di Bourne ce n’è più d’uno (mejo)

La serialità del cinema odierno è cosa nota. Cercare un personaggio o una situazione di successo e replicarla.
La cosa mi fa poco contento quando la serialità viene eseguita in maniera confusionaria, à la ‘prendi i soldi e scappa’, senza idee e con puro riciclo. Son ben più contento in casi come questo.
La prima trilogia di Bourne mi era piaciuta. Una spy story ‘classica’ e robusta, con la solita agency americana che la fa grossa poi cerca di pararsi le chiappe, un eroe più sporco e umano di 007, girata bene (il terzo capitolo è una cannonata) e poi Matt Damon ci piace(va).
Qua c’era da ripartire da zero. Senza il primo Bourne, senza Greengrass, regista noto per la sua diciamo ‘mobilità’ durante le riprese.
Per l’attore han chiamato Jeremy Renner da poco visto con l’arco nei vendicatori e fare da spalla a una ‘M:I’. Scelta azzeccata, il nostro ha fisico giusto e sguardo pacioccoso. Dietro la Mdp ci si è messo lo sceneggiatore della prima serie. Nessun guizzo ma nemmeno niente di scoraggiante.
Infatti il film è buono, dà quello che promette, ossia una solida storia di spie con un buon reboot della vicenda, una prima mezz’ora molto old school e col ritmo basso per poi accelerare verso gli inseguimentoni finali che sono uno spasso.
Certo tipo di cinema, questo tipo di film, spettacolare, giramondo, avventuriero, spionistico, mai innovativo nè rivoluzionario ma fatto con intelligenza, un certo gusto action e capacità, lo ritengo necessario. E’ proprio necessario al benessere del genere umano passare due orette in sala a vedere corse a perdifiato, cartoni volanti, salti folli, spaccamenti di braccia repentini, fucilate precisissime, inseguimenti impossibili.
Pollice alzato quindi, io son già pronto per il seguito (ci sarà, statene certi) magari la prossima volta facciamo quei dieci minuti in meno di montato che avrebbe fatto bene al film. Pollice alzato anche a Rachel Weisz, sempre bellona e brava. Meno alzato per Edward Norton che, non che sia una novità, si è un po’ perso.
Cinque altissimi invece a me stesso per essermi trovato da solo in sala, praticamente un sogno – la sala privata – che si avvera (e non è la prima volta).

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3 thoughts on “di Bourne ce n’è più d’uno (mejo)

  1. Aaarrggghhh. Mi hai ingannato. Pensavo di trovarmi la rece di Ted. Instagram shit.

    • ‘Ted’ esce fra due settimane. Avrai anche quella, ovvio. Peccato che doppiato mi sa perderà un bel po’ ma pazienza. La foto era per il ‘Ciao’ di Ted, immortalato casualmente nella sala VODA.
      Smack.

  2. Ma che sogno la sala vuota!!! Vuoi mettere con me al fianco a spararsi dei limoni e mangiare pop corn dallo stesso bussolotto!?!

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