/09/05/musicarella-recap-gennaio-agosto/"><img src="http://img.youtube.com/vi/TpLXQorSQe8/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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