Il post sbronza

angover

Fin dal primo trailer visto in rete, avevo avuto buone sensazioni riguardo a “The Hangover“. Mi sembrava potesse essere un film divertente nonostante appartenga a un genere, la comedy americana, che non apprezzo molto, poiché mi pare che il grosso della produzione di queste commedie sia troppo mirato al target “teenager”, pronti al consumo di unti popcorn accompagnati da grasse risate, davanti a pellicole con troppe volgarità gratuite, doppi sensi a pioggia, allusioni sessuali e plot risibili.
Probabilmente è un mio preconcetto sul quale mi dovrei ricredere.
The Hangover” – a proposito, tradurre il titolo letteralmente era così grave? era così brutto come titolo? perché “Una notte da leoni” è meglio? – è fino ad ora, la sorpresa del box office dell’estate Usa, costato 35 milioni di dollari al momento ne ha incassati 152, ed è molto divertente.
Privo di eccessi volgari, con qualche banalità narrativa, qualche secrezione, ma con l’obiettivo, divertire con leggerezza, che viene centrato ripetutamente, mettendo insieme tre personaggi con caratteri diversi e complementari, per un buddy movie immerso in un classico clichè a stelle e strisce, una notte a Las Vegas per festeggiare l’addio al celibato del migliore amico.
Il giorno dopo, nessuno ricorderà nulla della serata e i tre pards andranno a caccia di indizi per ricostruire gli avvenimenti della notte brava.
L’idea è buona, le gag sono parecchie e funzionano, nonostante il doppiaggio, che pare non faccia molti danni, anche se probabilmente rovina qualche battuta, per motivi risaputi.
Menzione speciale per costui, perno comico del trio e personalissimo “ooohhhh” all’apparizione inattesa di Heather Graham, che ha un piccolo posto nel mio cuore fin dai tempi di “Boogie nights”, qui ancora nei panni di ragazza…immagine, diciamo.
E c’è anche Mike Tyson, pensa un po’.
Difetti? A volerne trovare, ce ne sono, fra cui qualche scelta musicale di bassa lega, qualche immagine troppo da cartolina, ma qui torniamo al discorso della commedia americana e dei suoi stilemi.
Mi limito a scrivere che, a questo punto, dopo avere apprezzato “Zack&Miri” e dopo essermi divertito con questo filmetto, potrei pure cambiare idea sul genere.
Sicuramente, nonostante le risate, non cambio la mia idea, negativa, sulle feste d’addio al celibato/nubilato.
Eccetto al cinema, suvvia.

Terminator, no salvation

locandina-terminator-salvationMcG, ha una fissa con i ponti.
Nel film da lui diretto sulle Charlie’s Angels c’era una scena videogamica su un ponte. A memoria, le tre eroine cadevano da un ponte con un autocarro contenente un elicottero. In volo entrano nell’elicottero e volano via.
In Terminator Salvation, la scena migliore del film, ovviamente una scena tutta di azione, termina dopo un inseguimento lunghissimo e avvincente con un volo da un ponte sbriciolato da una super bomba di un super velivolo skynet. Durante il volo l’eroe (uno dei due) si agrappa a un ‘altro velivolo skynet con una….ahah non lo scrivo dai…
Suggerirei quindi al regista col nome di un rapper, di sviluppare un plot in cui due popoli nemicissimi, vivono su due isole collegate da vari ponti, costruiti sopra a un fiume gigante, inquinato di scorie radioattive. Il film sarà sviluppato con precise e cronometriche alternanze fra tre minuti di dialoghi imbarazzanti e di rapidi spiegoni, cinque minuti di fuga sul ponte, seguiti da tre minuti di pseudo romanticismo da due soldi fra il cattivo e una bella a caso (o fra il leader dei buoni e una bellona a caso) e altri cinque minuti, facciamo dieci, di esplosioni su un ponte, fino alla battaglia finale che si svolgerà sul ponte più largo e più lungo, dove infine, aggrappati alla struttura in ferro e a parti di ponte spezzati, i due leader dei due popoli dei ponti se le daranno di santa ragione cadendo sempre più verso il fiume nell’abisso sotto i ponti. Sarà un successone. Continue Reading

Una mail al PD

(ieri, dopo avere letto incredibili dichiarazioni da parte di esponenti del Pd, ho scritto, di getto, una mail al Pd con quattro considerazioni banali sulle recenti elezioni, viste dal mio piccolo, dalla zona dove abito. servirà a meno di zero, l’averla inviata, però, a mia futura memoria, la riporto qua)

Oggetto: Fra Fioroni e Serracchiani, vincono gli altri.

Ho votato per il PD sia alle europee sia alle provinciali per la provincia di Reggio Emilia. Ho votato PD dopo avere riflettuto a lungo, deluso per l’atteggiamento del partito su molte questioni, affranto per avere constatato come un rinnovamento del ceto dirigente sia una chimera. L’ho votato per dare la mia preferenza alla Serracchiani, dopo avere visto il suo intervento, su Youtube.
Ho 39 anni, voto a sinistra, perchè credo in certi valori. Questa volta non ho creduto nel segno fatto, ma ho creduto nelle preferenze assegnate. Ossia per la giovane udinese e per il ragazzo che appoggiava la lista del Pd della mia provincia capeggiata da Sonia Masini.
Oggi apro internet e leggo la dichiarazione di Fioroni. Apro il giornale e rileggo la dichiarazione di Fioroni. E mi decido a scrivervi. Continue Reading

Barcelona&Primavera – La versione di Zanna.

(sul volo di ritorno, sfido l’amico zanna a scrivere il suo report della gita musicalcatalana. egli, con grande sprezzo del pericolo, accetta. con grande gioia, ricevo. con gran piacere, pubblico.)

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L’aria di Barcellona frizza.
L’aria di Barcellona è di quelle che ti fa stare bene immediatamente, anche se sei stanco per il viaggio e sei nel piazzale antistante l’aeroporto. L’aria di Barcellona mi rilassa i nervi contratti e mi mette di buon umore. Chi se ne frega dell’afa appiccicosa di Piastrella Valley e del cuore malato. Qui c’è la brezza a portare un po’ più in là ogni tipo di zavorra dell’anima. La brezza che attira verso le viscere della città, che comincio a veder sfilare mentre l’autobus ci porta verso Plaza Catalunya, che ci accoglie dopo pochi minuti nel primo turbinio di lingue, pelli e look, che di lì a poco mi parrà l’unica maniera possibile di stare bene. Credo che sia tutto merito dell’aria, che invita a trovare il bello intorno a me.
L’arena in ristrutturazione attira la mia attenzione. Sembra un piccolo Colosseo natante nei larghi spazi di Plaza de Espana.
L’aria di Barcellona ci avvolge con costanza, poco dopo, per il primo bocadillo + cerveza (+ cerveza + cerveza…) nel bar di due simpatici signori sulla grande Avinguda Meridiana, dove stanno i nostri (da lì spesso agognati) giacigli, dentro le anonime mura del grande Hotel Catalonia Atenas. Poco prima il receptionist ci aveva intrattenuto in estenuanti gag a sfondo calcistico, visibilmente eccitato per l’ormai imminente finalissima di Champions League, che si sarebbe giocata a Roma quella sera fra Manchester ed la squadra della città. Ristorati dal Jamon Serrano e dal luppolo ci concediamo una passeggiata, dopo il breve tratto della linda metropolitana. Il tunnel della stazione di Clot ci inghiotte per restituirci all’aria catalana nei pressi della città antica, che scorriamo distrattamente, cominciando a felicitarci per la prospera bellezza delle autoctone cittadine e giubilando per un meraviglioso frigorifero aerografato con la livrea del Barcellona F.C. Continue Reading

è Barcelona! è Primavera!

Abbiamo preso una multa dalla polizia stradale nel viaggio dal paesello al comodissimo aeroporto della malpensa.
L’autista senza cappello da chauffeur, emozionato per il viaggio, non si accorge della presenza della pula, impegnata nello sgomberare la sede stradale da un pezzo di ruota di un camion gigante. La pula, fin dai filmarelli anni ’70, si sa, s’incazza.
Infatti, s’incazzano e ci fermano con bonus di multa e punti patentati. Però alla fine sono anche buoni e non puniscono violentemente l’amico.
Abbiamo perso una valigia nel volo di ritorno con conseguente fila “Lost and found” e denuncia da parte dell’autista, munito di cappello acquistato in una viuzza della capitale catalana, e della sua novia, proprietaria della valigia.
L’inizio e la fine del viaggio a Barcellona, per assistere al Primavera Sound ’09 & varie et eventuali.
Nel mezzo: Continue Reading