spider-pucci

Probabilmente, ed è una cosa che accade più spesso del previsto, è una questione di aspettative. Cosa mi aspettavo da un film che in realtà avevo già visto anni prima?
La trama è  un reboot secco della classica storia. Ragazzo timido ma intelligente per geni paterni, viene punto da ragno magico. Acquista poteri e responsabilità, non sarà facile gestire il tutto, inclusa ragazza e lucertole schifose.
L’operazione, di puro marketing col bollino dell’uscita in patria il 04 luglio, riesce piuttosto bene.
Il film è fresco, giovane, spigliato e divertente non solo nell’ultima ben eseguita parte finale.
Questo per merito di un cast ben assemblato, con belle e brave glorie nel ruolo degli zii, un cattivo bipolare e discreto e soprattutto l’alchimia vincente dei due protagonisti.
Lui è un bravo attore, qui è magrissimo ma coi bicipiti ben modellati, nel vestitino da ragno ci sta molto bene, fa il tonto e belloccio in perenne puccismo sfrenato che per due/tre volte la ragazza dietro sospirava un sincero ‘maccheccarino’ e aveva ragione.
Lei è una brava attrice, ha gli OCCHIONI, la frangetta sopra gli occhioni, in una scena ha un cappellino di lana sopra la frangetta sopra gli occhioni (lo scrivente perde per un attimo il controllo della tastiera e del post a questo ricordo e non termina bene la frase)
Soprattutto i due hanno una chimica evidente che diventa vero motore del film che lascia da parte le spieghe sulle responsabilità supereroica e si concentra più sul lato romantico e questo, data la mia simpatia per i due attori, è un bene. (sezione gossip: l’alchimia fra i due pare funzionare anche fuori dal grande schermo).
Non tutto è perfetto, però sono più di due ore che passano in scioltezza e divertimento tanto da sopportare perfino un prodotto del male (bimbone chiamato Antò che commentava ogni cosa a volume cento prima che il padre gli applicasse un certotto sulla bocca) a poche poltrone da me.
Insomma la silhouette del ragno solcherà ancora i cieli della città con soggettive che anzichè stancare per ‘uff, già visto‘ restano nel campo del  ‘Daje!’ e si stamperà (?!) di nuovo sui cartelloni delle nostre città. E non è una brutta cosa.

Ps.: il cinema d’estate è una figata, solo quei dementi dei distributori italiani non lo vogliono capire. Lunedì sera, prima visione, una bella cinquanta persone al cine con la sala che pareva una cella frigorifera. 

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