2011, dischi dell’anno

(click, il bignami riepilogativo)

(poi mi sembra di non ricordare tanti dischi di quest’anno. poi mi metto lì e saltano fuori come bambini rimasti dietro all’albero in un nascondino lungo mesi. piccole memorie in musica, piccole storie fra me e me, scoperte in ritardo, band che sono come vecchi amici, voci che hanno parlato, blogger che influenzano gli ascolti, esperimenti arditi che diventano gioia per le orecchie, botte di energia, melodia come seta, brandelli e pennellate in musica fissati in un elenco che vale fino al prossimo giro ma che per ora sono dodici dischi e qualche appunto per una miscellanea di roba in un ordine misurato spannometricamente comparando numero di ascolti e amorazzi musicali, senza nessuna pretesa critica, un link per ogni disco per saperne di più, via)  

1. Bon Iver – “Bon Iver”
Io, fan totale, ma gran disco, gran conferma, bellissima trasferta londinese per vederne l’ottimo live. Uomo dell’anno. (‘videoalbum’)

2. Low – “C’Mon”
Fra brani spacca cuore e cerotti di carezze, una perla. Forse il disco che ho ascoltato di più. Contiene la canzone più bella dell’anno.

3. Real Estate – “Days”
Da qualche parte l’han definito ‘surf-pop romanticism’. Perfetto, abbinato a passeggiata ciondolante e sorrisino. (ascolta)

4. Girls – “Father Son Holy Ghost”
Un frullato gustoso di reminescenze dal passato. Questi scrivono belle canzoni con una facilità irrisoria. Alla terza prova, non è più per caso. (‘Honey Bunny’)

5. Colin Stetson – “New History Warfare Vol 2: Judges”
Un disco di sax solo. Boom. Inatteso, spaziale e sperimentale coi suoni circolari. Bellissimo, non per tutti. (lui, suona)

6. The War On Drugs – “Slave Ambient”
Classic rock non radiofonico, affogato in riverberi ‘dreamy’. Chitarre strascicate e mood ipnotico. Bravissimi. (‘Brothers’)

7. Crash of Rhinos – “Distals”
Una botta di genuina ‘pesantezza’ con le braccia al cielo e una grande batteria. Spacca. Nel mio anno, ci voleva. (bandcamp)

8. My Brightest Diamond – “All Things Will Unwind”
Quasi una scoperta per me. Una vocina splendida unisce il pop con gli strumenti classici in un tentativo raffinatissimo e riuscito di tentare nuove strade. Fascinoso. (official website)

9. The Field – “Looping State Of Mind”
Loop & cuore (questa l’ho rubata). Ascolto poca musica elettronica ma quando è fatta per arrivare, ci resta. Suggestivo. (rece+ascolti)

10. Fink – “Perfect Darkness”
Corde pizzicate, ritmi secchi. Terzo disco, ormai un classico. Mi stupisco di come non sia nelle top di chi conta. (live radio)

E poi due signore stupende che han fatto gran dischi, ancelle di questi suoni di fine stagione.
Feist “Metals” e Florence & The Machine “Ceremonials.
L’ammore, le chitarre, i tamburi, le danze, l’intimità e l’epica, il maglione di lana grossa e l’abito coi lustrini di due signore bellissime e bravissime, sempre più.

Altro: 

Fan service: Arctic MonkeysSuck it and see. La mia estate è stata questo disco e un viaggio in macchina a guardare il blu.
Danzare: Cut Copy – Zonoscope
Amici miei che han fatto dischi, sempre belli: Wilco, Radiohead, Beirut, Kate Bush.
Dischi usciti nel 2011 che ascolterò moltissimo nel 2012: The Black Keys, Wye Oak.

(grazie per l’immagine riepilogativa e super bella: sweetpotatopie)

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4 thoughts on “2011, dischi dell’anno

  1. Me ne mancano alcuni che andró a cercare…per il resto d’accordo quasi su tutto

  2. io me li studio tutti.
    grazie come sempre.

  3. Bella li :) puntuale

  4. Ottimo Cx, approfitto a piene mani.

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