Clash of the Celda 211

Premessa: naturalmente i due film che ho visto nel giro di pochi giorni non sono per niente paragonabili. Sono agli antipodi come genere, budget, pubblico di riferimento. E sicuramente io non rientro nel pubblico del primo, ma il bello è proprio quello…

Cosa sono:
“Scontro fra titani” è il remake di un film mitologico degli anni ottanta. All’epoca usavano la plastilina e le tecniche in stop motion per i mostri e le battaglie, oggi il film usa tutta la potenza espressa dalla computer graphic arrivando anche a trasformare il film, girato in 2D, per la visione (e l’incassone) pure in 3D.
“Cella 211″ è un film spagnolo ambientato in un carcere (e pure girato in un vero carcere oggi dismesso) durante una rivolta di detenuti. La pellicola ha avuto un grande successo in patria sia di pubblico che di critica vincendo parecchi Oscar spagnoli (Premios Goya)


Attori
:
nel remake hollywoodiano l’eroe è interpretato da Sam Worthington che prestava il suo corpo in Avatar per diventare un omino alto blu e con la coda dopo avere prestato il suo corpo nell’ultimo film della serie Terminator per diventare un robot umanizzato. Insomma, Sam è un corpo, poichè la faccia, o meglio, le espressioni facciali, le usa ben poco. Nel film è coadiuvato da due attori famosi che prestano la faccia (abbastanza attonita, forse per le battute che gli tocca pronunicare) a due dèi. Uno (Liam Neeson) è Zeus, boss di un Olimpo la cui ambientazone mi ha ricordato il pianeta Kripton del primo Superman. Quando si dice l’originalità; l’altro è Ralph Fiennes che porta a spasso per l’Ade un mantello di nubi nere facendo faccia feroce, che però gli viene meglio quando interpreta quel gran mago di Voldemort;

nel film spagnolo il boss della rivolta carceraria si chiama Malamadre, un nome, un programma, ed è la faccia giusta al posto giusto mentre il secondino che si ritrova suo malgrado dall’altra parte della barricata è un bel giovanotto argentino. Entrambi sono bravi e intensi e circondati da altri attori che paiono (come da manuale del genere “film dietro le sbarre”) davvero galeotti di lungo corso, alcuni con facce che se le incontri per strada cambi direzione.

Donne:
fra i “Titani” le donne sono puro contorno, bei visini anche qua monoespressivi fra il preoccupato e il “stai attento, mio eroe”. Pura suppellettile e la cosa ci sta essendo il film un mega gioco dell’oca dove tiri i dadi, ti scontri con un mostro, avanzi di due caselle, vinci un pugnale fatto dagli dei, avanzi, affronti altro mostro e così via fino al “boss” finale;

nel carcere non ci sono donne. Fuori ce n’è una sola ed è la moglie del secondino intrappolato nella rivolta che fungerà da perno della vicenda. Sarà che le attrici spagnole sono in generale “bonite” però questa para bruve bravina.

Virilità:
nella battaglia contro gli dei ci sono molti personaggi virili. Ahimè, il film è un monumento alla risata involontaria per merito di dialoghi agghiaccianti e per (de)merito di una parata di muscolacci lucidi che fanno ben poco oltre che a tirare spadate a destra e manca. Insomma: Yawn;

il carcere è naturalmente imbibito di virilità criminosa utile al sopruso psicologico o fisico e alla sopravvivenza tramite la violenza, elemento che non manca affatto nel film.

Regia:
“Scontro” è un film disastroso dall’inizio alla fine. Cioè, davvero, a tratti non si guarda. Poi, come dice un mio amico “vai a vedere in faccia il nemico” dove il “nemico” sarebbe il cinema d’azione e di cassetta made in Usa. In realtà io mi diverto, con una punta di masochismo, a vedere questi film un po’ per tenermi aggiornato su cosa combinano gli studios e cosa piace alla gente e anche per poi massacrarli in conversazioni di cinema oppure in questi post. E’ un gioco da ragazzi… Dicevamo? Ah, del regista…va bè, serve parlare di regia in un film così sbagliato? No;

“Cella” è un film cazzuto, anche se non è che questo sia un bellissimo aggettivo. Il regista sta addosso ai personaggi, svelandone i meccanismi che li muovono e le psicologie che li animano, seguendo una storia con delle idee, seppur nell’alveo di un film di genere, almeno due belle trovate e una scena che da sola, racchiude i capitoli “attori, virilità, regia” di questo post che si sta dilungando. La scena è quella di un abbraccio, giusto per non dire troppo di un film che consiglio vivamente.

Conclusione:
il vero punto di “Scontro” è: perchè? La risposta ovvia è: denaro. Infatti il film incassa bene e, ahimè, pare siano già pronti ai sequel/trequel;

“Cella211″ è un bel film che si sviluppa con ritmo e intensità e pure ben visibili e apprezzabili rivolti politici e sociali. Ve mò.
Capiterà che un produttore americano lo vede, se ne innamora, ci fa un remake e farà una schifezza.
Tanto per chiudere il cerchio.

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