Al termine dell’incontro di oggi dove RF ha vinto il settimo titolo della sua carriera sull’erba londinese, uno stimato blogger ha scritto su twitter ‘ogni volta che R.Federer vince Wimbledon il mondo è un posto migliore’.
E’ la verità e non serve, anche se fa sempre bene, rileggere le splendide parole di DFW sul grandissimo campione svizzero. Non è solo la nostalgia dei tempi andati, di quando l’erba non cresceva più sul centrale non soltanto a ridosso della riga di fondo ma anche nella linea mezzana perchè si faceva serve & volley e pure a ridosso della rete l’erba diventava sabbiosa, dove i tennisti aspettavano fucilate altezza sterno o si allungavano su passanti.
E’ perchè (e non è certo una novità) le partite sono lunghe di fitti scambi, botte tremende, mazzate muscolari e c’è stato uno scambio, prima ancora dello spettacolare lunghissimo game che probabilmente ha deciso la partita, che conteneva un gesto unico e raro, un momento di verità e di bellezza assoluta.
In questo scambio Federer, correndo all’indietro verso l’esterno del campo, cambiava posizione per difendersi da un siluro di Murray pur non avendo il tempo giusto per colpire col classico dritto.
Qui si è inventato un chop affettando la palla a quaranta centimetri da terra, privandola della potenza con una carezza sul piatto della racchetta e con un taglio basso ed elegante rispedendola nel campo avversario disegnando un arco di altri tempi, una traiettoria verso l’esterno destro fatta di polvere di stelle e di talento infinito.
Colpi che valgono una partita e che fanno ancora innamorare gli appassionati, colpi da preservare, come la fantasia che insieme al resto, capacità atletica, resistenza mentale e quant’altro, rendono un campione memorabile. E il mondo un posto migliore.
Bella Roger, grazie.
July 10, 2012 at 8:18 am |
All the Rogers in the world, anche, direi. (Eccezion fatta per Roger Taylor, magari.)