corsie

Hai un momento così, un momento che non sai come spiegare ma è così.
Non sai bene come affrontarlo, come guardarlo, come gestirlo per poi, sperabilmente, digerirlo.
Mentri ti avvicini alla vasca della piscina pensi che forse, forse eh, è come quando ricominci a nuotare dopo una pausa.
Quanto è lunga una pausa?
Anni di inattività. Settimane. Quattro giorni. Dipende. Dagli arti, dall’abitudine ad affrontare la vasca. Che aspetta, che dice, vieni, son qua. Nuotami.
Tocchi l’acqua, la temperatura ti terrorizza. Effettivamente, giustamente, d’estate l’acqua è più fredda che d’inverno.
Sembra. Ti sembra. Effetto della luce gialla che riverbera dalle finestre, si stampa sul legno dell’impalcatura, crolla nel blu clorato delle corsie.
Eppure è freddissima.
 Ti lasci andare, quasi rassegnato. Incassi un urlo gelato a mezzo metro di profondità, rimbalzi sulle gambe e via, inizi a mulinare. Gambe e braccia a caso contro la spietata iniezione di freddo tutta intorno. Capisci subito che non va bene il mulinare. Fermo, alla fine della prima vasca. Piastrelle azzurre su sfondo azzurro che rimbalzano l’ansia di un respiro troppo affannato.
Ricominci. Un leggero slancio con le caviglie tese. Il braccio destro che si allunga, il corpo, poco prima quasi restio, adesso scorre. Il braccio sinistro si carica in aria, non troppo, e affonda lieve, sotto il pelo dell’acqua. Spingi, senza forzare, trova il ritmo come un vogatore, come se fossi una canoa. Ecco, così.
Un tizio arriva dall’altra parte della corsia che dividete. A dorso. Con una schifosa unghia lunga ti prende una scapola. Ti sembra di avere uno squarcio nello scafo. Brucia. Perdi il controllo, ritorni a mulinare per non affondare. Ti fermi, verifichi, le dita che scivolano sulla spalla ricoperta di cloro. E’ solo un graffio.
Serve tempo. Serve pratica.
Ripartire. Spinta. Il braccio destro va, ben disteso che senti gli addominali che si allungano, le dita aperte a cercare l’acqua, a prenderla per spostarla. Togliti acqua, va là, finchè il braccio sinistro si carica. Ecco, così. Le gambe seguono il ritmo, i piedi leggermente all’interno come se si guardassero. Uno via l’altro, le gambe morbide che seguono l’avanzare, che spingono, aiutano, sostengono, supportano ma stan troppo basse. Devi tirare su il bacino. Quasi. Op Op. Voga. Macina metri, nessun pensiero, ci pensa l’acqua a portarli via. Poi una ragazza affrettata dalla pausa pranzo troppo breve, plana nella corsia davanti a te, ti rallenta la virata, perdi il ritmo, espelli una bolla di acqua che impreca. Risenti i difetti nello stile, le gambe che non si capiscono con le braccia, il tronco che ondeggia, ti conviene fermarti.
Ferma, respira, riparti, braccio, fluido, gambe, piano, senza esagerare.
Serve esercizio, servono vasche su vasche. Serve sentire i movimenti, capire i movimenti.
Così, perfetto. Braccia, gambe. Fuori il fiato, e respira. Op Op. Sincronizzato, alzi anche il bacino a pelo d’acqua. Riconosci la perfezione, la serenità di dieci metri dove il respiro si unisce al gesto e scivoli via, spostando l’acqua come se ci fossi nato, un tonno con gli arti.
Tocca, riparti.
Tocca, riparti.
Basta così. Un leggero crampo al piede, come un pensiero improvviso che non ti abbandona, le ultime vasche sono di alleggerimento. Esci dall’acqua quasi a fatica, le gambe con la consistenza di una spugna, il fuoco nelle cosce, sottili lance di dolore nelle braccia.
Ti senti a pezzi, pensi che domani andrà meglio. Ti imponi di ricordare. Vedi i tuoi movimenti come su un piccolo monitor mentale che rimanda le immagini di una telecamera dedicata sopra di te.
La spinta, le braccia, il bacino deve stare più alto, ritmo…
E mentri vai a lavar via il cloro che ti incrosta il naso pensi che forse, forse eh, prendere un momento così, come dire, un momento così, che sembra un ostacolo insormontabile e non sai bene come affrontarlo, come guardarlo, come gestirlo per poi, sperabilmente, digerirlo è come ricominciare a nuotare. Dopo una pausa.
Quanto è lunga una pausa?

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2 thoughts on “corsie

  1. Swim Vs Swing. Un batterista non poteva descrivere meglio il ritmo del suo nuotare. Bella Cx.

  2. Ecco come ti dicevo hai fatto nuotare me che proprio nn son capace…lol

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