‘A vàgg’ (una serata, un focolare)

(foto di Paolo Zapparoli)

prendi una sera libera, una sera fuori dalle solite.
prendi una strada che si addentra nel verde lussureggiante delle prime colline. erba ed alberi si prendono felici la pioggia. mostrano il loro vestito migliore. un verde rigoglioso che traccia la strada verso l’interno.
non è più estate c’è una prima nebbiolina. una coperta di umido sotto a nuvole grigie che scrivono in cielo che l’autunno è arrivato. eppure, era estate soltanto ieri.
percorri la striscia d’asfalto che si insinua come una lingua in una gola verde.
stai attento, se incroci un’altra macchina una delle due in un cavalleresco codice comportamentale, deve cedere il passo. agevolare il passaggio.
poi l’asfalto diventa una carraia di buche e sassi grossi e vai piano che altrimenti fai danni.
poi vedi un agriturismo ma è pieno di luci, troppe luci, hai detto che cercavi un posto più intimo e allora vai avanti finchè la strada non si stringe ancora e arrivi in un casolare, uno di quelli di una volta da dove partivano al mattino presto e tornavano prosciugati di fatica alla sera dopo aver modellato la terra.
occhio, c’è una capra, ha le corna. l’hai mai vista una capra con le corna? sembra che ti venga incontro, ma non è pericolosa eh. no, guarda, va a brucare un melo.
sei arrivato, c’è un giardino tutt’intorno, vieni dentro che la pioggia non è amica degli strumenti, dentro dove le luci poi le accendiamo noi, in uno stanzone alto, una volta era un fienile sai.
a una delle finestre è incastonato un dipinto. un nobile di tempi andati, dietro una tenda pare sbirciare per controllare cosa combinano i suoi eredi su quella costruzione sopra ai campi che secoli prima erano di sua proprietà.
è un po’ umido ma va bene, ci stringeremo un po’ per non farlo entrare nelle ossa.
altra gente lentamente arriva, tutti portano qualcosa. una torta con il velo di zucchero, una con la marmellata buona. una bottiglia senza etichetta di vino novello imbottigliato pochi giorni prima, altre bottiglie con etichette di lambrusco. ed erbazzone gnocco ciccioli salame tutte robe che fan male al corpo e bene allo spirito.
c’è una spina che spina, abbelliscono le pareti quadri di artisti per divertimento e passione , si chiacchiera, ci si conosce un po’ o ci si incontra di nuovo. ciao, come ti va? e poi è già sera, fuori piove più forte ed eccoli.
siam qua grazie al loro invito. i padroni di casa, già piazzati su un tappeto rosso fra fili e pedaliere e sei corde e una batteria verde.

(foto di Cristina Malagoli)

il focolare l’han pensato loro, costruendolo con pietre e ceppi che siamo noi tutti, qui presenti, intorno.
la musica è fiamma che si accende e si spande nella stanza, riverbera arrampicandosi sulle pareti spazzando l’umidità per poi piombare addosso a tutti, mantello invisibile di energia pura ed amica.
focolare è a’ vagg, ci sono anche lettori improvvisati che leggono brevi storie ispirate dalla musica.
poi arrivano altri amici, musicanti ed orchestrali anche loro, si passano i microfoni a turno, imbracciano le chitarre e si lasciano andare alla loro passione, alla loro narrazione, fanno ardere il fuoco di altre melodie.
un (per una sera) solitario folkster, antichi vestali grunge, barbuti che tornano a suonare dopo anni, amici di chitarra, post rockers in acustico.
il focolare resta acceso, chi c’era rimane a godersi il tepore, altri arrivano, fuori ha anche smesso di piovere, è una notte amica.
e poi tornano a suonare i padroni di casa, altri racconti in punta di chitarra. e poi non piove più e il focolare non si spegne ancora.

te l’avevo detto sarebbe stato bello.
adesso lo sai. ora il percorso è compiuto, la strada tracciata. ‘A vagg si può ripetere. basta avere due chitarre, un posto dove mettere i microfoni e qualcuno che porta del vino e un po’ di salame.
per rinnovare il patto, rigenerare lo spirito, suonare ancora musica sempre nuova, sempre migliore.
raccontarci altre storie, sentirci più vicini.
altrimenti nessuno lo farà per noi. 

 

(foto di Cristina Malagoli)


29/09/2012, ‘A vàgg':
Foto, testi del reading e le canzoni dell’EP “‘A vàgg”

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